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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CURTEFRANCA
 DOC

CURTEFRANCA
D. D. 3/LUGLIO/2008
D.O.C.


Art 1
a denominazione di origine controllata “Curtefranca” è riservata ai vini tranquilli che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
Curtefranca bianco
Curtefranca rosso
Art 2
I vini a denominazione di origine controllata “Curtefranca” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
“Curtefranca bianco”
Chardonnay minimo 50%
possono inoltre concorrere fino ad un massimo del 50% le uve Pinot bianco e/o Pinot nero;
“Curtefranca rosso”
Cabernet Franc e/o Carmenère minimo 20%
Cabernet Sauvignon minimo 10%, massimo 30%
Merlot minimo 25%
possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve a bacca rossa provenienti da vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Brescia fino ad un massimo del 15%,
con l’esclusione dei vitigni aromatici.
Art 3
La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Curtefranca” comprende per intero i territori dei seguenti comuni:
Paratico Capriolo Adro
Erbusco Corte Franca Iseo
Ome Monticelli Brusati Rodengo Saiano
Paderno Franciacorta Passirano Provaglio d’Iseo
Cellatica Gussago
Nonché parte del territorio dei comuni di:
Cologne Coccaglio Rovato
Cazzago San Martino
Che si trova a nord delle strade statali n. 573 e n. 11, e parte del territorio del comune di
Brescia
Tutti in provincia di Brescia.
Tale zona è così delimitata:
partendo dalla riva del lago di Iseo segue il confine del comune di Paratico fino ad incontrare il confine del comune di Capriolo che segue fino ad incontrare il confine del comune di Adro.
Segue il confine di Adro verso sud fino ad incontrare il confine del comune di Erbusco, che segue sempre verso sud, oltrepassando l’intersezione con il comune di Cologne, che segue ancora verso sud fino ad incontrare la strada statale Bergamo – Brescia, che segue sino all’intersezione con il confine del comune di Ospitaletto. Segue il confine di questo comune a nord fino ad innestarsi con il confine del comune di Castegnato.
Segue, sempre verso nord, il confine del comune di Castegnato fino ad incontrare la strada statale n. 11, che segue verso est passando la località Mandolossa e prosegue sulla stessa strada statale fino alla località Scuole. Da qui prende la strada a nord che va verso La Badia fino a quota 133. Da qui segue la strada che individua ad est la collina di Sant’Anna, in direzione nord – est passando per le quote 136,9, 138,8, 140,2, 150, 160, 157,9 fino ad incontrare la strada Brescia – Cellatica che segue in direzione Cellatica.
Da quota 139,9 la delimitazione si identifica prima con il confine comunale di Cellatica e poi con quello di Gussago comprendendo tutto il territorio dei suddetti comuni, quindi segue prima il confine del comune di Brione e poi quello di Polaveno fino al Lago di Iseo. Segue la riva del lago d’Iseo fino a Paratico.
Dalla zona di produzione come sopra delimitata, è escluso il seguente territorio:
partendo dal confine della provincia di Brescia, ad ovest, in prossimità dell’autostrada A 4 e del Fiume Oglio, fra i confini comunali di Palazzolo sull’Oglio e Capriolo, segue il confine del comune di Capriolo fino ad intersecare la linea ferroviaria con cui si identifica verso nord, fino alla stazione di Paratico, poi con la strada statale n. 469, la strada provinciale n. 12 fino all’abitato di Clusane, in corrispondenza di quota 193,8.
Non includendo tutto il territorio di Villa Barcella, passa per quota 205 e interseca nuovamente la strada provinciale n. 12 a quota 197; si identifica con la strada provinciale n. 12 fino a quota 191 con l’esclusione del colle di Cascina Beloardo e transita per le quote 189,9, 188, 195,2, intersecando così la strada provinciali n. 11 verso sud fino alla chiesa di San Pietro in Lamosa e in corrispondenza di questa imbocca la carrareccia fino a Segaboli, poi passa per quota 192,3, 189,5, 187,5, 198 e prosegue per il Mulino, la stazione ferroviaria di Provaglio, quindi coincide con la linea ferroviaria verso nord, fino ad incontrare, prima dell’abitato di Iseo, la strada statale n. 510, che ne segue il percorso fino ad incontrare il confine comunale di Sulzano. Si identifica con esso, verso nord, fino al lago, quindi segue la riva del lago di Iseo fino a Paratico dove incontra, nei pressi di Sarnico, il confine della provincia di Brescia con cui si identifica fino a raggiungere il confine comunale di Capriolo da dove si è partiti.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Curtefranca” devono essere, nel rispetto della tradizione della zona e dei vigneti esistenti, unicamente atte a conferire alle uve, al mosto ed ai vini derivati, le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’Albo dei vigneti, di cui all’art. 15 della Legge 10/02/1992, n. 164, unicamente i vigneti bene esposti ed impiantati su terreni a giacitura pedecollinare e collinari, prevalentemente sciolti, spesso ferrettizzati, ciottolosi e ghiaiosi.
Sono da escludere i terreni eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati o di pianura alluvionale, come delimitati nel precedente articolo 3 e tutte le zone e le arre situate ad un’altitudine superiore a 500 metri s.l.m. perché non idonee alla corretta maturazione delle uve destinate alla DOC “Curtefranca”
Sono da escludere, inoltre, dalla zona di produzione di cui al precedente articolo, tutte le zone e le aree poste e comprese nei fondovalle, in zone umide perché adiacenti a fiumi, torrenti e ristagni d’acqua, in zone fortemente ombreggiate e di bassa pianura.
Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità delle piante nei vigneti a coltivazione specializzata, non può essere inferiore a:
4.500 ceppi/ettaro
Calcolate sul sesto di impianto con distanza massima tra le file di 2,50 m., ad eccezione delle zone terrazzate e, o ad elevata pendenza la cui densità non potrà essere inferiore a:
2.500 ceppi/ettaro
Per i nuovi impianti e i reimpianti le forme di allevamento consentite sono: a spalliera singola con sviluppo ascendente con potatura adatta al sistema di allevamento, su un solo piano di vegetazione (tralcio rinnovato o cordone speronato).
Sono consentite forme di allevamento diverse nei terrazzamenti qualora siano tali da migliorare la gestione dei vigneti senza determinare effetti negativi sulle caratteristiche delle uve.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ ammessa l’irrigazione di soccorso, a condizione che sia effettuata in modo da non alterare la tipicità del vino e non più di due volte all’anno.
La produzione massima di uva per ettaro in coltura specializzata dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Curtefranca”, è la seguente:
“Curtefranca bianco” 11,00 t/Ha.
“Curtefranca rosso” 10,00 t/Ha.
“Curtefranca bianco con menzione vigna 9,00 t/Ha.
“Curtefranca rosso” con menzione vigna 8,00 t/Ha.
La raccolta delle uve e il trasporto delle stesse in cantina devono essere eseguiti in modo da non compromettere l’integrità degli acini.
La quantità di uva rivendicabile, per i primi due anni conteggiati a partire dalla prima annata vitivinicola successiva all’impianto del vigneto, è inferiore al massimo stabilito dal disciplinare e di seguito definita:
primo anno zero
secondo anno 4,40 t/Ha.
Anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione di uva per ettaro dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, tale percentuale potrà essere destinata per la produzione dei vini a IGT “Sebino”.
Per i vigneti a coltura promiscua la resa deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La regione Lombardia annualmente, prima della vendemmia, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate e tenuto conto delle condizioni ambientali e di coltura che nell’anno si sono verificate, può stabilire un limite massimo di uva per ettaro diverso da quello fissato nel presente disciplinare in rapporto agli ettolitri di vino ottenibile; dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alla competente C.C.I.A.A.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve atte a produrre i vini a DOC “Curtefranca” non deve essere inferiore a:
“Curtefranca bianco” 10,50% vol.;
“Curtefranca rosso” 10,50% vol.;
“Curtefranca bianca” con menzione vigna 11,50% vol.;
“Curtefranca rosso” con menzione vigna 12,00% vol.
Art 5
Le operazioni di vinificazione dei vini a DOC “Curtefranca” devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata dall’art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, le suddette operazioni sono consentite anche nell’ambito del territorio della frazione di San Pancrazio di Palazzolo sull’Oglio e negli interi territori dei comuni che sono solo in parte compresi nel perimetro delimitato.
L’imbottigliamento e l’affinamento dei vini di cui all’art. 2 devono essere effettuati solo nell’ambito dell’intero territorio della provincia di Brescia, a condizione che le ditte interessate dimostrino la tradizionalità di tali operazioni.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche tradizionali, leali e costanti, atte a conferire ai vini derivati le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito per tutti i vini a DOC “Curtefranca” è del 68%.
Le eventuali eccedenze, purché fino ad un massimo del 5% del vino totale finito, non hanno diritto alla denominazione di origine controllata, ma potranno essere impiegate per la produzione dei vini a IGT “Sebino”.
Qualora la resa superi quest’ultimo limite tutto il prodotto perde il diritto alla denominazione di origine controllata e dovrà essere impiegato alla sola produzione dei vini a IGT “Sebino”.
Le uve dei vigneti iscritti all’Albo della DOCG “Franciacorta” potranno essere rivendicate, con la scelta vendemmiale, totalmente o parzialmente in riferimento alle superfici vitate iscritte separatamente nell’Albo dei vigneti, anche per il vino a DOC “Curtefranca bianco”, ma non viceversa.
E’ altresì consentito che a seguito della scelta di cantina, da effettuarsi comunque prima delle fasi di elaborazione e in particolare prima dell’aggiunta dello sciroppo zuccherino, il vino a DOCG “Franciacorta” passi a vino tranquillo a DOC “Curtefranca bianco” o alla IGT “Sebino” , ma non viceversa, purché detto vino abbia tutti i requisiti previsti nel disciplinare di produzione dei vini a DOC “Curtefranca” o IGT “Sebino”.
I vini a DOC“Curtefranca” possono utilizzare la menzione “vigna” seguita dal toponimo a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti all’art. 6 della Legge n. 164, del 10/02/1992.
I vini a DOC “Curtefranca” recante la menzione “vigna”, seguita dal toponimo, devono essere sottoposti ad un periodo minimo di elaborazione così definito:
“Curtefranca bianco”: passaggio in legno facoltativo e tre mesi di affinamento in bottiglia;
“Curtefranca rosso”: otto mesi in legno e sei mesi di affinamento in bottiglia.
Per i vini a DOC “Curtefranca” la commercializzazione è consentita soltanto dopo un periodo di affinamento, a partire dalla data di inizio vendemmia stabilita con decreto della regione Lombardia, per tale motivo l’immissione al consumo non può avvenire prima delle seguenti date:
“Curtefranca bianco” 1° Febbraio
“Curtefranca rosso” 1° Luglio
“Curtefranca bianco” con menzione vigna 1° Settembre
tali date si riferiscono all’anno successivo a quello della vendemmia;
“Curtefranca rosso” con menzione vigna 1° Settembre
di due anni successivi a quello della vendemmia.
Art 6
I vini a DOC “Curtefranca”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Curtefranca bianco”
colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli;
profumo: delicato, floreale e caratteristico;
sapore: secco e morbido, sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 15,00 gr/l.;
“Curtefranca rosso”
colore: rosso vivo con riflessi rubino se giovane;
profumo: fruttato, eventualmente erbaceo, caratteristico;
sapore: asciutto, di medio corpo, vinoso, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 18,00 gr/l.;
I vini a DOC “Curtefranca”, con la menzione “vigna” seguita dal toponimo, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Curtefranca bianco”
colore: giallo paglierino più o meno intenso, con riflessi verdognoli
profumo: delicato, fragrante e caratteristico;
sapore: secco, intenso, caratteristico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 17,00 gr/l.;
“Terre di Franciacorta rosso”
colore: rosso intenso con riflessi granata;
profumo: etereo, caratteristico con sfumature fruttate ed erbacee;
sapore: asciutto, di corpo, vellutato, complesso;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto secco netto minimo: 20,00 gr/l.;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti di cui sopra relativi all’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
 Alla DOC “Curtefranca” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione, fatte slave quelle previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, selezionato, superiore, riserva, vecchio e similari.
Nella designazione e presentazione dei vini a DOC “Curtefranca” è consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo, purché non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
E’ consentita l’aggiunta di indicazioni veritiere tendenti a specificare anche l’attività dell’imbottigliatore, quale viticoltore, azienda agricola, villa, tenuta agricola, podere, castello, abbazia e similari, in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
Alle condizioni previste dal presente disciplinare e nella presentazione e designazione dei vini a DOC “Curtefranca”, la menzione “vigna” seguita dal toponimo senza alcuna interposizione di altri termini, può essere utilizzata soltanto ai sensi dell’art. 6, comma terzo, della Legge n. 164, del 10/02/1992 e alle condizione previste dal decreto ministeriale del 22/04/1992.
E’ vietato l’uso di indicazioni geografiche, finché non opportunamente previste in lista positiva facente parte integrante del disciplinare di produzione, che facciano riferimento a frazioni, comuni, località o sottozone comprese nella zona di produzione di cui all’agli art. 3 e 5, salvi restando i toponimi inclusi nei nomi delle aziende agricole produttrici e quelli di vigna.
La specificazione tradizionale “denominazione di origine controllata” deve seguire immediatamente al di sotto la denominazione “Curtefranca” senza interposizione di altre menzioni facoltative o obbligatorie.
Nella presentazione e designazione del prodotto i termini “bianco” e “rosso” sono facoltativi; se espressi, seguono immediatamente al di sotto sia la denominazione “Terre di Franciacorta” che la specificazione “denominazione di origine controllata” e devono figurare sempre con caratteri di stampa di altezza e di dimensione non superiore ai due terzi di quelli usati per la denominazione.
Nella presentazione e designazione del prodotto, la menzione “vigna” seguita dal toponimo deve essere riportata immediatamente al di sotto sia della denominazione “Curtefranca” che della specificazione “denominazione di origine controllata”. In tal caso è vietato fare riferimento al colore “bianco o rosso”.
Sulle bottiglie contenenti i vini a DOC “Curtefranca” di cui all’articolo 1 deve sempre figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Art 8
I vini a DOC “Curtefranca” possono essere commercializzati in contenitori di capacità massima di 12,000 litri.
I vini a DOC “Curtefranca” con la menzione “vigna” seguita dal toponimo, devono essere posti in vendita solo in recipienti di capacità inferiore e/o uguale e litri cinque.
Tutti i vini della DOC “Curtefranca”, devono essere immessi al consumo solo in bottiglie di vetro chiuse con tappo raso bocca. E’ ammesso per le bottiglie di contenuto inferiore e/ o uguale a 0,250 litri il tappo a vite e/o a strappo.

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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