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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
FARA
 DOC

Disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita del Piemonte
Decreto dei presidente della Repubblica dei 13 agosto 1969.
Denominazione di origine controllata del vino
"Fara"
Disciplinare di produzione

Articolo l.
La denominazione di origine controllata "Fara" è riservata al vino che risponde ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Il vino "Fara" deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai seguenti vitigni nella proporzione appresso indicata:
Nebbiolo (Spanna): dal 30 al 50%;
Vespolina: dal 10 al 30%;
Bonarda novarese (Uva rara): fino a un massimo dei 40%.

Articolo 3.
Le uve destinate alla produzione del vino "Fara" devono essere prodotte nei territori amministrativi comunali di Fare e Briona.

Articolo 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vino "Fara" devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e al vino le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerare idonei unicamente i vigneti collinari di giacitura e orientamento adatti, con esclusione di quelli esposti a nord e dei fondovalle.
I sesti di impianto, le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vino.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vino "Fara" non deve essere superiore a q.li 110 per ettaro di vigneto a coltura specializzata.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto all'effettiva superficie coperta dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un'accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi dei 20% il limite medesimo.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%.

Articolo 5.
Le operazioni di vinificazione e l'invecchiamento obbligatorio per il vino "Fara" devono essere effettuati nell'interno della zona di produzione di cui all'articolo 3.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali è consentito che tali operazioni e l'invecchiamento siano effettuati nell'ambito dell'intero territorio della provincia di Novara.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino "Fara" una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 11,5.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Per avere diritto alla denominazione di origine controllata il vino "Fara" deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento obbligatorio non inferiore a tre anni e conservato, per almeno due anni di detto periodo, in botti di legno di rovere o di castagno. Il periodo di invecchiamento decorre dal l° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve.

Articolo 6.
Il vino "Fara" all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
- colore: rosso rubino;
- odore: profumo fine di mammola;
- sapore: asciutto, sapido, armonico;
- gradazione alcolica minima complessiva: gradi 12;
- estratto secco netto minimo: 20 per mille;
- acidità totale minima: 5,5 per mille.
E’ facoltà del ministro dell'Agricoltura e delle Foreste, con proprio decreto, modificare i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto secco netto.

Articolo 7.
Alla denominazione di cui all'articolo 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione ivi compresi gli aggettivi "superiore", "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e simili.

E’tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
E’consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località - comprese nella zona delimitata nel precedente articolo 3 - e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino "Fara" può figurare l'annata di produzione delle uve.

Articolo 8.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata "Fara" vini che non rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare, è punito a norma deli'articolo 28 dei Dpr 12 luglio 1963, n. 930.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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