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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
"FALERNO DEL MASSICO"
DOC

FALERNO DEL MASSICO
D.O.C.
3 GENNAIO 1989
Modificato 13/Ottobre/1993
Modificato 15/Maggio/2002


Art 1
La denominazione di origine controllata “Falerno del Massico” è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2
Il vino a DOC “Falerno del Massico bianco” deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti composti dal vitigno: Falangina
Il vino a DOC “Falerno del Massico rosso” deve essere ottenuto dalle uve dei seguenti vitigni, presenti nei vigneti nella proporzione indicata a fianco di ciascuno di essi:
Aglianico minimo 60%, massimo 80%;
Piedirosso mino 20% massimo 40%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni:
Barbera e Primitivo, da soli o congiuntamente, presenti nei vigneti, fino ad un massimo del 20% del totale.
Il vino a DOC Falerno del Massico Primitivo” deve esser ottenuto dai vigneti composti dal vitigno:
Primitivo minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni:
Aglianico, Piedirosso e Barbera, da soli o congiuntamente, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15% del totale.

Art 3
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Falerno del Massico” devono provenire dalla zona di produzione che comprende il territorio amministrativo dei comuni di:
Sessa Aurunca Cellole Mondragone Falciano del Massico
Carinola;
in provincia di Caserta.
Tale zona è così delimitata:
lato est-sudest:
da Ciamprisco in comune di Carinola si segue il corso del vecchio Savone verso sud sino alla provinciale che da Cappella Reale va a Falciano del Massico. Si segue questa provinciale verso nord-nordovest sino a raggiungere il corso del nuovo Savone. Se ne segue l’alveo sino alla ferrovia Roma-Napoli.
Si segue questa verso sud fino alla stazione di Falciano-Mondragone. Si segue la strada che congiunge detta stazione con Mondragone sino all’incrocio di questa strada provinciale con il corso del nuovo Savone.
Procede in direzione sud-ovest lungo la strada di bonifica che affianca la scarpata sinistra del torrente Savone sino all’incrocio della strada vicinale Savonesi; vi si immette e la segue in direzione sud, costeggiando il lasto est della masseria Savonesi sino a raggiungere la scarpata destra del canale Cristallina; segue il corso dello stesso in direzione sud-ovest; passa lungo il fosso Recinto in direzione sud-est, raggiunge l’idrovora Mezzasette, indi la scarpata destra del canale Agnena e la segue in direzione ovest, sud-ovest attraversando la
strada statale n. 7 quater Domiziana al km. 23,000 fino a raggiungere la strada consortile Foce Morta a m. 260 circa dal mare.
Lato ovest:
percorre la detta strada consortile Foce Morta in direzione nord, nord-ovest per tutta la sua lunghezza e prosegue, nella stessa direzione, seguendo la congiungente che porta sulla strada consortile Stercolelle, segue quest’ultima e s’immette sulla strada che costeggia la scarpata sinistra del torrente Savone a m. 200 circa dal mare; infine risale su questa in direzione est, nord-est sino a raggiungere la strada statale n. 7 quater Domiziana al km. 19,750.
Si segue poi la statale Domiziana verso nord fino al km. 13,300, quindi il viottolo che dalla Domiziana si stacca per raggiungere la masseria Santoracco; si procede verso nord e si scavalca il rio San Limato e si raggiunge il canale d’Auria. Da qui lungo il viottolo che porta alla masseria La Calce si raggiunge il canale circondariale delle Acque Medie che segue fino alla strada degli Schiavi in località La Tabaccola; segue con direzione nord, nord-ovest il canale circondariale fino a raggiungere il canale Trenta Palmi che segue verso nord, fino alla Domiziana al km 1,400. Segue la Domiziana fino all’innesto con la via Appia.
Lato nord:
dalla via Appia fino al canale delle Acque Basse al km. 160,800. Da qui fino al collettore di Maiano e fino alla strada di Maiano di Sotto ed all’incrocio con il canale di Minturno. Gira a nord per la quota 19 in modo da includere le zone di Cardici e della masseria Prete, quindi gira verso sud per ricongiungersi con la strada nazionale n. 430 per Cassino. Segue quindi questa strada fino al confine nord-ovest del comune di Sessa Aurunca.

Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Falerno del Massico” devono essere quelle atte a conferire alle uve ed ai vini le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’albo previsto all’art 10 del DPR n. 930 del 12/Luglio/1963, i vigneti siti in terreni collinari di buona esposizione, asciutti e permeabili.
I sesti di impianto, le forme di allevamento (ad esclusione di forme di allevamento espanse) ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a: 100,00 quintali/ettaro
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione dovrà essere riportata, attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale del vigneto non superi del 20% il limite medesimo.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa uva/vino superi il limite sopra riportato, la eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La regione Campania, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole e al Comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine dei vini.

Art 5
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito dei territori amministrativi dei comuni anche parzialmente inclusi nella zona di produzione delle uve delimitati nel precedente art. 3.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini DOC “Falerno del Massico” un titolo alcolometrico volumico minimo naturale di:
Falerno del Massico bianco: 10,50%
Falerno del Massico rosso: 12,00%
Falerno del Massico Primitivo: 12,50%
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le lro peculiari caratteristiche di qualità.
I vini “Falerno del Massico rosso” e “Falerno del Massico Primitivo” prima della loro immissione al consumo, debbono essere sottoposti ad un periodo minimo di invecchiamento di:
un anno
a decorrere dal 1° Gennaio successivo all’annata di produzione delle uve.

Art 6
I vini a DOC “Falerno del Massico” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
Falerno del Massico bianco:
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
profumo: vinoso, gradevole;
sapore: secco, sapido;
titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 11,00%;
acidità totale minima: 5,00 per mille;
estratto secco netto minimo: 15,00 grammi/litro;
Falerno del Massico rosso:
colore: rosso rubino intenso, tendente al granata con l’invecchiamento;
profumo: caratteristico ed intenso;
sapore: secco, caldo, robusto ed armonico;
titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 12,50%;
acidità totale minima: 4,50 per mille;
estratto secco netto minimo: 20,00 grammi/litro;
Falerno del Massico Primitivo:
colore: rosso rubino molto intenso;
profumo: caratteristico, intenso e persistente;
sapore: secco o leggermente abboccato, caldo, robusto ed
armonico;
titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 13,00%
acidità totale minima: 4,50 per mille;
estratto secco netto minimo: 23,00 grammi/litro;
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole modificare, con proprio decreto, per i vini di cui sopra, i limiti minimi per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7
Il vino a DOC “Falerno del Massico rosso” se sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a:
due anni di cui uno in botti di legno
può fregiarsi della menzione “riserva”.
Il vino a DOC “Falerno del Massico Primitivo” se sottoposto ad un invecchiamento non inferiore a:
due anni di cui uno in botti di legno
può fregiarsi delle menzioni “riserva o vecchio”

Art 8
Alla DOC “Falerno del Massico” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle prevista nel presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi: extra, scelto, superiore, fine, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali e marchi privati.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni che facciano riferimento a fattorie e vigneti dai quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, purché non abbiano significato laudativo.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino “Falerno del Massico” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, ovviamente veritiera e documentabile.

Art 9
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata “Falerno del Massico” vino che non rispondere alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare, è punito a norma dell’art 28 del DPR n. 930 del 12/Luglio/1963.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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