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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CORTESE DELL'ALTO MONFERRATO
 DOC

Disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita del Piemonte
D.P.R. 20 luglio 1979.

Riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino
"Cortese dell'Alto Monferrato"

Articolo 1
La denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" è riservata al vino che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
Il vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" deve essere ottenuto dalle uve del vitigno "Cortese".
E’ ammessa la presenza di altri vitigni ad uve bianche, escluse quelle aromatiche, fino ad un massimo del 15%.

Articolo 3.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" devono essere prodotte nell’intero territorio amministrativo dei comuni appresso descritti:
Provincia di Asti: Bubbio, Canelli Castelnuovo Belbo, Fontanile, Incisa Scapaccino, Mombaruzzo, Monastero Bormida Montabone, Nizza Monferrato, Rocca Verano, Vesime, Bruno,Maranzana,Cortiglione,Quaranti Castelletto MolinA CastelRocchero, Calamandrana Rocchetta
Pallafea Rocchetta Tanaro, Castel Boglione, Cassinasco,Sessame, Loazzolo, Cessole, S. Giorgio Scarampi Olmo Gentile, Mombaldone, Serole, S. Marzano O., Vinchio, Vaglio Serra, Mombercelfi, Belveglio e Castelnuovo Calcea.
Provincia di Alessandria: Acqui Terme, Alice Belcolle, Basaluzzo, Belforte Monferrato, Bistagno Carpeneto, Carosio, Casaleggio Borio, Cassine, Cassinelle, Castelletto d'Erro, Castelletto d'Orba, Castelnuovo Bormida, Cavatore, Cremolino, Denice, Gamalero, Grognardo, Lerma, Malvicino, Predosa, Melazzo, Merana Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Montechiaro d'Acqui Morbello, Mornese, Morsasco, Orsara B., Ovada, Pareto, Ponti Ponzone, Prasco, Ricaldone, Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, Silvano d'Orba, Spigno Monferrato, Strevi Tagliolo Monferrato, Terzo d'Acqu Trisobbio e Visone ed, in parte, nel territorio amministrativo dei comuni di: Capriata d'Orba, Francavilla Bisio, Novi ligure, Pasturana e Sezzadio.
Tale zona della provincia di Alessandria è così delimitata:
omissis.

Articolo 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche. Sono, pertanto, da considerarsi idonei i vigneti collinari di giacitura ed orientamento adatti ed i cui terreni siano preminentemente argilloso-calcarei anche a fondo tufaceo o marnoso, con l'esclusione di quelli di fondo valle e di quelli ubicati nei rilievi preappenninici e appenninici.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva. E’ esclusa ogni pratica di forzatura ed in particolare l'incisione anulare.
La resa di uva ammessa per la produzione dei vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" non deve essere superiore a q.li 100 per ettaro in coltura specializzata.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli la resa dovrà essere riportata attraverso una accurata cernita delle uve, purché la produzione totale per ettaro non superi del 20% il limite sopra indicato.
La Regione Piemonte, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, può stabilire un limite massimo di produzione di uve per ettaro per la produzione del vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero dell'agricoltura e delle foreste ed al comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine dei vini.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9,5%.

Articolo 5.
Le operazioni di vinificazione e di spumantizzazione devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione delimitata dall'art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali e commerciali della zona, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nei seguenti territori: province di Alessandria, Asti, Cuneo e Torino.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
La resa massima di uva m vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa massima uva-vino superi detto limite l'eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.

Articolo 6.
Il vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" all 'atto dell'immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: paglierino chiaro, talvolta tendente al verdolino; odore: caratteristico, delicato, molto tenue ma persistente; sapore: asciutto, armonico, sapido, gradevolmente amaro; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10%; acidità totale minima: 5 per mille ; estratto secco netto minimo: 15 per mille.
E’ facoltà del Ministro dell'agricoltura e delle foreste di modificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto secco.
La denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" può essere utilizzata per designare il vino spumante o frizzante naturale ottenuto con mosti o vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione in ottemperanza alle norme vigenti.
I tipi "spumante" e "Frizzante" debbono presentarsi limpidi al consumo.

Articolo 7.
Alla denominazione di cui all'art. 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e simili.
E’consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi ragioni socio marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’ acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attività agricola dell'imbottigliatore quali "viticoltore", "fattoria", "tenuta", "podere" "cascina" ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni CEE in materia.
E’ consentito altresì l'uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, fattorie e località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino cosi qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22 aprile 1992.

Articolo 8.
Chiunque produce, vende, pone in vendita, o comunque distribuisce per il consumo con la denominazione di origine controllata "Cortese dell’Alto Monferrato" vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione è punito a norma degli art 28, 29, 30 e 31 della legge 10 febbraio 1992, n. 164.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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