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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
DOLCETTO DI OVADA
 DOC

Disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita del Piemonte
DPR 1 settembre 1972.
Riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino
"Dolcetto di Ovada"
ed approvazione del relativo disciplinare di produzione

Articolo 1.
La denominazione di origine controllata "Dolcetto d'Ovada" e' riservata al vino rosso che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Il vino "Dolcetto d'Ovada" deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno Dolcetto.

Articolo 3.
Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione comprendente l'intero territorio dei comuni di: Ovada, Belforte Monfer- rato, Bosio, Capriata d'Orba, Carpeneto, Casaleggio Borio,Cassinelle, Castelletto d'Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsacco, Parodi Ligure, Prasco, Roccagrimalda, San Cristoforo, Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato, Trisobbio.

Articolo 4.
Le condizioni ambientali ed i coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino "Dolcetto d'Ovada" devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualita'.
Sono pertanto da considerarsi idonei unicamente i vigneti collinari digiacitura ed orientamento adatto ed i cui terreni siano di natura argillosatufacea-calcarea.

I sesti di impianto, le forme di allevamento e di sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.

E' vietata ogni pratica di forzatura.


La resa massima di uva per ettaro di coltura specializzata non dovra' superare i 95 q.li. Di tale resa le uve destinate alla vinificazione del vino di cui all'art. 1 non dovranno superare gli 80 q.li per ettaro ed eventualmente a tale limite dovranno essere ricondotte attraverso un'accurata cernita.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 70 %.


Articolo 5.
Le operazioni di vinificazione, nonché' quelle di invecchiamento, devono essere effettuate nell'intero territorio delle province di:
Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Genova e Savona.

Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino "Dolcetto di Ovada" una gradazione alcolica complessiva minima naturale di gradi 11.

Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, tradizionali della zona, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.

Articolo 6.
Il vino " Dolcetto di Ovada " all'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

colore: rosso rubino intenso, tendente al granato con l'invecchiamento; odore: vinoso caratteristico;
sapore: asciutto, morbido, armonico, gradevolmente mandorlato o amarognolo;
gradazione alcolica minima complessiva: gradi 11,50; acidità' totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 22 per mille.

E' in facoltà' del Ministro per l'Agricoltura e le Foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità' totale e l'estratto secco netto.

Articolo 7.
Il vino "Dolcetto di Ovada", ottenuto da uve aventi una gradazione alcolica complessiva minima naturale non inferiore a gradi I2 ed immesso al consumo con una gradazione alcolica complessiva minima di gradi 12,5, puo' portare in etichetta la qualificazione "superiore" a condizione che sia stato sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno un anno, a decorrere dal 1 gennaio successivo all'annata di produzione delle uve.

Articolo 8.
Le bottiglie in cui viene confezionato il vino "Dolcetto di Ovada", in vista della vendita, devono essere di forma bordolese, borgognona e similari, oppure corrispondenti ad antico uso e tradizione. Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti il vino " Dolcetto di Ovada " può' figurare la indicazione dell'annata di produzione delle uve, purché' veritiera e documentabile.

Articolo 9.
Alla denominazione di cui all'art. 1 e' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quella prevista nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi, "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente.

E' consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a Comuni, frazioni, aree, fattorie e località', comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino cosi' qualificato e' stato ottenuto.

Articolo 10.
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata "Dolcetto di Ovada" vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare, e' punito a norma dell'art. 28 del D.P.R. 12 luglio 1963, n. 930.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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