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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
ESINO
DOC

ESINO
D.M. 11/SETTEMBRE/1995
D.O.C.

Art 1
 La denominazione di origine controllata “Esino”, è riservata ai vini bianco, anche nella tipologia frizzante, e rosso, anche nella tipologia novello, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti, stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2
 Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Esino”, devono essere ottenute da vigneti aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
“Esino bianco”, anche frizzante
Verdicchio minimo 50%
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve a bacca bianca di vitigni, raccomandati e/o autorizzati per le province di Ancona e di Macerata, congiuntamente o disgiuntamente fino ad un massimo del 50%.
“Esino rosso” anche nella tipologia novello
Sangiovese e Montepulciano da soli o congiuntamente minimo 60%
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve a bacca rossa, di vitigni raccomandati e/o autorizzati per le province di Ancona e di Macerata, da soli o congiuntamente, sino ad un massimo del 40%.

Art 3
 La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei vini atti ad essere designati con la DOC “Esino”, comprende:
l’intero territorio amministrativo della provincia di Ancona.
Ed il seguente territorio amministrativo della provincia di Macerata che delimita le zone a DOC “Verdicchio di Matelica” e “Verdicchio dei Castelli di Iesi” .
Tale territorio è cos’ delimitato:
“Verdicchio dei Castelli di Iesi”
comprende parte del territorio amministrativo dei comuni di:
Apiro Cingoli in provincia di Macerata
Partendo dal punto d’incontro dei confini comunali di Filottrano – Jesi – Cingoli (sul confine provinciale Ancona – Macerata) e segue, all’immissione del Fosso Umbricara sul Musone, il Fiume Musone sino ad incontrare la località Castreccioni.
Di qui prende la direttrice Castreccioni – Palazzo per poi percorrere la strada provinciale, che passa per Palazzo, sino alla località Annunziata, quindi imbocca la strada che, dalla località Annunziata, percorre la zona di San Lorenzo sino alla strada Apiro – Poggio San Vicino in prossimità di Casa Tosti a quota 280.
Segue poi questa sino a dove si interseca con il confine comunale di Poggio San Vicino.
Segue quindi il confine tra Apiro e Poggio San Vicino sino al confine di Serra San Quirico e Poggio San Vicino (che corrisponde al confine provinciale tra Ancona e Macerata)
“Verdicchio di Matelica”
comprende in tutto o in parte il territorio dei seguenti comuni:
Matelica Esanatoglia Gagliole
Castelraimondo Camerino Prioraco
Tutti in provincia di Macerata
Partendo dal centro abitato di Esanatoglia percorre la provinciale Esanatoglia – Fabriano, che segue fino al bivio con la carreggiabile per Case Avenale e prosegue per detta
carreggiabile fino a ricongiungersi con la provinciale Esanatoglia – Fabriano fino all’incrocio con il Fosso di Collamato ( che si identifica nel confine provinciale tra Ancona e Macerata)in località Fonticelle, prosegue poi il fosso e lo stesso confine provinciale, in direzione nord, nord – est fino alla confluenza del Fosso di Pagliano e proseguendo in direzione est fino alla località Case Incrocca.
Da Case Incrocca si prende la comunale fino al congiungimento con la strada statale n. 256 Muccese.
Dalla statale si percorre la stessa in direzione nord fino all’incrocio con la strada comunale di Fogliano.
Da questo punto (continuando sul confine provinciale), girando a sinistra la si percorre in direzione della frazione Piane fino all’incrocio con la strada che porta in località Case Piagnifame.
Dall’incrocio, girando a destra, si percorre la strada vicinale fino alla località Piagnifame e si prosegue fino ad incrociare la strada vicinale delle Cese.
Da questa, si prende la direzione (sempre sul confine provinciale) Col ferraio fino ad arrivare al crinale e quindi si devia verso nord e si prosegue in modo irregolare in direzione Nord – est fino all’incrocio del Fosso Cerquete in prossimità della località Fontanelle, da dove si abbandona il confine provinciale Ancona – Macerata.
Ci si immette sulla strada comunale delle Cerquete passando per Case La Mucchia a quota 436.
Da Fontanelle segue la strada per Macere, Poggetto, Colle Tenuto, Col ferraio, indi percorre la carrareccia che da Col ferraio porta a Bastia, ed a Casa Rossa (quota 460) per raggiungere, lungo un sentiero (quota 554).
Da questo quota segue il sentiero per Case Croce di Vinano, poi la strada per Vinano e Sant’Anna, poi la direttrice per (quota 474) e a questa quota la direttrice per Case Valle Piana.
Da Case Valle Piana segue la carrareccia per Casa Laga Alta, di qui la carreggiabile per Casa Laga Bassa e la carrareccia per Casa Frana.
Da Casa Frana percorre la carrareccia per Colle Marte San Giovanni, Villa Baldoni sino ad incontrarsi con la provinciale che dalla frazione Acquosi di Gagliole porta a Matelica.
Dall’incrocio predetto percorre tale strada passando per Gagliole e Collaiello, giunge alla frazione Salvalagli.
Da questa frazione si immette sulla strada statale Castelraimondo – San Severino Marche; che percorre fino al bivio con la carrareccia per la frazione Crispiero; segue la carrareccia passando attraverso Case Piermarchi; fino all’incrocio con la strada Castelraimondo – Crispiero, immettendosi poi sulla strada per Camerino, fino al bivio per la frazione Sabbieta.
Da qui percorre poi la strada che passa per Sabbieta, per Tuseggia, per il bivio della strada per Lancianello e per le Case Gorgiano, fino al ponte sul Fosso di Sperimento per congiungersi poi lungo detto fosso alla strada statale Camerino – Castelraimondo.
Da qui prosegue lungo il Fosso di Palente, fino al ponte della Cesara. Segue poi la strada per Piampalente, tocca il bivio Parrocchia di Palente, passa per Mistriano, per Canepuccio, per Valle San Martino, per Sellano, per Perito fino a raggiungere la frazione Seppio.
Dalla frazione Seppio si immette sulla nuova strada che sbocca al km. 2,000 sulla strada statale Prioraco – Castelraimondo.
Da qui segue poi il confine comunale Prioraco – Castelraimondo fino alla confluenza con la carrareccia per Sant’Angelo che percorre sino alla frazione Sant’Angelo.
Raggiunge poi le propaggini di Monte Castel Santa Maria secondo la direttrice che da Sant’Angelo (quota 549) va a Case il Poggio (quota 507), attraverso le quote 684, 592, 529.
Da Case il Poggio segue la carrareccia per Case Foscoli.
Da Case Foscoli sino alle propaggini del Monte Gemmo, secondo la direttrice che da Case Foscoli (quota 488) va al confine comunale Matelica – Esanatoglia in prossimità di Case Cantalupo, attraverso le quote 539, 469, 622, 583.
Da Case Cantalupo, percorre il confine comunale Matelica – Esanatoglia, fino alla provinciale Esanatoglia – Matelica e da qui si ricongiunge al centro urbano di Esanatoglia.

Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Esino”, devono essere quelle tradizionali della zona, e comunque atte a conferire alle uve e ai vini derivati, le specifiche caratteristiche.
Sono pertanto da considerarsi idonei, ai fini dell’iscrizione all’Albo del vigneti, previsto dall’art. 15 della Legge 10/02/1992, n. 164, i terreni i cui vigneti siano atti a conferire alle uve ed ai vini derivati, le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemici potatura, devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell’uva e del vino.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazione di soccorso, prima dell’invaiatura, per non più di due interventi per il periodo primaverile – estivo.
I vigneti impiantati successivamente all’entrata in vigore del presente disciplinare, dovranno avere almeno 2.200 ceppi per ettaro.
Le produzioni massime di uva per ettaro di coltura specializzata di cui all’art. 2 devono essere le seguenti:
“Esino bianco” 15,00 tonn./ettaro
“Esino rosso” 14,00 tonn./ettaro
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione dovrò essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti sopra indicati.
Qualora si superino tali limiti, l’intera produzione non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo non deve essere superiore al 70%.
Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre il 75%, decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Pertanto la resa ettaro/ettolitro di vino sarà per:
“Esino bianco” 105 ettolitri
“Esino rosso” 98 ettolitri
La resa media per ceppo sarà:
“Esino bianco” 6,800 kg./ceppo
“Esino rosso” 6,300 kg./ceppo
La regione Marche, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato nel presente disciplinare, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alle C.C.I.A.A. di Ancona e di Macerata.
I vigneti iscritti agli Albi delle d.o.c. :
“Rosso Piceno”
“Verdicchio dei Castelli di Iesi”
“Verdicchio di Matelica”
“Rosso Conero”
“Lacrima di Morro d’Alba”
possono essere destinati alla produzione della DOC “Esino bianco o rosso”, qualora i produttori interessati optino per tale rivendicazione in tutto o in parte per superfici iscritte separatamente all’Albo, in sede di denuncia annuale delle uve fatta alla competente C.C.I.A.A., è consentita altresì la scelta di cantina ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 della Legge 10/02/1992, n. 164.

Art 5
 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito del territorio dell’art. 3.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo, rispettivamente ai tipi:
“Esino bianco” tipo tranquillo 10,00% vol.
“Esino bianco” tipo frizzante 9,50% vol.
“Esino rosso” 10,00% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro specifiche caratteristiche.

Art 6
I vini a DOC “Esino”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Esino bianco”
colore: giallo paglierino tenue;
profumo: caratteristico, intenso;
sapore: secco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Esino bianco frizzante”
colore: giallo paglierino;
profumo: fruttato;
sapore: secco o rotondo, fresco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 9,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Esino rosso”
colore: rosso rubino;
profumo: caratteristico, intenso;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Esino rosso novello”
colore: rosso rubino;
profumo: fragrante, fine, caratteristico;
sapore: asciutto o rotondo, intenso, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
zuccheri riduttori massimo: 10,0 g/l;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
Il vino novello deve essere vinificato con almeno il 30% di vino ottenuto dalla macerazione carbonica.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche Agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7
 Alla denominazione di origine controllata “Esino” di cui all’art. 1, è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione, diversa da quelle espressamente previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’impiego di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino a DOC “Esino” nei tipi bianco, bianco frizzante e rosso, può figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, che è invece obbligatoria per la tipologia novello.
E’ vietato l’utilizzo della bottiglia a forma di anfora.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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