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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
SILLARO
BIANCO DEL SILLARO
I.G.T.

SILLARO
BIANCO DEL SILLARO
I.G.T.
D.M. 18/Novembre/1995

Art 1
 La indicazione geografica tipica “Sillaro o Bianco del Sillaro”, accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti, ai mosti parzialmente fermentati ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.

Art 2
La IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro” è riservata ai seguenti vini:
bianco
bianco frizzante
bianco novello
I vini ad IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro” bianchi devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Albana minimo 70%
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Bologna, Ravenna, Forlì – Cesena e Rimini fino ad un massimo del 30%.
Per i vini ad IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro” tipologia frizzante è vietata la gassificazione artificiale.

Art 3
 La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di:
Borgo Tossignano Casalfiumanese Castelguelfo Castel S. Pietro Terme
Dozza Fontanelice Imola Medicina
Mordano Ozzano Emilia
in provincia di Bologna;
Bertinoro Castrocaro Terme e Terre del Sole Cesena
Civitella Romagna Dovadola Forlì Forlimpopoli
Gambettola Longiano Meldola Mercato Saraceno
Modigliana Montiano Predappio Roncofreddo
Savignano al Rubicone
in provincia di Forlì – Cesena;
Bagnara di Romagna Brisighella Casola Valsenio Castelbolognese
Cotignola Faenza Riolo Terme
in provincia di Ravenna;
Coriano Rimini S. Arcangelo di Romagna Verucchio
in provincia di Rimini.

Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, per i vini ad IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro”, non deve essere superiore a:
18,00 tonnellate/ettaro
Le uve destinate alla produzione dei vini ad IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro” devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
9,00% vol.

Art 5
 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 75%.
Art 6
I vini ad IGT “Sillaro o Bianco del Sillaro”, all’atto dell’immissione al consumo devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:
Sillaro o Bianco del Sillaro 10,00% vol.;
Sillaro o Bianco del Sillaro novello 11,00% vol.

Art 7
Alla IGT “Forlì” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.
I vini ad IGT “Forlì” possono essere immessi al consumo nei contenitori previsti dalla normativa vigente.
Qualora siano confezionati in bottiglie di vetro possono essere presentati con qualsiasi tipo di chiusura, compreso il tappo a fungo ancorato a gabbietta metallica tradizionale usato nella zona di produzione.
Ai sensi dell’art 7, punto 5 della legge 10/02/1992, n. 164, l’IGT “Forlì” può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3, ed iscritti negli Albi dei vigneti dei vini a DOC, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la IGT di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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