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CON WINETT L’ENOLOGIA LOCALE DIVENTA GLOBALE
A Venezia il vino italiano parla la lingua del mondo e crea i presupposti per aumentare la quota di export italiano, che nel 2009 si è attestato al 41,3%

Portare il vino italiano nel mondo. E’ questa la mission di Winett, evento che “Vende compratori ai venditori”. Per tre giorni, Venezia è divenuta così capitale mondiale del vino, facendo incontrare 36 importatori provenienti da 4 continenti, 60 aziende dal Piemonte alla Sicilia. Il bilancio dell’evento, ideato dall’imprenditore Marco Giol,  è quindi più che positivo. “La prerogativa di Winett è ottimizzare tempo, investimento e risultati in termini commerciali ma anche di analisi di mercato, sia per le aziende che per i buyers. – Afferma Marco Giol. - Questo è reso possibile grazie ad incontri B2B che si sviluppano nell’arco di una sola giornata con appuntamenti di 25 minuti ciascuno e con focus dedicati, giorno per giorno, ad aree geografiche diverse.”
Se nel 2009 l’export del vino italiano è stato il 41,3%, con incremento di 1 punto percentuale sul 2008, la prospettiva per il prossimo anno è decisamente in crescita. A fronte di un leggero calo di regioni tradizionalmente importanti come Piemonte, Veneto e Toscana, vi è infatti la crescita di regioni come Trentino Alto Adige o Sicilia.  Quest’ultima, in particolare, è stata protagonista a Winett con 21 aziende, grazie alla collaborazione con l’Istituto Regionale della Vite e del Vino. Winett non solo crea opportunità di business ma anche occasioni per conoscere meglio la mentalità dei singoli mercati, cosa chiedono e cosa offrono. Per questo, evoluzione dell’evento sarà ora portare l’ottica globale nel locale, ovvero dare l’opportunità alle singole regioni, consorzi o associazioni di imprese, di beneficiare del format vincente con eventi dedicati.
Durante i tre giorni di Winett non si sono fatti solo affari ma si sono delineate anche le tendenze del vino italiano nel mondo. Dai pareri dei buyers  emerge un crescente interesse ai vini autoctoni espressione di un territorio specifico. Importare vini nuovi significa anche raccontare, attraverso l’enologia,  particolarità storiche, culturali e linguistiche.   Se Toscana, Veneto e Piemonte rappresentano i grandi classici, oggi gli importatori cercano anche le Marche, la Puglia, il Friuli Venezia Giulia o la Campania.  Alcuni importatori ricercano vini piacevoli e bevibili come il Prosecco o il Pinot Grigio, ma vi è anche il ritorno del Lambrusco, richiesto dall’ Asia agli Stati Uniti. In altri casi vi è una riscoperta di vini importanti come Vino Nobile di Montepulciano o il Fiano d’Avellino.

La prossima edizione di Winett sarà a metà marzo a Venezia, a partire dalla fine di novembre chi lo desiderasse potrà iscriversi per le selezioni nel sito
www.winett.it; per l’ XI edizione di marzo saranno programmate solo due giornate d’incontri, USA-International ed ASIA-International con 20 posti disponibili per ciascuna giornata.

 
   
 

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