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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
LACRIMA DI MORRO
LACRIMA DI MORRO D’ALBA
D.O.C.

LACRIMA DI MORRO
LACRIMA DI MORRO D’ALBA
D.O.C.
D.D. 18/Luglio/2005

Art 1
 La denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba”
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore”
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’alba passito”

Art 2
I vini a denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: Lacrima minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni, a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ancona, fino ad un massimo del 15%.

Art 3
 la zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” ricade nella provincia di Ancona e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di: Morro d’Alba Monte San Vito S. Marcello
Belvedere Ostrense Ostra Senigalia
ad esclusione dei fondo valle e dei versanti delle colline del comune di Senigalia prospicienti il mare.

Art 4
Le condizioni ambientali dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere quelle abituali della zona e atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità.
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 2.200 in coltura specializzata.
I sesti di impianto e le forme di allevamento consentiti sono quelli già usati nella zona.
I sesti di impianto sono adeguati alle forme di allevamento, è esclusa la forma a tendone.
La regione Marche può consentire diverse forme di allevamento qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
I sistemi di potatura, in relazione ai suddetti sistemi di allevamento della vite, devono essere quelli generalmente usati nella zona.
E’ vietata ogni pratica di forzature.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, destinata alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” è la seguente:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 13,00 tonnellate/ettaro
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” 10,00 tonnellate/ettaro
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito” 13,00 tonnellate/ettaro
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
Le uve destinate alla produzione del vino a DOC Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro 10,00% vol.
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro superiore 11,00% vol.
Lacrima di Morro o Lacrima di Morro passito 10,00% vol.
Per i vigneti in coltura promiscua la produzione massima di uva ad ettaro deve essere rapportata alla superficie effettivamente impegnata dalla vite.

Art 5
 Le operazioni di vinificazione ed imbottigliamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata al precedente art. 3.
In droga, il Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, sentita la regione interessata, può consentire l’imbottigliamento dei vini anzidetti anche al di fuori della zona sopraindicata, nel territorio della provincia di Ancona, ove si tratti di attività consolidata e preesistente. La deroga è comunicata all’ispettorato repressioni frodi e alla C.C.I.A.A. competente per territorio.
Fatta eccezione per la tipologia passito è consentito l’arricchimento di mosti e dei vini di cui all’art. 1 nei limiti stabiliti dalle norme comunitarie e nazionali, con mosti concentrati ottenuti da uve di vigneti iscritti all’albo della stessa denominazione d’origine controllata, oppure con mosto concentrato rettificato o a mezzo concentrazione a freddo o altre tecnologie consentite.
La tipologia “lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito” deve essere ottenuta da uve sottoposte ad un periodo di appassimento che può protrarsi fino al
30 marzo dell’anno successivo a quello della vendemmia
e la loro vinificazione non deve essere anteriore al
1° Dicembre dell’anno do produzione delle uve
E’ ammessa nella fase di appassimento l’utilizzazione di aria ventilata per la disidratazione delle uve. Tale procedimento deve assicurare, al termine del periodo di appassimento, un contenuto zuccherino non inferiore al 21,00%
La resa massima dell’uva in vino, compreso l’eventuale arricchimento, ove previsto, è la seguente:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 70%
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” 70%
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” 45%
Qualora le resa uva/vino superi i limiti di cui sopra, ma non il 75% per la tipologia “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba e Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore” ed il 50% per la tipologia passito. L’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata. Oltre detto limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Per i seguenti vini l’immissione al consumo è consentita soltanto a partire dalla data per ciascuno di essi di seguito indicata:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba”:
15 Dicembre dell’anno della vendemmia.
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore”:
1° Settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito”:
1° Dicembre dell’anno successivo alla vendemmia.

Art 6
 I vini di cui al precedente art. 1, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba”
colore: rosso rubino chiaro;
profumo: gradevole intenso;
sapore: morbido, gradevole, caratteristico, di medio corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,00 g/l;
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba superiore”:
colore: rosso rubino carico;
profumo: gradevole, intenso;
sapore: morbido, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
“Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba passito”
colore: rosso più o meno intenso, talvolta leggermente granato;
profumo: caratteristico più o meno intenso;
sapore: amabile o dolce, armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15,00% vol.;
alcol svolto minimo: 13,00% vol.;
acidità totale minima: 4,00 g/l;
acidità volatile massima: 1,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 24,00 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti indicati dell’acidità totale e dell’estratto secco netto.

Art 7
 Nella etichettatura, designazione e presentazione dei vini di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Il riferimento alle indicazioni geografiche o toponomastiche di unità amministrative, frazioni, aree, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3, dalle quali provengono le uve, è consentito in conformità alla normativa vigente.
Nella etichettatura dei vini di cui all’art. 1 è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve nel caso di recipienti di volume nominale fino a 3,000 litri.

Art 8
 per i vini di cui all’art. 1 e sino a 5,000 litri l’immissione al consumo deve avvenire in recipienti di vetro.
Per l’immissione al consumo dei vini a DOC “Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba” nelle tipologie “superiore” e “passito” sono ammessi soltanto recipienti di vetro della capacità fino a litri 3,000, per queste tipologie sono vietate le chiusure a vite, strappo e corona.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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