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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLI TREVIGIANI
I.G.T.

COLLI TREVIGIANI
I.G.T.
D. D. 27/GIUGNO/2008
Rettifica D. D. 17/Settembre/2008

Art 1
La indicazione geografica tipica “Colli Trevigiani”, accompagnata o meno dalle specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti ed ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati.
Art 2
 La IGT “Colli Trevigiani” è riservata ai seguenti vini:
bianco
bianco frizzante
rosso
rosso frizzante
rosso novello
rosato
rosato frizzante
I vini ad IGT “Colli Trevigiani” bianchi, rossi e rosati devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più vitigni idonei alla coltivazione per la provincia di Treviso.
La IGT “Colli Trevigiani”, con la specificazione di uno dei seguenti vitigni o del relativo sinonimo il cui uso in etichetta è consentito dalla vigente normativa comunitaria e nazionale:
Chardonnay
Bianchetta trevigiana
Incrocio Manzoni 6.0.13
Malvasia (Malvasia Istriana)
Muller Thurgau
Pinot bianco
Pinot grigio
Prosecco
Riesling renano
Riesling italico
Sauvignon
Tocai italico (Tocai friulano)
Traminer
Verdiso
Verduzzo (Verduzzo friulano e/o Varduzzo trevigiano)
Cabernet Franc
Cabernet Sauvignon
Incrocio Manzoni 2.15
Malbech
Marzemino
Merlot
Pinot nero (anche vinificato in bianco)
Raboso (Raboso Piave e/o Raboso veronese)
Refosco dal peduncolo rosso
Wildbacher
Tai (Tocai friulano)
Boschera
Carmenère
Syrah
Marzemina bianca
Rebo
Petit Verdot
Prosecco lungo
Manzoni rosa
Manzoni Moscato
è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, per almeno l’85% dai corrispondenti vitigni.
Nella preparazione del vino Cabernet possono concorrere , disgiuntamente o congiuntamente, le uve dei vitigni “Cabernet Sauvignon e/o Cabernet Franc e/o Carmenère”.
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, alla produzione dei mosti e dei vini sopra indicati, le uve dei vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Treviso fino ad un massimo del 15%.
I vini ad IGT “Colli Trevigiani” con la specificazione di uno dei vitigni di cui al presente articolo, possono essere prodotti anche nella tipologia frizzante, i soli vini derivanti da vitigni a bacca rossa possono essere prodotti anche nella tipologia novello.
Art 3
La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la IGT “Colli Trevigiani” comprende l’area collinare del territorio amministrativo della provincia di Treviso come di seguito delimitata:
dalla località Ciano in comune di Crocetta del Montello il limite prosegue verso est lungo la provinciale detta “panoramica Montello” fino al punto di uscita sulla stessa della trasversale del Montello contraddistinta con il n. 14; dall’incrocio segue una linea retta verticale rispetto alla panoramica fino a raggiungere l’orlo del colle che da sul fiume Piave.
Da questo punto il limite segue in direzione est la parte della scarpata del Montello che costeggia il Piave fino alla località detta Case Saccardo in comune di Nervesa della Battaglia, prosegue quindi, verso sud – est, lungo il confine tra i comuni di Nervesa e Suseganega e lungo la litoranea del Piave che passando per l’idrometro conduce all’abitato di Nervesa, da dove piega ad ovest lungo la strada statale n. 248 “Schiavonesca – Marosticana” che percorre fino al confine della provincia di Treviso con quella di Vicenza, in prossimità del km. 42,500 circa, nel comune di San Zenone degli Ezzelini.
In corrispondenza di tale confine segue verso nord la strada per Liedolo, supera tale centro abitato in località Capitello, piega ad est lungo la strada per Mezzociel.
Di qui prosegue lungo la strada per Fonte Alto, da dove piega a nord costeggiando la strada per Paderno del Grappa.
Superato il paese Paderno del Grappa, il limite segue la rotabile in direzione nord per Possagno del Grappa, toccando Tuna, Rover e giunto in località Fornace piega a nord – ovest per la località Roi di Possagno, da dove, costeggiando il torrentello raggiunge la località Giustinet.
Prosegue quindi verso est tenendosi a monte della pedemontana del Grappa ad una quota di circa 300 metri e cioè al limite di vegetazione naturale della vite.
Il confine passa pertanto sopra il paese di Possagno in corrispondenza del tempio del Canova poco sopra l’abitato di Obledo e di Cavaso del Tomba, mantenendosi ad una distanza media di circa 400 metri a nord della pedemontana del Grappa.
Riavvicinandosi a tale strada, il limite raggiunge la parte alta dell’abitato di Grenigo in comune di Cavaso, da dove in linea retta giunge alla località Costa Alta.
Da qui, a quota 303, segue dagli inizi la strada che passando nei pressi della colonia Pedemontana porta a sud – est sulla pedemontana del Grappa.
Scende quindi per tale strada e ritornando sulla pedemontana del Grappa, il limite costeggia quest’ultima fino al suo punto di intersezione con la strada statale n. 348 Feltrina, una volta superato il centro abitato di Pederobba.
Segue quindi detta strada statale fino ad Onigo di Pederobba, in corrispondenza del quale piega ad est seguendo la strada per Covolo, tocca Pieve, Rive, costeggia il canale Brentella fino a quota 160 e poi, verso nord – est raggiunge Covolo, lo supera e giunge a Barche, dove raggiunge la quota 146 in prossimità del km. 27,800 circa.
Lungo tale strada prosegue verso sud e all’altezza della località Fornace piega a sud – est per quella che raggiunge Rivasecca, la supera e seguendo sempre verso sud – est la strada che costeggia il canale Castelviero, raggiunge la località Ciano da dove è iniziata la delimitazione.
Il confine nord prende come punto di partenza la località Fornace, prosegue lungo il greto della sinistra del fiume Piave fino ai confini con la provincia di Belluno.
Segue detto confine provinciale fino a quota 582 sotto Croera.
Prosegue ad est toccando Tomba, Casa Spinazzé, Casa Trenta e proseguendo in linea retta nella stessa direzione raggiunge i confini con il comune di Valdobbiadene.
Scende lungo i medesimi fino a Monte Perlo (quota 610) si stacca verso est fino a Casa Simonetto per arrivare al Monte Castello, passando sotto le Casere Santa Maria, Zoppé, Geronazzo.
Dal Monte Castello entra nel borgo Val di Guitta costeggiando a 100 metri a monte la strada che porta a Combai e raggiunge la piazza di detto paese.
Da qui il confine nord è delimitato da una linea a noprd della strada pedemontana corrispondente alla curva di livello di 500 metri.
Passa a nord dei comuni di Miano, Follina, Cison di Valmarino, Revine, Vittorio Veneto, fino ad incontrare la strada statale n. 51 di Alemagna in località Savassa.
Quindi riprende ad est di detta strada statale, la curva di livello di 500 metri passando a nord del comune di Fregona e Sarnede fino ad incontrare il confine di provincia di Pordernone in località Valbona a quota 608.
Segue a sud detto confine provinciale fino a Torricello in comune di Cardignano.
Da qui attraversa il centro di Cordignano prosegue verso ovest lungo la strada che conduce a Vittorio Veneto fino all’incrocio con la linea di confine con il comune di Colle Umberto in località Santo Stefano.
Da qui si dirige a sud, seguendo il confine tra i comuni di Cordignano e Colle Umberto fino a raggiungere la località Quattro Strade sulla strada statale n. 13 Pontebbana.
Segue quindi verso ovest detta strada statale e passando per il centro abitato di Conegliano, arriva a Susegana, passa la strada provinciale della Barca a Col fosco e prosegue lungo la strada Col fosco – Pieve di Soligo fino alla località Colombere.
Segue poi la linea di delimitazione attraversando il Quartier del Piave, il confine amministrativo del comune di Farra di Soligo fino a raggiungere in località Palù a sud di Campagnola i confini amministrativi del comune di Vidor.
Segue a sud i medesimi fino al greto della sinistra del fiume Piave, prosegue ad ovest lungo il medesimo fino alla località Fornace.
Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, per i vini ad IGT “Colli Trevigiani” bianco, rosso e rosato, anche con la specificazione del vitigno, non deve essere superiore a:
25,00 tonnellate/ettaro
ad eccezione dei vitigni:
Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay, Cabernet Franc, Riesling renano, Traminer, Incrocio Manzoni 6.0.13, Sauvignon, Boschera, Carmenère, Marzemina bianca, Rebo, Petit Verdot, Manzoni Moscato
per i quali non deve essere superiore a:
19,00 tonnellate/ettaro
e per i vitigni seguenti la resa non deve essere superiore a:
Syrah 15,00 t/ha.;
Manzoni rosa 12,00 t/ha.
Le uve destinate alla produzione dei vini ad IGT “Colli Trevigiani” seguita o meno dal riferimento del vitigno, devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
9,00% vol.
Art 5
 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 80% per tutti i tipi di vino.
Art 6
 I vini ad IGT “Colli Trevigiani”, per tutti i tipi di vino, all’atto dell’immissione al consumo, devono avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:
10,00% vol.;
11,00% vol. per il novello
Art 7
 Nella designazione e presentazione dei vini ad IGT “Colli Trevigiani” è consentito utilizzare il riferimento al nome di due vitigni.
I vitigni di cui al precedente comma devono essere compresi tra quelli elencati nell’articolo 2 del presente disciplinare di produzione come utilizzabili singolarmente nella designazione dei relativi vini ad IGT, nei termini stabiliti dal citato articolo.
Il riferimento al nome di due vitigni nella designazione e presentazione dei vini ad IGT “Colli Trevigiani” di cui al precedente comma, è consentito a condizione che:
Il vino derivi esclusivamente da uve prodotte dai due vitigni ai quali si vuole fare riferimento;
il quantitativo di uva prodotta da uno dei due vitigni deve essere comunque superiore al 15% del totale;
la produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell’ambito aziendale, di ciascuno dei due vitigni interessati non superi il corrispondente limite fissato dall’articolo 4;
il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve ottenute da ciascuno dei due vitigni non sia inferiore al corrispondente limite fissato dall’articolo 4;
il titolo alcolometrico volumico totale minimo del vino ottenuto, all’atto dell’immissione al consumo, non sia inferiore, in caso di limiti diversi fissati per i due vitigni interessati, al limite più elevato di essi;
l’indicazione dei vitigni deve avvenire in ordine decrescente rispetto all’effettivo apporto delle uve da essi ottenute.
Art 8
Alla IGT “Colli Trevigiani” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente.
Ai sensi dell’art 7, punto 5 della legge 10/02/1992, n. 164, l’IGT “Colli Trevigiani” può essere utilizzata come ricaduta per i vini ottenuti da uve prodotte da vigneti, coltivati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente articolo 3, ed iscritti negli Albi dei vigneti dei vini a DOC, a condizione che i vini per i quali si intende utilizzare la IGT di cui trattasi, abbiano i requisiti previsti per una o più delle tipologie di cui al presente disciplinare.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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