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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLI PIACENTINI
DOC

COLLI PIACENTINI
D.M. 30/GIUGNO/1998
D.O.C.


Art 1
La denominazione di origine controllata “Colli Piacentini”, obbligatoriamente seguita da una delle seguenti menzioni:
Gutturnio (anche nella tipologia frizzante)
Gutturnio Classico
Gutturnio superiore
Gutturnio riserva
Monterosso Val d’Arda (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
Trebbianino Val Trebbia (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
Valnure (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
o dal riferimento al nome di uno dei seguenti vitigni:
Barbera (anche nella tipologia frizzante)
Bonarda (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
Malvasia (anche nelle tipologie frizzante e spumante e passito)
Ortrugo (anche nella tipologia frizzante e spumante)
Pinot grigio (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
Pinot nero (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
Sauvignon (anche nella tipologia frizzante)
Cabernet Sauvignon
Chardonnay (anche nelle tipologie frizzante e spumante)
o dal riferimento delle tipologie:
Pinot spumante (bianco o rosato)
Novello
Vin Santo
È riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
La tipologia “Vin santo” qualora prodotta nella sottozona di “Vigoleno” e rispondente a specifico disciplinare di produzione può portare la menzione “Vin Santo di Vigoleno”.
Art 2
 La denominazione di origine controllata “Colli Piacentini”, seguita da una delle specificazioni aggiuntive è riservata ai vini ottenuti da vitigni, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza , presenti in ambito aziendale e aventi la seguente composizione ampelografica:
“Colli Piacentini Gutturnio”
Barbera dal 55 al 70%
Croatina (localmente detta Bonaria) dal 30 al 45%
“Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda”
Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco dal 20 al 50%
Trebbiano Romagnolo e Ortrugo dal 20 al 50%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di:
Berverdino e/o Sauvignon ed altri vitigni a bacca bianca raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Giacenza, presenti in ambito aziendale, fino ad un massimo del 30%.
“Collo Piacentini Trebbianino Val Trebbia”
Ortrugo dal 35 al 65%
Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco dal 10 al 20%
Trebbiano romagnolo e Sauvignon dal 20 al 30%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza, presenti in ambito aziendale fino ad un massimo del 15%.
“Colli Piacentini Val Nure”
Malvasia di Candia aromatica dal 20 al 50%
Trebbiano Romagnolo e Ortrugo dal 20 al 65%,
possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza, fino ad un massimo del 15%.
“Colli Piacentini Novello”
Pinot nero e/o Barbera e/o Croatina (localmente Bonarda) minimo 60%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca rossa raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza, fino ad un massimo del 40%.
“Colli Piacentini Vin Santo”
Malvasia di Candia aromatica e/o Ortrugo e/o Sauvignon e/o Trebbiano romagnolo minimo 80%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza, presenti in ambito aziendale, fino ad un massimo del 20%.
“Collo Piacentini Vin Santo di Vigoleno”
Marsanne e/o Berverdino e/o Sauvignon e/o Ortrugo e/o Trebbiano romagnolo minimo 60%.
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve provenienti da altri vitigno a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza. Fino ad un massimo del 40%, con esclusione di quelli aromatici.
“Colli Piacentini Pinot spumante”
Pinot nero 85%
Chardonnay fino ad un massimo del 15%
“Colli Piacentini seguita da una delle seguenti menzioni di vitigno”
Ortrugo Barbera
Pinot grigio Bonarda
Chardonnay Pinot nero
Sauvignon Cabernet Sauvignon
è riservata ai vini ottenuti dai corrispettivi vitigni per almeno l’85%
possono concorrere alla produzione di detti vini anche le uve a bacca di colore analogo, non aromatiche, raccomandate e/o autorizzate per la provincia di Piacenza, presenti in ambito aziendali, fino ad un massimo del 15%.
Per il vino “Colli Piacentini Ortrugo” tale percentuale massima è del 10%.
Per il vino Colli Piacentini Malvasia” la base ampelografica è costituita da:
Malvasia di Candia aromatica per almeno l’85%
Possono concorrere anche le uve di altri vitigni aromatici e non, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Piacenza, presenti nell’ambito aziendale per un massimo del 15%.
Art 3
 La zona di produzione delle uve che possono essere destinate alla produzione del vino “Colli Piacentini Gutturnio” è suddivisa in più comprensori nell’ambito della zona “Colli Piacentini” in provincia di Piacenza:
I comprensori di produzione delle uve comprendono totalmente il territorio collinare del comune di:
Ziano Piacentino
E comprendono il territorio collinare parziale dei comuni di:
Pianello Val Tidone Borgonovo Val Tidone Castel San Giovanni
Nibbiano Agazzano Piozzano Gazzola Vigolzone Rivergaro Ponte dell’Olio Castell’Arquato Carpaneto San Giorgio Piacentino Gropparello Alseno Lugagnano Val d’Arda Vernasca
Il primo comprensorio è così delimitato:
partendo dal ponte sul rio Cavo in prossimità del casolare Cavo Perletti il limite segue per breve tratto verso sud la strada per San Marzano ed all’altezza della quota 93 prosegue in direzione ovest, lungo quella per casa Pradella fino ad incrociare il rio Gambero, segue quindi tale corso d’acqua verso nord per circa 700 metri e poi il sentiero che in direzione nord – ovest, raggiunge la strada per Fornaci e prosegue lungo questa verso sud – ovest, attraversa Fornaci e successivamente Casanova, passa a sud di casa Merlino e raggiunge il confine di provincia in prossimità della quota 96. Segue in direzione sud il confine provinciale fino alla quota 490 in prossimità della strada per casa Cereto. Passata casa Cereto imbocca il canale che scende a quota 427, quindi passando sotto casa Molinazzo si identifica con il torrente Gualdora fino a casa Procera; prende la carraia che scende verso casa Pellegrina, casa Aurelio, casa Colombarola fino a quota 316 dove prende verso sud lo strabello per casa Pozzolo. Prosegue per casa Erta, casa Ricò, risale il rio Ricò fino a quota 332, sempre verso sud per casa Chiappadello.
Si identifica con la strada che scende a casa Puliti, lambisce a nord casa Galvani, attraversa l’abitato di Genepreto, giunge per una carrareccia a casa San Giorgio, a quota 299, indi sulla strada statale n. 412 al km. 65. Attraversa il torrente Tidone, risale la sponda destra fino ad incontrare il Tunnel, si sovrappone ad esso verso est passando per l’abitato di Pradaglia e proseguendo fino a quota 248 incrocia il rio Buio; prende la carraia che aggira verso sud casa La Scabbia, per quota 339, per immettersi sulla strada per Bilegno. Segue questa fino a Casturzano, quindi la carraia per case Bosco, Quartaro, per cà dell’Ora, quindi per le quote 435, 466, 458 a Gabbiano Poggiolo, aggirando la chiesa, verso sud, fino alle case Tramonti. Aggira sempre verso sud il gruppo di case Tramonti seguendo la strada, passa per il canale verso est e poi verso sud fino a incontrare rio Gazzoli con il quale si identifica fino a case Gazzoli.
Da case Gazzoli imbocca la strada verso sud che oltrepassa il torrente Chiarore e la percorre fino al bivio per casa Fontanese, prende la carraia per Castellaro, passa quote 360, 372, indi la strada verso nord sotto Castellone, poi a destra per cascina Colombara, quota 328 e mantiene la stessa quota fino a il Poggio dei Cavalli. Da quota 355, sovrapponendosi all’acquedotto comunale sale verso nord a quote 384, 351 fino a casa San Romeo. Da qui mantenendo l’altitudine di quota 300 verso est fino ad incrociare la carraia che sale, verso sud, a quota 344 sulla strada che da Arcello conduce a Santa Giustina. Segue la suddetta strada fino a quota 262, quindi il torrente Lisone, la carraia che sale a quota 314 quindi per lo strabello che aggira verso sud e poi est la località Frassineto fino a quota 341.
Quindi percorre la carraia che scende al rio Valorosa a quota 255 in coincidenza con il confine comunale di Pianello Val Tidone. Si identifica con il confine comunale e con il torrente Lisone fino ad incontrare il territorio di Agazzano, segue il confine fra i due comuni verso est, poi verso sud lungo la strada di Massolano, indi quota 347, fino a prima di Canovetta verso est lungo la carraia che porta a quota 391 di casa dell’Aquila.
Scende per la strada e la carraia che porta a quota 358, al castello di Boffalora e Boffalora sino alla strada provinciale per Agazzano; segue detta strada fin a prendere verso sud la strada per Verdeto, aggira Verdeto, attraversa Lanfranco e si rimette sulla strada per Agazzano arrivando fino al bivio per Piozzano. Prende verso sud la strada per Piozzano. A quota 231 segue la strada per Lo dolina, Misano, quote 255 e 260, Colombaie, Ospedale,
quote 317 e 282; sempre seguendo la strada verso sud, quota 254, Poggio dei Martini, quote 220 e 232, rio Canto, quota 324, Bosco del Papa, seguendo la carraia, quota 406, Moncolo, case di Là, Pomaro, quindi per la strada che scende a Sbasintico, Belvedere, quota 276.
Quindi verso sud lungo la carraia e poi est per quota 250, si sale a la Dolce seguendo la strada che sul lato sinistro risale il torrente Luretta passando la Cà fino ad incontrare il ponticello che oltrepassa il torrente Luretta di fronte alla carraia che sale a quota 375 di Costa dei Boraccia fino al confine comunale di Piozzano. Segue verso nord il confine comunale fino ad Antugnano, quindi per la carraia che da quota 376 scende, passando vicino a Camposanto, al Guadà. Dal Guadà si identifica verso nord con il torrente Luretta fino alla quota 189, quindi segue il confine del comune di Gazzola fino a quota 326 in coincidenza con la strada che conduce a Osteria, quindi per la strada di Rezzanello.
Da Rezzanello prende la strada per Momeliano fino a quota 323, Rio della Dose, quindi la carraia verso sud per Castel del Vento, quote 207, 315, 300 in prossimità di cà di Sir. Segue la strada che scende verso nord fino in prossimità del largo di quota 212, qundi ad est per la carraia di quota 210, poi Lodino; a quota 190, prende la carraia verso est per case Ravazzola, la carraia che supera il rio Gandore a quota 149, per case Maruffa, sale a quota 200 di cà Maruffina, da Galera risale il rio Gandore fino a quota 182, passa per Carazza, fino a monte Raschio.
Da quota 234 per la carraia di cà dei Boschi, a quota 221 segue la carraia che scende alla sorgente del rio Gerosa con cui si identifica verso nord fino a quota 138. Quindi verso ovest per la carraia di Bosco Danico fino a casa Balletta.
Prende verso sud la strada del Castelletto. A quota 162 verso ovest la carraia verso il rio Gandore, segue il rio Gandore verso la sorgente fino alla carraia di case Valli di Sotto, per cà del Poggio, prende la carraia verso ovest che unisce quota 142 con quota 143, risale la carraia di quota 164 verso sud fino ad immettersi sullo strabello verso ovest per quota 147, quindi verso sud per la strada di Agazzano fino al ponte sul Luretta. Ridiscende verso nord il torrente Luretta fino a Rivarossa, per quota 134. Verso sud la carraia per quota 145 (costeggia il lago) per quota 155, Belrespiro, quota 169, Bissone verso est, quota 140 e verso nord seguendo il corso del rio Rivasso fino oltre quota 120, piegando verso ovest per la carraia che porta a quota 152, poi la Bottega e Montebolzone fino alla strada che conduce a Sarturano.
Prima del paese si prende la carraia di sinistra che conduce a casa Nuova Storni, quindi per le Caminaglie di quota 146 proseguendo fino ad incontrare il rio Frate che, lo risale fino a quota 126, indi per la carraia verso ovest di Bonfagiolo. Da quota 152 prosegue fino ad incontrare un altro rio che percorre verso nord fino ad identificarsi con il rio che risale verso località Roccolo.
Lo risale per quote 125 e 132 fino a casa delle Gazze, quota 164 e la stradina che conduce a quota 177 a casa Boriona. Segue la strada fino a quasi in prossimità di Cantone per prendere verso ovest la carraia che in linea retta supera il torrente Lisone fino alla Colombarola, poi verso sud quota 181 dei Borioni fino ad immettersi ed identificarsi con la strada provinciale verso Pianello. Segue la suddetta strada superando il ponte del Tidone e all’incrocio prende la strada statale n. 412 verso nord fino al paese di Borgonovo Val Tidone.
All’entrata del centro urbano di Borgonovo Val Tidone prosegue verso est per quella di Moretta, l’attraversa e sempre sulla medesima raggiunge in prossimità della quota 113 rio Cavo. Ridiscende tale corso d’acqua fino ad incrociare la strada per Castel San Giovanni sul ponte in prossimità di casa Cavo Perletti da dove è iniziata la delimitazione.
Il secondo comprensorio è così delimitato:
La linea di delimitazione ha origine a nord al bivio di casa Stradella (quota 145) per poi seguire, verso est, la strada che passando da quota 139 raggiunge il ciglio sinistro del torrente Nure. Da qui e proseguendo verso sud, la linea si identifica con il ciglio sinistro delletto del torrente Nure fino al rio Lombardo, lo risale fino a quota 356, da qui si identifica verso nord con la linea di quota altimetrica di 350metri, aggirando verso est Mansano e il colle Merlera. Superato il rio Caiano, si innesta a quota 379 sulla carraia che per quota 342 porta a Lustiano, verso est per la carraia di quota 394 fino a quota 363 sulla carraia che conduce a Castelvecchio seguendo, quindi la carraia che verso ovest (a monte della strada del Bagnolo) passa per le quote 390, 389, 384, 396, 400, 392 fino a quota 343 nei pressi del fabbricato Scuola, in località Larzana, sulla strada del Bagnolo.
Andando verso monte Romola, si identifica con detta strada fino ad incrociare verso est la carraia che porta a Costanuova, quota 221, incrocia il rio Diara e quindi lo stradello di case Rosse, quindi lo stradello fino alla quota 170 e, verso est, fino al rio Cassa a quota 169.
Ridiscende il rio fino ad Ancarano di Sopra, segue la strada verso Ancarano di Sotto fino a quota 146, indi per la carraia che supera il rio Cò e verso est fino a casa Nuova; supera il rio Trebbiola per immettersi, verso sud, sulla carrareccia di cà Bianca; da cà Bianca arriva fino al rio Finale. Segue verso nord il confine del comune di Rivergaro e di Vigolzone col quale la linea si identifica fino al rivo che scorre a sud di quota 143.
Da qui la linea segue detto rivo (quote 147 e 148) fino ad intersecare la strada provinciale Piacenza – Ponte dell’Olio che segue verso sud fino ad incrociare, prima di case Brioschi, il rivo; lo segue fino a quota 149, poi segue la strada per cà Sgorbati per ricongiungersi, verso nord, al bivio di case Stradella (quota 145), punto di partenza.
Il terzo comprensorio è così delimitato:
partendo, a nord dal trivio di Rizzolo segue la strada per Tollera fino ad incontrare il confine comunale do Ponte dell’Olio a quota 193 in prossimità del rio Ogone.
Risale il rio Ogone fino al ponticello nei pressi della strada comunale a quota 307. Prende la suddetta strada che scende a la Camminata, prosegue sulla strada per Langorniello, fino a quota 254. Si identifica con la carraia verso sud per quote 311, 350, 402 scende fino a quota 357 (i Vai), segue la curva di livello fino a raggiungere quota 372, quindi prosegue fino a cà Maggi (quota 372) e raggiunge il rio Torbido e scende fino alla strada statale n. 654.
Indi, verso nord, per quota 237 e 232 lungo la vecchia strada della ferrovia fino ad incontrare il rio Cisiaga, quindi per la strada provinciale che conduce prima a Folignano, poi Zaffignano, La Fratta, Torrano e quindi al trivio di Rizzolo da dove si è partiti.
Il quarto comprensorio è così delimitato:
La linea di delimitazione inizia al quadrivio di Castell’Arquato (quota 164) per seguire, in senso orario, la strada provinciale fino a toccare il confine comunale di Castell’Arquato che segue verso nord per breve tratto e precisamente fino a monte Pozzali (quota 386); qui piega a sud e si inserisce, costeggiando per i Campi, arriva fino al bivio per Prato Ottesola, sulla strada Lugagnano Chiavenna Rocchetta.
Da questo bivio la linea che delimita il territorio segue la strada fino a Prato Ottesola, risale quindi il torrente Ottesola fino ai Groppi per costeggiare successivamente e per breve tratto, la strada che porta alla parrocchia di Montezago, poco prima di detta parrocchia, la linea segue la carrareccia che scende nel torrente Chero.
Risale il torrente Chero sul ciglio sinistro fino ad incontrare, verso ovest, la carraia per l’abitato di Faimali che percorre fino ad immettersi, a valle dell’abitato di Castellana, sulla strada provinciale, verso nord, per Gropparello, raggiungendo al centro del paese, il trivio per Gusano. Prende la strada per Gusano, oltrepassa l’abitato di Gelati, quindi prima di Gusano prende, da quota 451 la strada di crinale per la Valle, continua la strada per cascina Monterosso, cà Moscani, cà del Bosco, fino al Castello di Veggiola; scende lungo la strada per Veggiola.
Segue la strada per quota 215, 206, 201 in prossimità del torrente Riglio. Supera il torrente con la strada che passa quote 205 e 211, Ronco e ancora fino a quota 226. Verso nord prende
la carraia vicino al lago per quota 219 e segue il rio Merdaro fino ad incontrare verso est la carraia per quote 178, 182, fino a il Boscone. Quindi lo stradello di case Bianca, La Zamberta, il Casalino e quota 159 sul torrente Riglio; segue il Riglio fino alla carraia per quota 162 immettendosi sulla strada per Celeri che poi segue fino al ponte sul rio Terzolo (quota 161); da qui, segue verso nord – est il rio stesso, indi il torrente Vezzeno fino all’altezza di La Boiona Grande per immettersi poi sulla strada per Piacentino che segue fino a circa 175 metri a nord del bivio per case Poggio.
Da detto punto, la linea deviando a destra, lungo Rivoli raggiunge la carrareccia che porta a Borgo Marta da dove, procedendo verso sud, arriva a la Boiona Piccola (quota 145), per risalire a nord lungo il rivo che passa per la Vigna.
A metà distanza tra queste due cascine, la linea devia a destra lungo un rivo fino a raggiungere la strada provinciale per Carpaneto a quota 140.
Da qui, procedendo ancora verso est, la linea si identifica con la strada per Campagne, indi con la carrareccia per Partitore (quota 141) fino ad incrociare la strada per Bruciate, segue per breve tratto detta strada, prosegue lungo la stessa per casa Marere, casa Sasso e casa Masana di Sopra fino al suo inserimento sulla strada che conduce a Vigolo Marchese (quota 141). Da questo punto la linea si identifica con la strada predetta e passato Vigolo Marchese e San Antonio, si innesta sulla strada provinciale Carpaneto – Castell’Arquato che segue verso sud fino al quadrivio di Castell’Arquato (quot 164), punto di partenza.
Il quinto comprensorio è così delimitato:
partendo, a nord, sulla strada provinciale di Alseno in località Villa Virginia (quota 146) segue il confine comunale di Castell’Arquato verso sud, supera il rio Santa Franca e il rio Acqua Puzza fino a quota 138. Prende la strada che sale a Fellegara, segue la sede viaria per casa della Bassa e i Gasparini raggiungendo località rio Corto sulla strada di Genova. Si identifica con detta strada verso sud, fino alla località casa Ratta, prende verso sud la carraia che porta al torrente Ongina. Si identifica con il ciglio destro del torrente Ongina, verso la pianura, fino a quota 125, segue l’ansa verso est portandosi prima a quota 159, segue la strada dritta ad est di Colle San Giuseppe fino a quota 186, quindi per la carraia scende a quota 182 sul confine comunale di Vernasca.
Segue detto confine fino al torrente Stirone. Risale il ciglio sinistro del torrente Stirone fino ad incontrare lo stradello per quota 173 di San Genesio.
Da San Genesio si identifica con la strada dei Trabucchi, prosegue lungo la strada verso sud fino alla quota 230.
Risale verso nord la carraia per quota 294 fino a quota 245,9. Segue la linea di quota 350 verso sud in senso orario fino ad incontrare la carraia che scende al rio Spiagge, sempre per la stessa carraia supera il rio e si immette sulla strada di Perpiano. Sulla stessa prosegue per Perpiano fino ad incontrare il bivio verso nord di Pre Nuovo.
Dopo Pre Nuovo, a destra si identifica con la carraia che costeggia, prima il rio Gerbino, quindi dopo il lago di sinistra per la carraia che transita per quote 388, 381, 343, 333, 266 scendendo verso il torrente Ongina.
Percorre il ciglio destro del torrente Ongina fino ad incontrare il rio della Botacca, si identifica verso ovest con il rio fino al ponte sulla strada di Genova.
Si identifica, verso sud, con la detta strada di Genova, fino a case Ongina a quota 241,6. Risale la carraia verso nord, per i Maronini, prosegue da quota 381,6 lungo il confine comunale di Castell’Arquato e lungo la strada vicinale di Costa dei Pallastrelli, quindi per la strada vicinale della Bozzina scende fino a cà del Riglio e arriva all’abitato di Pallastrelli. Dai Pallastrelli verso nord, prosegue lungo la strada per Castell’Arquato passando per cà Rossa, Fornace, cà Gravaghi e La Crocetta.
Dopo l’abitato di Scartazzini si identifica al bivio, sempre con la strada comunale per Alseno, passa Villa San Lorenzo per ritornare al punto di partenza in prossimità di Villa Virginia.
La zona di produzione delle uve che possono essere destinate alla denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Gutturnio classico” è quella definita dal D.P.R. 9/07/1967 ed è suddivisa in tre comprensori A), b), C), e comprende totalmente il territorio comunale di:
Ziano Piacentino,
e parzialmente i territori collinari dei comuni di:
Borgonovo Val Tidone Castel San Giovanni Nibbiano Vigolzone Castell’Arquato Carpaneto Piacentino Lugagnano val d’Arda Gropparello
Tale zona è così delimitata:
A) partendo dal ponte sul rio Cavo in prossimità del cascinale Cavo Perletti il limite segue per breve tratto verso sud la strada per San Marzano ed all’altezza della quota 93 prosegue in direzione ovest, lungo quella per cà Prandella fino ad incrociare il rio Gambero, segue quindi tale corso d’acqua verso nord per circa 700 metri e poi il sentiero che in direzione nord – ovest raggiunge la strada per Fornaci e prosegue lungo questa verso sud – ovest, attraversa Fornaci e successivamente Casanova, passa a sud di cà Merlino e raggiunge il confine di provincia in prossimità della quota 96. Segue in direzione sud il confine provinciale ed in prossimità di cà Corni (quota 458), all’incrocio con l’acquedotto prosegue verso est per il confine di Ziano Piacentino seguendo la strada che attraversa San Giorgio, Cesura e quindi il torrente Gualdora che discende fino alla confluenza con il Tidone. Discende verso est il torrente Tidone ed all’altezza del Caseificio Manzella, seguendo il confine comunale di Nibbiano in direzione ovest raggiunge la strada per Borgonovo Val Tidone in prossimità del km. 57,100 circa. Segue tale strada verso nord ed all’entrata del centro urbano di Borgonovo Val Tidone prosegue verso est per quella di Moretta. L’attraversa e sempre sulla medesima raggiunge in prossimità della quota 113 il rio Cavo. Ridiscende tale corso d’acqua fino ad incrociare la strada per Castel San Giovanni sul ponte in prossimità di cà Cavo Perletti da dove è iniziata la delimitazione.
B) La linea di delimitazione ha origine a nord, al bivio di casa Stradella (quota 145) per poi seguire, verso est, la strada che passando da quota 139 raggiunge il ciglio sinistro del torrente Nure. Da qui e proseguendo verso sud, la linea si identifica con il ciglio sinistro del letto del torrente Nure fino al trivio per Ponte dell’Olio – Bagnolo – Albarola (quota 210) per poi proseguire sulla strada per Bagnolo fino ad inserirsi, poco prima dell’abitato di Bagnolo, sulla carrareccia che passa per le quote 328, 311, 283 e 267. Superata quest’ultima quota, la linea che delimita il territorio, segue ad ovest il sentiero che porta al rio Finale, risale detto rio fino a quota 226 per poi, seguendo un rivolo, toccare il confine comunale di Vigolzone – Rivergaro col quale la linea si identifica fino al rivo che scorre a sud di quota 143. Da qui la linea segue detto rivo (quote 147 e 148) fino ad intersecare la strada provinciale Piacenza – Ponte dell’Olio che segue verso sud fino ad incrociare, prima di case Brioschi, il rivo; lo segue fino a quota 149 poi segue la strada per cà Sgorbati per ricongiungersi verso nord al bivio di case Stradella (quota 145), punto di partenza.
C) La linea di delimitazione inizia al quadrivio di Castell’Arquato (quota 164) per seguire in senso orario, la strada provinciale fino a toccare il confine comunale di Castell’Arquato che segue verso nord per breve tratto e precisamente fino a Monte Pozzali (quota 386); qui piega a sud e si inserisce, costeggiando il rivo ad ovest di cà Montegiogo, lungo la strada che scendendo per i Campi, arriva fino al bivio per Prato Ottesola, sulla strada Lugagnano – Chiavenna Rocchetta.
Da questo bivio la linea che delimita il territorio, segue la strada fino a Prato Ottesola, risale quindi il torrente Ottesola fino ai Groppi per costeggiare successivamente e per breve tratto, la strada che porta alla parrocchia di Montezago, poco prima di detta parrocchia, la linea segue la carrareccia che scende nel torrente Chero fino ad incontrare i limiti tra i comuni di Carpaneto, Gropparello e Lugagnano (quota 252). Da qui la linea si identifica con il confine comunale di Gropparello – Carpaneto fino a monte Oldo per entrare poi nel territorio comunale di Gropparello seguendo la carrareccia ed il rivo che sbocca nel torrente Vezzeno a nord di casa Maschi (quota 224). La linea dopo aver seguito per breve tratto la strada, a quota 223 ripiega ad est lungo un rivo, indi imbocca il sentiero che passa per i Vizzoni e raggiunta la strada che passa per case Cerchiali e la Corona, la percorre fino a costeggiare il torrente Vezzeno, che poi segue verso nord fino ad incontrare il confine comunale. Da questo punto la linea percorre ad ovest e a nord – est il confine comunale fino all’altezza del Casalino ove piega a destra lungo il sentiero per la Graffignana (quota 162) fino ad immettersi sulla strada per Celeri che poi segue fino al ponte sul rio Terzolo (quota161); da qui, segue verso nord – est il rio stesso, indi il torrente Vezzeno fino all’altezza di la Boiona Grande per immettersi poi sulla strada per Piacentino che segue fino a circa 175 metri a nord del bivio per case Poggio.
Da questo punto, la linea deviando a destra, lungo rivoli raggiunge la carrareccia che porta a Borgo Marta da dove, procedendo verso sud sulla strada, arriva a la Boiona Piccola (quota 145), per risalire a nord lungo il rivo che passa per la Vigna. A metà distanza tra queste due cascine, la linea devia a destra lungo un rivo fino a raggiungere la strada provinciale per Carpaneto a quota 140. Da qui, procedendo ancora verso est, la linea si identifica con la strada per Campagne, indi con la carrareccia per Partitore (quota141) fino ad incrociare la strada per case Bruciate, segue per breve tratto detta strada, prosegue lungo la strada per cà Marere, cà Sasso e cà Masana di Sopra fino al suo inserimento sulla strada che conduce a Vigolo Marchese (quota 141). Da questo punto la linea si identifica con la strada predetta e passato Vigolo Marchese e San Antonio, si innesta sulla strada provinciale Carpaneto – Castell’Arquato, che segue verso sud fino al quadrivio di Castell’Arquato (quota 164), punto di partenza.
La zona di produzione del vino “Colli Piacentini Monterosso di Val d’Arda” comprende la porzione dei territori collinari dei comuni di:
Vernasca Alseno Lugagnano Castell’Arquato Gropparello Carpaneto
In provincia di Piacenza
Particolarmente idonea per conseguire produzioni con caratteristiche previste dal presente disciplinare.
Tale zona è così delimitata:
da una linea che, partendo dall’abitato di Vernasca segue la provinciale Vernasca – Castell’Arquato in direzione di Lugagnano fino ad incontrare, in prossimità di località Cà Bianca, il confine fra Lugagnano e Vernasca. Segue tale confine fino ad incontrare, in prossimità di quota 318, la strada che collega Lugagnano al parco provinciale. Da questo punto raggiunge il bivio della cappella di Madonna del Piano (quota 255) per imboccare la strada dei Ronchi che percorre fino ad inserirsi, poco prima di questo abitato, sulla carrareccia che conduce a Costa.
Segue tale carrareccia fino ad imboccare la strada, che passando per case Castellaro (quota 259), giunge a Prato Ottesola, con la quale si identifica. Da qui, la linea di delimitazione risale il corso del torrente Ottesola fino alla sorgente, indi si identifica con una spezzata ideale che congiunge successivamente la sorgente del torrente Ottesola con quota 382, 302, e con il punto d’incontro, sito sul greto del torrente Chero, fra i comuni di Gropparello, Carpaneto e Lugagnano.
Segue il confine tra i comuni di Lugagnano e Gropparello in direzione sud – ovest fino a raggiungere quota 350. Da questo punto si inserisce sulla strada per i Magnani (quota 382), Mandola e Castellana proseguendo fino al bivio di Bersani (quota 427), indi segue la strada che, passando per Casello (quota 366) giunge all’incrocio per Gropparello a quota 357. Da qui giunge a Barzano seguendo la carrareccia che passa per case Gazzotti. Da Barzano segue il tracciato stradale che passando per case Berti, quota 450, 460, giunge a case Banzola, indi prosegue per cà Fogliazza e scende al torrente Riglio.
Discende lungo il corso del sopraccitato torrente fino all’altezza di casa Nuova Riva, (in comune di Carpaneto). Da questo punto raggiunge in linea retta il tracciato stradale che, passando per casa Nuova Riva, Torre Gonfalonieri, Borgo Paglia, Piacentino, La Turca di Sopra, la Fornace Vecchia, attraversa il torrente Chero, tocca case Bruciate e giunge al confine comunale fra Carpaneto e Castell’Arquato.
Segue detto confine fino ad incontrare la provinciale Carpaneto – Castell’Arquato che percorre fino al bivio per Vigostano (quota 118); da questo punto, la linea di delimitazione prosegue lungo il tracciato stradale che tocca successivamente Vigostano, Giarola e Colombarola.
Da Colombarola segue la strada dei Doppi fino al punto in cui detta strada si affianca al rio Chiozzo; da qui segue la carrareccia che congiunge il suddetto torrente con Torre Gazzola. Da Torre Gazzola, la linea di delimitazione segue il tracciato stradale che tocca successivamente le Ferriere, case Nuove Remondini, la Fornace e la Sforzesca.
Da questo punto segue la carrareccia che scende al greto del torrente Arda il cui corso risale fino ad immettersi sulla carrareccia che collega il greto del torrente Arda con Cinta Anguissola. Da questo punto segue l’intero tratto di strada che collega Cinta Anguissola con la strada Salsediana (strada per Salsomaggiore); si immette quindi sulla Salsediana (a quota 145) e la segue toccando successivamente San Rocchino, Crocetta, Castelnuovo Fogliari, il Monastero e giunge a quota 155 all’altezza di case Belvedere. Da quota 135 segue il tracciato stradale che passa per cà Lolini, la Persica e raggiunge il confine con la provincia di Parma a quota 124.
Da questo punto la linea di delimitazione si identifica con il confine tra le province di Piacenza e di Parma e, successivamente, sempre seguendo tale confine, incontra il torrente Stirone il cui corso risale fino alla confluenza del torrente Borla fino ad incontrare (quota 262) la provinciale per la Borla, Comini, Ronca che segue, fino ad incontrare nei pressi di Ronca la provinciale da Bore a Vernasca che percorre fino all’abitato di Vernasca.
La zona di produzione del vino “Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia” comprende la porzione collinare della Val Trebbia e parte della Val Luretta particolarmente idonee a conseguire produzioni con le caratteristiche previste dal presente disciplinare.
Tale zona include parte dei territori dei comuni di:
Bobbio Coli Travo Rivergaro Gazzola Aguzzano
In provincia di Piacenza.
Ed è così delimitata:
da una linea che. Partendo dall’abitato di Rivergaro segue il tracciato originale della strada statale n. 45 in direzione di Piacenza fino alla località Niviano Castello. Prosegue quindi lungo la strada provinciale per Grazzano Visconti fino ad incontrare il rio della Bosella, in prossimità di quota 127 e il cui corso risale fino ad incontrare il confine comunale di Rivergaro e Vigolzone (quota 149).
Segue, piegando a destra, detto confine fino a raggiungere, in prossimità di quota 632 (monte Dinavolo) il confine comunale fra Vigolzone e Travo.
Segue successivamente l’intero tratto di confine tra i comuni di Vigolzone – Travo e Travo – Bettola giungendo così in prossimità della confluenza del rio Moini con il torrente Perino. Risale il corso del torrente Perino fino alla confluenza con rio Cane. Segue quindi l’ultimo tratto del rio Cane fino a quota 509, indi devia in direzione nord – ovest sul sentiero che porta al bivio (quota 546) per la strada dei Boioli. Da quota 546 segue la strada per case Boioli fino ad incontrare, a quota 520, il rio Armelio. Segue il corso del rio Armelio fino a quota 274. da qui devia lungo una carrareccia che passa per quota 290 (sopra Ponte) e prosegue per quota 340, fino ad incrociare il rio Secco.
In questo punto segue il confine del comune di Bobbio – Coli lungo le quote 410, 324, 267, 517 e raggiunge l’altezza di quota 424, devia lungo la carrareccia che, passando per Roncaiolo, risale quota 488 fino a quota 366. Da qui si immette sulla strada che, superando le quote 381 e 429 (dove incrocia il rio Torusso), sfiora la località Scabbiazza dove all’altezza della quota 430, scende lungo il rio Scabbiazza fino alla strada statale n. 45 (quota 248). Risale la strada statale n. 45 e dopo il ponte Barberino al km. 99, risale una carrareccia che passa per case Nuove (quota 400), cascina Costa (quota 494). Da qui si immette sulla strada che passa a quota 473, successivamente risale un rivo che, a quota 561 (all’altezza del Poggio Pianone) incrocia il confine del comune di Bobbio e Coli. Segue questo confine passando per cascina Fontana del Gallo e per case Poggiolo, arrivando a quota 585.
Da quota 585, lungo una linea ideale, scende sulla strada statale n. 45 al km. 91. Risale la strada fino al km. 90, da dove oltrepassa il fiume Trebbia a quota 324. Da qui segue i meandri del Trebbia di san Salvatore, dai quali risale lungo una carrareccia che superate le quote 456 e 492 giunge alla cascina Riva (quota 496) cascina Biase (quota 490). Prosegue per la strada che tocca le quote 477, 454 (sopra case Caldarola), 515 e 336 dove incrocia il torrente Bobbio. Risale questo torrente fino a quota 359; da qui devia a destra risalendo il rio d’Assalto fino a quota 496. In questo punto si inserisce sulla strada per i Brugnoni che successivamente, toccando le quote 581, 587, 591 (casa Sermasse), 592 (Villa Pegni), 562 (casa Pegni), 581 (cà Borelli) sorpassa il fosso delle Lubbie e prosegue per quota 505 per inserirsi sulla strada che porta a Degara dove, a quota 500, incrocia il rio Fontana.
Da qui prosegue lungo la carrareccia che, passando per quota 469 e quota 359 (rio della Lubbia), risale per la strada di casa Muggione (quota 424), cà del Bosco (quota 497) e, dopo aver attraversato il rio del Gatto, scende a quota 430 per risalire a case Poggio, fino a raggiungere Areglia (quota 378). Da questo punto, attraverso le quote 416, 438 e 434 raggiunge Nosia (quota 429), da dove prosegue per una carrareccia che tocca le quote 450, 435, 410, 372. Risale quindi la strada proveniente da Freddezza e, dopo aver superato la quota 400, devia a destra lungo una carrareccia che passa per le quote 367 e 337 dove incrocia il rio Dorba. Risale lungo un rivo di sinistra del rio Dorba stesso e giunge a Parcellara (quota 490) da cui scende lungo la strada fino a quota 445. Da qui devia per la carrareccia che passa per le quote 439, 405, 389 sulla cui direzione incrocia il confine comunale tra Travo e Bobbio.
Risale questo confine raggiungendo quota 671 ed indi, seguendo la strada, che passando per Pietra (quota 559), Termine Grosso, confluisce in prossimità di quota 443, sulla rotabile che porta a Chiesa di Bobbiano. Da qui segue la strada per Cascina (quota 503) indi la carrareccia per Costa del Grillo (quota 608) e cà del Bulla e prosegue fino ad incrociare il confine comunale tra Travo e Gazzola che segue fino al Torrazzo; percorre, verso nord – ovest, la strada comunale del Torrazzo fino al bivio (quota 314), di Momeliano. Scende la strada che porta al quadrivio di Lisignano. Indi prende la strada per Agazzano e si identifica con la strada provinciale che conduce a Pianello Val Tidone fino ad incontrare il quadrivio nei pressi di località Passano; prosegue verso nord sulla strada che porta a Sarturano per le quote 192, 174, 131, 128, e indi in entrata sud di Saturano (quota 134).
Da Sarturano verso est, giunge a Rivasso. Prende per casa Amola, segue la strada fino a quota 122, si identifica con il torrente Luretta per breve tratto verso sud, indi a quota 127 verso est passa per quota 131 e arriva a nord di Gazzola.
Attraversa il paese di Gazzola (per breve tratto verso sud) quindi per la strada provinciale Gazzola – Rivalta.
Segue detta strada fino ad incrociare la provinciale Gragnano – Travo (in località Scuola) che percorre fino a Rivalta Trebbia. Indi raggiunge in direzione sud – est il fiume Trebbia con cui si identifica fino all’altezza dell’abitato di Rivergaro, da dove si è partiti.
La zona di produzione delle uve che possono essere destinate alla produzione del vino “Colli Piacentini Val Nure” comprende la porzione collinare della Val Nure particolarmente idonea a conseguire produzioni con le caratteristiche previste dal presente disciplinare.
Tale zona include in parte i territori amministrativi dei comuni di:
San Giorgio Piacentino Vigolzone Ponte dell’Olio
In provincia di Piacenza.
Tale zona è così delimitata:
partendo dal confine fra Carpaneto Piacentino e San Giorgio Piacentino sul torrente Riglio in prossimità di Viustino (La Bottega), il limite segue in direzione ovest la strada per Godi che attraversa e proseguendo sempre nella stessa direzione giunge a Rizzolo, segue quindi in direzione sud – ovest la strada che, superando Torrano, giunge a La Fratta da dove piega verso ovest e prosegue per monte dei Fiaschi (quota 178) prende quindi il sentiero verso nord – ovest fino ad attraversare il torrente Nure ed incrociare il confine comunale tra Ponte dell’Olio e Vigolzone. Prosegue in direzione nord – est lungo tale confine prima e poi su quello tra Vigolzone e San Giorgio Piacentino fino all’altezza della strada che dal greto del torrente Nure conduce in direzioneovest a Stradella, segue tale strada che da Stradella attraversa cà Sgorbati prosegue verso ovest lungo la strada che tocca monte Italia e lungo il canale raggiunge la strada per Grazzano Visconti in prossimità del km. 11,900. Segue tale strada per circa 200 metri in direzione nord e quindi, verso ovest il canale che lo attraversa toccando le quote 142 e 147 fino a raggiungere il confine comunale di Vigolzone in prossimità della quota 143; prosegue lungo tale confine verso sud e quindi sempre sul medesimo in direzione ovest, lungo il Pian del Castellano ed il torrente Spettine, incrociando il confine del comune di Ponte dell’Olio sul torrente Nure. Da qui, in direzione sud – est prima ed est poi segue quest’ultimo confine comunale ed al torrente Riglio risale verso nord sino ad incrociare, in prossimità di Bianconi, quello di san Giorgio Piacentino; prosegue in direzione nord – est lungo il corso del torrente Riglio fino a chiudere la delimitazione in località La Bottega.
La zona di produzione delle uve che possono essere destinate alla produzione del vino “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” comprende la porzione collinare compresa fra la Valle dell’Ongina e la Valle dello Stirane particolarmente idonea a conseguire produzioni con le caratteristiche previste dal presente disciplinare.
Tale zona include ina parte del territorio amministrativo del comune di:
Vernasca
In provincia di Piacenza.
Così delimitato:
partendo, a nord, in località Riocorto, dall’incrocio fra il torrente Ongina ed il confine del comune di Vernasca, verso nord, segue il ciglio destro del torrente Ongina fino all’ansa in prossimità di quota 125, segue l’ansa e risale la carraia a quota 159, segue la strada dritta ad
ovest di Colle San Giuseppe fino a quota 186, quindi per la carraia scende a quota 182 sul confine comunale di Vernasca. Segue il confine comunale fino ad incontrare il torrente Stirone che segna il confine della provincia di Piacenza. Si identifica, verso sud, con il ciglio sinistro del torrente Stirone fino ad incontrare lo stradello che conduce a quota 173 in località San Genesio. Da San Genesio prosegue lungo la strada comunale fino ai Trabucchi e poi lungo la stessa strada provinciale di Borla fino a quota 234.
Quindi sale la strada comunale dei Baroni passando per Perpiano e scende ad incrociare il ponte sul torrente Ongina. Segue, vero nord, il torrente Ongina e si identifica con esso fino a ritornare al punto di partenza in località Riocorto.
La zona di produzione delle uve idonee alla produzione dei vini “Colli Piacentini”
Seguita dalla specifica del vitigno: Ortrugo, Barbera, Bonarda, Malvasia, Pinot nero, Pinot grigio, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, o dalla specifica: novello, vin santo, Pinot spumante, comprende il territorio a vocazione viticola delle colline piacentine ed include l’intero territorio amministrativo di:
Caminata (escluso le isole amministrative in provincia di Pavia)
Nibbiano Pianello Val Tidone Piozzano
Ziano Piacentino
Ed in parte il territorio amministrativo dei comuni di:
Agazzano Alseno Bettola
Bobbio Borgonovo Val Tidone Carpaneto Piacentino
Castell’Arquato Castel San Giovanni Coli
Gazzola Gropparello Lugagnano Val d’Arda
Pecorara Ponte dell’Olio Rivergaro
San Giorgio Piacentino Travo Vernasca
Vigolzone
Tutti in provincia di Piacenza.
Tale zona è così delimitata:
partendo dall’entrata sud nel centro abitato di Borgonovo Val Tidone, il limite segue verso ovest la strada per Moretta e, superata Costera Moretta all’incrocio con il rio Torto, risale verso nord tale corso d’acqua ed all’ansa successiva la quota 91 all’altezza di Polesera, segue verso nord – ovest per la strada che conduce a cascina Montezella.
Da cascina Montezella segue quindi la strada che, in direzione nord – ovest raggiunge casa Cavo Perletti sulla strada per Castel San Giovanni; prosegue quindi lungo tale strada verso sud per breve tratto e, all’altezza di quota 93 segue, in direzione ovest, quella per casa Perduta e casa Pradella fino al rio Gambero per proseguire poi lungo tale corso d’acqua verso nord per circa 700 metri e seguire poi il sentiero che, in direzione nord – ovest raggiunge la strada per Fornaci; lungo questa, verso sud – ovest attraversa Fornaci, quindi Casanova e, proseguendo, passa a sud di casa Merlino e raggiunge il confine della provincia in prossimità della quota 96 sul torrente Bardonezza.
Segue, in direzione sud, il confine provinciale attraversa il lago Trebecco e, proseguendo sempre sul confine provinciale in direzione sud – ovest, raggiunge, a quota 779, il Roccone, nel comune di Nibbiano; segue quindi la strada verso nord per cà dei Giorgio (quota 653) e da tale località segue verso sud e poi verso est la carrareccia per cà dei Follini. Da questa località prosegue verso sud – est per la strada che attraversa cà Bazzari e. a quota 683 segue quella per Lazzarello, raggiunge proseguendo sempre verso sud, prima cà di Lazzarello, attraversando prima la quota 753 e, superato Lazzarello, raggiunge proseguendo verso sud, prima cà Lazzarello poi case Bianchi, sul proseguimento arriva alla quota 665, laddove la strada incrocia il corso d’acqua che, confluisce nel rio della Fornace dell’Aia, a quota 550, segue quindi, da quota 665, prima l’affluente e poi quest’ultimo coro d’acqua sino alla
confluenza con il torrente Tidoncello Merlingo, lungo il quale risale verso nord –est sino alla confluenza, a quota 388, con il torrente Tidoncello di Sevizzano.
Da quota 388 risale il torrente Tidoncello e, a sud di Marzonago prosegue in direzione est per il rio Sereno, toccando le quote 493 e 532, dove raggiunge la strada per Sevizzano; prosegue lungo questa in direzione sud, costeggia il centro abitato di Sevizzano ed ovest e segue verso est la strada per casa Saliceto (quote 695). Da casa Saliceto segue la strada in direzione nord – est fino a raggiungere a quota 708 il confine comunale di Piozzano.
Prosegue lungo questi in direzione sud sino ad incrociare il confine di Travo a quota 801, segue quindi quest’ultimo confine in direzione sud – est e alla quota 681, all’incrocio con la strada per Scarniago, prosegue verso nord –est, lungo questa attraversa il centro abitato di Scarniago, proseguendo raggiunge Mandellaro, segue verso nord e poi verso est la strada che, passando per le quote 560, 554, 477, incrocia quella per Chiosi; prosegue lungo quest’ultima verso sud, toccando i centri abitati di Termine Grosso e Pietra e raggiunge poi, a quota 671, nuovamente il confine comunale di Travo; discende lungo questi in direzione sud ed in località Cappaia, all’altezza di Ronda Nera, lascia il confine per seguire verso ovest il sentiero che attraversa le quote 389, 405, 439 ed a quota 445 incrocia la strada per Parcellara, segue tale strada verso nord – ovest e raggiunge Parcellara da dove segue verso ovest il fosso affluente di sinistra del rio Dorba; dalla confluenza risale, per breve tratto, il rio Dorba; ed a quota 337 risale verso ovest un affluente di destra del medesimo corso d’acqua fino ad incrociare la strada per Freddezza; percorre questa verso sud ed all’altezza di Cosenzio, in prossimità della quota 372, segue verso ovest la strada che passa a nord di Freddezza, tocca quota 410, attraversa Marumoni (quota 425) e raggiunge Nosia (quota 429).
Da Nosia segue il sentiero per Areglia toccando le quote 438, 416 e da Areglia prosegue per la carrareccia che attraversa case il Poggio e raggiunge la strada per Gobbi; prosegue lungo questa per un breve tratto (250 metri) verso sud e quindi nella stessa direzione per il sentiero che tocca le quote 416, 430, attraversa il rio del Gatto e raggiunge cà del Bosco (quota 497).
Da cà del Bosco segue, in direzione sud – est, il sentiero che attraversa la quota 526 e raggiunge alle pendici occidentali di monte Spanna la strada per Mezzano Scotti; prosegue nella stessa direzione lungo tale strada fino ad incrociare, superato casa Muggione, l’acquedotto (331).
Prosegue lungo quest’ultima strada verso ovest ed all’incrocio con il rio della Lubbia (quota 359) segue il sentiero in direzione ovest sino all’incrocio con la strada per Centomerli, risale questa verso nord per breve tratto e, all’altezza della quota 469, prosegue verso ovest e sud – ovest per il sentiero che passa a sud della quota 519, attraversa le quote 503, 535 e, sul proseguimento per una retta, raggiunge la strada per Degara; su tale strada prosegue verso ovest, attraversa il fosso delle Lubbie e, dopo circa 500 metri, prende il sentiero per cà Borelli (quota 581) e quindi quello in direzione sud attraverso cà Mazucca e, sul proseguimento verso sud e sud – ovest, passando a sud di cà Vignola, raggiunge casa Pegni inferiore (quota 562).
Indi segue la strada in direzione ovest toccando Villa Pegni, case Permase e Valle per raggiungere la strada statale n. 461 in prossimità del km. 52,300; discende verso sud lungo questa ed a Campore prende la strada che in direzione nord incrocia a quota 496 il rio d’Assalto; discende questo corso d’acqua fino alla confluenza con il torrente Bobbio (quota 359) per proseguire poi lungo il sentiero che costeggia tale corso d’acqua in direzione est, e giunto alla quota 336, prosegue verso sud – ovest lungo il sentiero che raggiunge la strada per casa Fontanini; prosegue lungo questa verso sud – est toccando le quote 515, 477 e, alla quota 490(cà Piani), prosegue in direzione est per il sentiero che tocca la quota 317 e raggiunge, a quota 321, la strada per Bobbio; prosegue lungo questa strada verso sud e passando ad ovest di casa Biase segue verso est per il sentiero che attraverso la quota 490 raggiunge la strada per casa Riva in prossimità della quota 446, percorre tale strada verso
sud, raggiunge il rio Riva e quindi verso nord – est segue il sentiero e raggiunge quota 456 per piegare poi in direzione sud – est raggiungendo il fiume Trebbia; risale tale corso d’acqua includendo San Salvatore e quindi seguendo il confine del comune di Bobbio, raggiunge al km. 90 la strada statale di Val Trebbia n. 45.
Prosegue verso nord lungo tale strada e, alla quota 325 (km. 90) segue, in direzione est, una retta immaginaria che incontra la strada per Colli alla quota 585 sul confine comunale di Bobbio; prosegue verso nord lungo tale confine fino a Poggio Pianone incrociando un affluente di destra del fiume Trebbia, lo discende verso nord e, all’incrocio con la strada per casa Costa (quota 475), prosegue nella stessa direzione lungo questa raggiungendo casa Costa (quota 494.
Da quota 494, segue verso nord il sentiero che attraversando il fosso degli Angeli, raggiunge casa Mezza Cappella a quota 399 da dove prosegue verso nord – est per il sentiero che attraversa il fosso degli Armanni e poi piegando a nord – ovest, raggiunge casa Nuova (quota 400) e poi, a quota 356, il fosso che discende dal monte del Lago e confluisce nel Trebbia: Da quota 356, discende questo corso d’acqua e raggiunge il Trebbia per discenderlo poi verso nord fino al ponte di Barberino (quota 242).
Prosegue lungo la strada statale Val Trebbia e, dopo circa un chilometro verso est a quota 248, risale il rio Scabbiazza e, a quota 430 prosegue verso nord per il sentiero che raggiunge Scabbiazza. Da Scabbiazza segue verso nord la strada per Roncaiolo toccando 429, 381, 366, 352; da quest’ultima quota risale, verso sud – est, il fosso affluente del Trebbia e, in prossimità della sorgente, prosegue per il sentiero che in direzione nord – ovest raggiunge Roncaiolo.
Da Roncatolo prosegue in direzione sud – est per il sentiero che conduce a Costa Camminata e, superata la quota 424, incrocia nuovamente il confine comunale di Bobbio lungo il quale prosegue verso est e nord – est e, all’incrocio con il rio Secco, discende il corso d’acqua per circa 200 metri per prendere poi, verso est, il sentiero e quindi la strada per Ponte di Sopra che supera per seguire in prossimità della quota 290 il sentiero che verso est raggiunge il rio Armelio (quota 274).
Risale questi verso sud fino alla quota 520, all’incrocio con la strada per Boioli; segue tale strada verso est fino a Casazza toccando le quote 533, 528, 546 e 567. Da Casazza prosegue verso sud sul sentiero che raggiunge quota 509 e, sul proseguimento nella stessa direzione, incrocia il rio Cane; discende quindi tale corso d’acqua e, alla quota 337, all’incrocio con la strada per Villanova, prosegue verso sud per tale strada. Dopo circa un chilometro alla quota 367, prosegue ad ovest per quella che attraversa Scagliotti e raggiunge Costa Rodi (quota 533).
Da Costa Rodi segue verso sud il sentiero e poi la strada che in prossimità del ponte Verbucone incrocia quella per Biasini, prosegue su quest’ultima, attraversa Biasini e, sul proseguimento verso est, raggiunge il ponte sul torrente Perino, risale verso nord tale corso d’acqua e, poco dopo Mulino Vecchio, segue la strada per Bacchetti verso est, passando per la circonvallazione sud (quota 426 e 441), su tale strada prosegue verso est per quella che porta alle case Moline e, proseguendo su quest’ultima, in direzione nord, passa ad est di Bocito e Belito fino a raggiungere a quota 598 case Matteo, da dove, per il sentiero verso ovest raggiunge il confine comunale di Travo.
Prosegue poi lungo questi in direzione nord, fino a raggiungere la quota 656, nei pressi di Monte Viserano, da dove, in direzione sud – est segue il sentiero che tocca la quota 614 e raggiunge Grilli; da Grilli segue verso est la strada per Cassinari e, proseguendo sulla medesima verso sud – est raggiunge Torri e poi in direzione sud casa Invaga e, superata la quota 580, ad est di La Lama, raggiunge il bivio per la cava di pietra; dal bivio prosegue verso ovest lungo la strada per casa Mole che supera ed all’incrocio con il torrente Olza discende questi verso est sino al ponte in prossimità della quota 323.
Dal ponte segue verso sud la strada per breve tratto e poi il sentiero che, in direzione sud – ovest, attraversa le quote 351 e 457 per andare ad incrociare, alla quota 505, la strada per San Bernardino e lungo questa raggiunge il centro abitato. Da San Bernardino segue verso est la strada per Selva, l’attraversa e, proseguendo raggiunge rio Barbarone (quota 514); ridiscende tale corso d’acqua e, alla confluenza nel rio dell’Osteria, risale quest’ultimo fino ad incrociare la strada in prossimità di casa Osteria; segue tale strada in direzione ovest e a casa Sartori prosegue sempre verso ovest fino a raggiungere Vigolo toccando la quota 608; da Vigolo segue una linea spezzata immaginaria verso nord – est facendo verticale Castelnardo e raggiungendo poi casa Zani (quota 544) da dove prosegue lungo la strada che raggiunge quella per Padri; all’incrocio prosegue lungo tale strada in direzione est attraversa Padri, Gragnano di Sotto, e proseguendo verso sud, raggiunge Riglio. Da Riglio prosegue in direzione sud per la strada che raggiunge Busa e poi Poggio, da dove segue il sentiero in direzione sud – ovest raggiungendo Generesso; prosegue poi verso sud – est lungo la strada che raggiunge, a quota 407, il torrente Riglio da dove risale verso nord – est per quella che raggiunge Montechino in direzione sud – est, segue la strada per Groppo Visdomo da dove verso est per la strada che costeggia le Rocche, raggiunge il rio Freddo a sud di Pierfrancesco, superata Cavadipietra; risale quest’ultimo corso d’acqua e, al ponte sulla strada per Carignone (km. 18,200), segue verso est a nord – est la strada che attraversa Guidi, Rustigazzo, Costa, Vicanino, Osteria e case Bosconi; al km. 1,900 circa prosegue per il confine di Lugagnano Val d’Arda in direzione sud – est fino a raggiungere il torrente Arda; risale questo corso d’acqua verso sud ed attraversato longitudinalmente il lago di Mignano, in direzione sud il corso d’acqua affluente del lago che incrocia la strada rivierasca in prossimità del km. 9 e, risalendo sempre questo corso d’acqua incrocia preso Levori, il sentiero che, passando per quota 444, raggiunge in direzione nord e poi est l’abitato di Levori, in direzione est, segue la strada per Corti, costeggiando a sud – est il centro abitato, per seguire poi verso nord – est il sentiero a mezza costa dell’impluvio del lago di Mignano, sentiero che tocca le quote 465, 479, 514 e, a nord – ovest di monte Vidalto, raggiunge la miniera da dove segue la strada verso nord per Vitalta.
Da Vitalta segue verso est la strada per Segadello e dopo breve tratto in direzione nord il sentiero per casa Farina e quindi verso nord – est la strada per Alessandroni e per Gallosi ed alla quota 471 quella che raggiunge la strada per Vernasca alla quota 465; segue quest’ultima verso est attraversando Ranca, Comini, Burgazzi, Silvani e poi all’incrocio con l’affluente del torrente Stirone in prossimità del km. 10,100, ridiscende tale corso d’acqua fino alla confluenza raggiungendo così il confine di provincia.
Risale verso nord – est tale confine che per buona parte si identifica con il torrente Stirone e, poco dopo averlo allontanato, raggiunge la strada per Fornio (quota 124). Segue tale strada per nord – ovest toccando la Persica e casa Lolini fino ad incrociare, alla quota 155, la strada per Castelnuovo Fogliani e proseguire poi lungo questa, in direzione nord, raggiungendo il centro abitato. Da Castelnuovo Fogliani segue, in direzione nord – ovest, la strada che passa per Santa Maria di Latte e attraversato il rio Grattarolo raggiunge quella per Alseno (quota89).
Da quota 89 prosegue verso sud – ovest per Castell’Arquato e, prima di giungere a Villa San Lorenzo alla quota 146 (km. 1,900 circa) segue verso nord – ovest la strada per Cinta Anguissola che supera e raggiunge il torrente Arda, prosegue lungo questi per circa un chilometro verso nord e all’altezza della strada per la Sforzesca, la segue verso ovest, raggiunge la Sforzesca e verso nord case Nuove Remondini da dove prende la strada in direzione nord – ovest per Torre Gazzola, che raggiunge. Da Torre Gazzola segue, in direzione nord – ovest, il sentiero che incrocia la strada per Doppi, lungo questa prosegue verso sud – ovest toccando Giarola e verso sud Vigostano, da dove, in direzione ovest segue la strada che raggiunge quella per Vigolo Marchese al km. 21,300 circa; quindi lungo questa, verso nord – ovest, raggiunge il ponte sull’affluente del torrente Chiavenna in
prossimità del km. 20,500; risale il corso d’acqua in direzione sud sino ad incrociare la strada per Bastida e lungo questa verso nord – ovest, attraversa Bastida, Castello Turca di Sopra, Piacentino, e all’uscita da quest’ultimo, segue la strada che piegando verso sud porta a case il Poggio, all’altezza delle quali (quota 134) segue verso sud il sentiero fino a raggiungere la cappella sul greto del torrente Vezzeno.
Risale quindi il corso d’acqua ed all’altezza di Torre Gonfalonieri prosegue verso ovest per quella che si immette in prossimità del km. 3,000 nella strada per Cimafava, percorre quest’ultima verso nord per circa 200 metri e quindi, verso ovest, prosegue per quella che attraversa casa Nuova Riva e raggiunge il torrente Riglio; discende tale corso d’acqua verso nord ed al ponte delle case del Riglio segue verso ovest la strada per Godi e, al km. 4,000 piega verso sud – ovest, attraversa Rizzolo, Torrano e raggiunge La Fratta da dove segue verso ovest, la strada per Mulino dei Fiaschi e, nella stessa direzione, il sentiero che raggiunge il torrente Nure e quindi il confine comunale di Vigolzone; prosegue verso nord –est lungo tale confine ed all’altezza di Stradella segue verso ovest la strada per questo centro abitato.
Da Stradella segue la strada verso sud fino a cà Sgorbati e quindi verso ovest quella per Mulino Italia (quota 149) da dove prosegue verso ovest per il canale che, raggiunge la strada per Grazzano Visconti che segue per circa 400 metri verso nord e prosegue poi, in direzione ovest, lungo il canale, toccando le quote 148 e 147 per incontrare il confine comunale di Vigolzone.
Segue verso sud tale confine per breve tratto ed all’incrocio con il rio della Bosella discende tale corso d’acqua sino ad incontrare la strada per Niviano (quota 127).
Segue questa verso ovest, raggiunge Niviano, lo attraversa e per la strada statale n. 45, in direzione sud giunge a Rivergaro prosegue vero ovest per la strada del greto del fiume, raggiunge il Trebbia e quindi il confine comunale di Rivergaro lungo il quale prosegue verso ovest e poi verso nord fino alla quota 114, a sud – ovest di casa Buschi sul greto del fiume Trebbia.
Da quota 114 segue, verso nord – ovest la sponda di sinistra del corso d’acqua fino all’abitato sud di Rivalta Trebbia per proseguire in direzione nord – ovest, lungo la strada per la scuola e, poco prima di giungervi, alla quota 132, segue quella verso ovest per Gazzola.
Attraversa in direzione nord il centro abitato e, alla quota 136, segue verso ovest la strada per casa Vecchia ed alla quota 131, sul confine comunale di Gazzola, prosegue nella stessa direzione lungo il canale che affluisce nel torrente Luretta alla quota 127; ridiscende il torrente Luretta fino a casa Nuova ed alla quota 122 segue la strada verso ovest per Rivasso da dove prosegue prima verso nord e poi verso ovest per quella che conduce a Sarturano.
In uscita nord da Sarturano (quota 134) segue in direzione nord – ovest la strada per Mirabello e prima di giungervi a La Palazzina, prosegue per quella che conduce a Grintorto, che supera a nord per seguire la strada che in direzione nord – ovest raggiunge il greto del torrente Tidone.
Risale tale corso d’acqua fino all’altezza di Fabbiano per seguire poi lungo la strada che in direzione nord – ovest e passando per la quota 143 raggiunge il centro abitato, lo attraversa fino ad incrociare ad Osteriazza la strada statale n. 142; prosegue lungo questa in direzione nord fino a raggiungere il borgo abitato di Borgonovo Val Tidone da dove è iniziata la delimitazione.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata di cui all’art. 1 devono essere quelle tradizionali delle zone di produzione di cui all’art. 3 e, comunque atte a conferire alle uve e ai vini le specifiche tradizionali caratteristiche qualitative.
Per la produzione di tutti i vini a DOC “Colli Piacentini” sono pertanto da considerare idonei unicamente i vigneti ubicati in zona collinare – pedemontana, bene esposti, su terreni argillosi, preferibilmente di natura calcarea o calcarea – argillosa, spesso ferrettizzati, ciottolosi e ghiaiosi.
Per la produzione dei vini a DOC “Colli Piacentini Gutturnio” e “Colli Piacentini Gutturnio classico” non sono da considerare idonei i vigneti posti al di sopra dei 350 metri di altitudine, fatte salve le deroghe per gli appezzamenti bene esposti, vocati e situati ad altitudini anche superiori. Sono inoltre esclusi i vigneti male esposti, rivolti verso nord e nord – est, nei fondovalle, in zone umide, nei pressi di fiumi e torrenti, impiantati in terreni con pendenza inferiore al 6$.
I sesti di impianto, le forme di allevamento a spalliera ed i sistemi di potatura dei vigneti (corti, lunghi e misti) destinati alla produzione delle uve della denominazione di origine controllata di cui all’art. 1 devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura. E’ ammessa l’irrigazione di soccorso per un massimo di due volte all’anno prima dell’invaiatura.
I vigneti di nuovo impianto o reimpianto devono essere composti da almeno 2.200 ceppi ad ettaro per tutte le tipologie di vino.
La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata di cui all’art. 1, i rispettivi titoli alcolometrici volumici naturali minimi e le rese di uva in vino finito, devono essere i seguenti:
Colli Piacentini Gutturnio” 12,0 tonn./ettaro 11,50% vol.;
Colli Piacentini Gutturnio classico 10,0 tonn./ettaro 12,00% vol.;
Colli Piacentini Gutturnio superiore 10,0 tonn./ettaro 12,00% vol.;
Colli Piacentini Gutturnio riserva 10,0 tonn./ettaro 12,50% vol.;
Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Valnure 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Barbera 13,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
Colli Piacentini Bonarda 13,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
Colli Piacentini Pinot nero 10,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
Colli Piacentini Cabernet Sauvignon 10,0 tonn./ettaro 12,00% vol.; Colli Piacentini Malvasia 13,0 tonn./ettaro 10,00% vol.;
Colli Piacentini Ortrugo 12,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Pinot grigio 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Sauvignon 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Chardonnay 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Pinot spumante 10,0 tonn./ettaro 9,50% vol.;
Colli Piacentini novello 13,0 tonn./ettaro 11,00% vol.;
Colli Piacentini Vin Santo 10,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 5,0 tonn./ettaro 10,50% vol.;
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Colli Piacentini” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi il 20% i limiti di cui sopra, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi, di cui al comma successivo.
La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore al 70%. Qualora superi questo limite, ma non il 75% , l’eccedenza non ha diritto alla d.o.c.
Oltre il 75% decade per tutto il prodotto il diritto alla denominazione di origine controllata.
Per la DOC “Colli Piacentini Vin santo” e “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” e “Colli Piacentini Malvasia passito” la resa massima di uva fresca da trasformare in vino finito non può superare rispettivamente:
“Colli Piacentini Vin Santo” 35%
“Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” 30%
“Colli Piacentini Malvasia passito” 10%.
Le uve destinate alla produzione dei vini spumanti a d.o.c. debbono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9,50%.
Art 5
 Le operazioni di vinificazione, compreso la presa di spuma, la rifermentazione in bottiglia o in grandi recipienti, l’invecchiamento, l’affinamento in bottiglia e l’imbottigliamento di tutti i vini a DOC “colli Piacentini” di cui all’art. 1, con esclusione della tipologia “Colli Piacentini Gutturnio classico”, debbono essere effettuate in provincia di Piacenza, salvo quanto specificatamente previsto nel presente articolo. E’ consentito di effettuare le operazioni di vinificazione compreso la presa di spuma, la rifermentazione in bottiglia o in grandi recipienti, l’invecchiamento, l’affinamento in bottiglia e l’imbottigliamento di tutti i vini a DOC “Colli Piacentini” negli stabilimenti delle ditte site nel comune di Rovesciala ad est del torrente Bardoneggia in provincia di Pavia.
Per il vino a DOC “Colli Piacentini Malvasia” limitativamente per un periodo di tre anni a partire dalla data di entrata in vigore del presente disciplinare, le operazioni di vinificazione (a partire dal mosto), la presa di spuma, la rifermentazione in bottiglia o in grandi recipienti, l’affinamento in bottiglia e l’imbottigliamento, possono essere autorizzate, anche fuori dal territorio di cui al primo comma e più specificatamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Cremona purché le ditte interessate presentino specifica richiesta al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta delle ditte interessate, consentire che le operazioni di vinificazione dei vini a DOC “Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia”, “Colli Piacentini Val Nure”, “Colli Piacentini novello”, “Colli Piacentini Vin Santo”, “Colli Piacentini Pinot spumante”, “Colli Piacentini seguita da uno dei seguenti vitigni: Ortrugo, Barbera, Bonarda, Malvasia, Pinot nero, Pinot grigio, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Chardonnay “ di cui all’art. 1, siano effettuate in stabilimenti siti nei comuni di Santa Maria della Versa e Rovesciala, in provincia di Pavia.
Per il vino a DOC “Colli Piacentini Gutturnio classico” le operazioni di vinificazione, invecchiamento obbligatorio, affinamento in bottiglia ed imbottigliamento debbono avvenire nell’ambito del territorio di cui all’art. 3, paragrafo II. E’ consentito effettuare le predette operazioni negli stabilimenti siti nel comune di Rovesciala ad est del torrente Bardoneggia, in provincia di Pavia.
Tuttavia le operazioni di imbottigliamento del vino “Colli Piacentini Gutturnio classico” possono essere autorizzate dal Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta di ditte situate al di fuori del territorio di cui all’art. 3 paragrafo II, sempre che tali stabilimenti abbiano sede in provincia di Piacenza.
Le operazioni di vinificazione del vino a DOC “Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda” debbono avvenire nell’intero territorio dei comuni compresi, anche solo in parte, nella rispettiva zona di produzione delle uve di cui all’art. 3 paragrafo III.
E’ consentito effettuare la presa di spuma e l’imbottigliamento del vino a DOC “Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda” nell’ambito del territorio della provincia di Piacenza.
Le operazioni di vinificazione, di invecchiamento obbligatorio, di imbottigliamento e di affinamento in bottiglia del vino a DOC “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” devono essere effettuate solamente nell’interno del territorio amministrativo del comune di Vernasca.
Nella vinificazione sono ammesse le pratiche enologiche tradizionali, leali e costanti, pur tenendo opportunamente conto degli adeguamenti tecnologici e della ricerca atte a conferire ai vini derivati le peculiari caratteristiche.
Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC:
“Colli Piacentini Vin Santo”
“Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno”
“Colli Piacentini Malvasia passito”
devono essere accuratamente scelte e devono essere appassite con il metodo tradizionale su pianta e su graticci con controllo fino alla spremitura, che può avvenire solo dopo il 1° Dicembre dell’anno della raccolta, in modo da raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore a:
“Colli Piacentini Vin Santo” 26%
“Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” 28%
“Colli Piacentini Malvasia passito” 23%
Il vino a d.o.c. “Colli Piacentini Malvasia passito” può essere messo in commercio dal 1° Settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
La denominazione di origine controllata “Colli Piacentini” con una delle seguenti menzioni:
Monterosso Val d’Arda
Trebbianino Val Trebbia
Val Nure
Malvasia
Bonarda
Pinot grigio
Pinot nero o Pinot
Ortrugo
Chardonnay
Può essere utilizzata per designare il vino spumante ottenuto con mosti o vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti previsti, dal presente disciplinare, per i vini omonimi.
Le uve destinate alla produzione dei vini spumanti a DOC “Colli Piacentini” debbono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 9,50% vol.
Le operazioni di spumantizzazione dei predetti vini a d.o.c. “Colli Piacentini” sia con il metodo classico o tradizionale che in grandi recipienti chiusi, devono essere effettuate in stabilimenti siti nell’ambito della provincia di Piacenza e negli stabilimenti siti nel comune di Rovesciala in provincia di Pavia.
La denominazione di origine controllata dei vini “Colli Piacentini” può essere utilizzata per designare i vini “frizzanti”:
Gutturnio (ad esclusione dei tipi classico, superiore e riserva)
Monterosso Val d’Arda
Trebbianino Val Trebbia
Val Nure
Barbera
Bonarda
Malvasia
Ortrugo
Pinot grigio
Sauvignon
Chardonnay
Che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare.
L’esame fisico – chimico ed organolettico relativo alla certificazione di “conformità” è obbligatorio e sufficiente nella fase di produzione per la commercializzazione del prodotto sfuso in contenitori superiori a 5 litri.
Per l’immissione del prodotto al consumo finale è obbligatoria la certificazione di “idoneità” anche per i prodotti già idonei alla conformità.
Art 6
I vini di cui all’art. 1 all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colli Piacentini Gutturnio”
“Colli Piacentini Gutturnio frizzante”
“Colli Piacentini Gutturnio Classico”
colore: rosso rubino brillante di varia intensità;
profumo: vinoso, caratteristico;
sapore: secco, fresco, il tranquillo
abboccato, vivace il frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini Gutturnio superiore”
“Colli Piacentini Gutturnio classico superiore”
colore: rosso rubino, intenso;
profumo: leggermente vinoso;
sapore: secco, tranquillo, fine, di corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,0 g/l;
“Colli Piacentini Gutturnio riserva”
“Colli Piacentini Gutturnio classico riserva”
colore: rosso rubino intenso su fondo granata;
profumo: intenso, gradevole;
sapore: secco, tranquillo, armonico, di corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,0 g/l;
“Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda”
“Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda frizzante”
colore: da paglierino a dorato;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: il tranquillo secco, fine e sottile di corpo,
il frizzante abboccato o amabile vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia”
“Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia frizzante”
colore: giallo paglierino o giallo dorato chiaro;
profumo: vinoso, gradevole;
sapore: il tranquillo secco, delicato, sottile di corpo,
il frizzante abboccato, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Colli Piacentini Val Nure”
“Colli Piacentini Val Nure frizzante”
colore: giallo paglierino chiaro
profumo: caratteristico, gradevole, aromatico;
sapore: il tranquillo secco, gradevole,
il frizzante abboccato o amabile, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.>;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Colli Piacentini Barbera”
“Colli Piacentini Barbera frizzante”
colore: rosso rubino;
profumo: vinoso, caratteristico;
sapore: il tranquillo secco, sapido, leggermente tannico,
il frizzante abboccato, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini Bonarda”
“Colli Piacentini Bonarda frizzante”
colore: rosso rubino, a volte intenso;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: il tranquillo secco o lievemente abboccato, fresco, leggermente tannico
il frizzante abboccato o amabile, fresco, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini Malvasia”
“Colli Piacentini Malvasia frizzante”
colore: paglierino o paglierino scarico;
profumo: aroma caratteristico, anche intenso;
sapore: il tranquillo secco o abboccato, aromatico, fresco
il frizzante amabile o dolce, fresco e vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
alcol svolto minimo per la tipologia dolce: 5,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Malvasia passito”
colore: giallo paglierino dorato;
profumo: intenso, aromatico, caratteristico;
sapore: dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
acidità volatile massima: 1,6 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini Ortrugo”
“Colli Piacentini Ortrugo frizzante”
colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: secco il tranquillo, retrogusto amarognolo,
abboccato il frizzante, vivace, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Pinot grigio”
“Colli Piacentini Pinot grigio frizzante”
colore: bianco paglierino con riflessi ramati;
profumo: caratteristico;
sapore: secco il tranquillo, fresco, fine, molto gradevole,
abboccato il frizzante, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Sauvignon”
“Colli Piacentini Sauvignon frizzante”
colore: paglierino anche intenso;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: il tranquillo secco, armonico, fine,
il frizzante abboccato, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Chardonnay”
“Colli Piacentini Chardonnay frizzante”
colore: giallo paglierino con sfumature verdognole;
profumo: gradevole, fine e fruttato;
sapore: il tranquillo secco, armonico, fresco,
il frizzante abboccato e vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Bonarda Spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: rosso rubino brillante di varia intensità;
profumo: caratteristico, fruttato, vinoso;
sapore: dolce, armonico, morbido, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 6,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colli Piacentini Pinot spumante”
“Colli Piacentini Pinot grigio spumante”
“Colli Piacentini Pinot nero spumante”
“Colli Piacentini Chardonnay spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: paglierino più o meno intenso secondo varietà;
profumo: caratteristico, delicato, fine;
sapore: da extra brut a brut, sapido, fresco;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 vol.;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Colli Piacentini Pinot spumante rosato”
“Colli Piacentini Pinot nero spumante rosato”
spuma: fine e persistente;
colore: rosato più o meo chiaro;
profumo: delicato, fragrante, fine;
sapore: da extra brut a brut, armonico, fresco, sapido;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colli Piacentini Monterosso Val d’Arda spumante”
“Coli Piacentini Val Nure spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: da paglierino a dorato;
profumo: caratteristico, fresco e aromatico
sapore: da abboccato ad amabile, fruttato, delicato
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Colli Piacentini Trebbianino Val Trebbia spumante”
“Colli Piacentini Ortrugo spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: giallo dorato chiaro a volte con lievi riflessi verdognoli;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: da secco ad abboccato, delicato, retrogusto amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Malvasia spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: paglierino scarico;
profumo: aromatico, anche intenso;
sapore: da amabile a dolce, aromatico, fresco;
titolo alcolometrico minimo: 10,50% vol.;
alcol svolto minimo per il tipo dolce: 5,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto seco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Pinot nero”
“Colli Piacentini Pinot nero frizzante”
colore: rosso più o meno intenso;
profumo: caratteristico;
sapore: asciutto il tranquillo, sapido, gradevole,
morbido e abboccato il frizzante, vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto seco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colli Piacentini Cabernet Sauvignon”
colore: rosso rubino, talvolta granato;
profumo: caratteristico, gradevole, leggermente erbaceo;
sapore: asciutto a volte morbido, lievemente tannico, tranquillo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini novello”
colore: rosso rubino;
profumo: caratteristico, vinoso, fruttato;
sapore: seco o abboccato, acidulo, fragrante e fruttato, tranquillo
talvolta lievemente vivace (l’abboccato);
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
acidità totale massima: 7,5 g/l;
estratto seco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colli Piacentini Vin Santo”
colore: giallo paglierino, dorato;
profumo: intenso, aromatico, caratteristico, etereo;
sapore: secco o dolce, morbido, armonico, intenso, aromatico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
acidità volatile massima: 1,6 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno”
colore: dorato o ambrato più o meno intenso;
profumo: intenso, aromatico, caratteristico;
sapore: dolce, armonico, pieno, corposo, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 18,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
acidità volatile massima: 1,6 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,0 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, per i vini di cui al presente disciplinare, i limiti minimi sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
 La menzione “classico” è consentita per il vino a DOC “Colli Piacentini Gutturnio”, anche nelle tipologie “superiore e riserva” ottenuto esclusivamente dalle uve provenienti dai vigneti iscritti all’albo della zona di produzione di cui all’art. 3 comma II del presente disciplinare.
La menzione “superiore” è consentita per il vino a DOC “Colli Piacentini Gutturnio”, prodotto nel rispetto del presente disciplinare, avente un titolo alcolometrico volumico minimo naturale e al consumo di 12,00% vol., immesso al consumo dopo il:
1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
La menzione “riserva” è consentita per il vino a DOC “Colli Piacentini Gutturnio” non designabile con la citata menzione “superiore”, avente un titolo alcolometrico volumico naturale minimo e al consumo di 12,50% vol. e che abbia subito un invecchiamento e affinamento di almeno:
24 mesi di cui 3 in recipienti di legno
a far tempo dal 1° Ottobre dell’anno della produzione delle uve.
Le menzioni “classico, classico superiore, classico riserva, superiore, riserva” devono figurare immediatamente al di sotto della menzione specifica tradizionale obbligatoria “denominazione di origine controllata” ed avere caratteri di stampa di altezza non superiore a quella della menzione Gutturnio ma non inferiore alla metà della stessa.
Tutti i vini a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini” recanti la menzione di “vigna” seguita da toponimo che deve essere scritto immediatamente di seguito ai nomi di vitigno e di vino con caratteri di stampa di altezza, forma e dimensione non superiore a “Colli Piacentini”, debbono essere immessi al consumo finale solo in recipienti di capacità inferiore a 5 litri e solo tranquilli.
L’invecchiamento del vino a DOC “Colli Piacentini Vin Santo” deve avvenire per almeno:
48 mesi a decorrere dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve
di cui almeno 36 in recipienti di legno
Per il vino a d.o.c. “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” l’invecchiamento deve essere di almeno:
60 mesi di cui almeno 48 mesi in botti di legno
a decorrere dal 1° novembre dell’annata di produzione delle uve.
Per entrambi il periodo di invecchiamento in legno deve avvenire in botti di capacità non superiori a 500 litri.
Tutti i vini a DOC “Colli Piacentini” devono recare in etichetta le specificazioni di sapore “abboccato o amabile o dolce” secondo le caratteristiche di ognuno dei vini previsti dall’art. 6.
Tale indicazione è obbligatoria anche nelle etichette dei contenitori superiori a 5 litri immessi al consumo finale diretto.
Alla denominazione di origine controllata di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare, ivi compreso gli aggettivi, extra, fine, scelto. Selezionato, vecchio e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il consumatore.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali; viticoltore, fattoria, tenuta, podere, cascina ed altri termini similari, sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
E’ consentito altresì l’uso di menzioni toponomastiche che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, zone e località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto:
In considerazione della consolidata tradizione è consentita la commercializzazione di vino, avente ub residuo zuccherino superiore a quanto previsto dal presente disciplinare, necessario alla successiva fermentazione in bottiglia, con la dicitura DOC “Colli Piacentini” purché detto prodotto sia confezionato in contenitori non a tenuta di pressione di capacità da 10 a 60 litri.
Art 8
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Gutturnio” nella tipologia “frizzante”, confezionato in recipienti di capacità 0,750 litri, può essere immesso al consumo in bottiglie di solo vetro, solo con tappo raso di sughero e l’obbligo della designazione in etichetta della menzione scritta per esteso “frizzante”.
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Gutturnio” nella tipologia tranquillo, deve essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro, tipo bordolese, con tappo raso di sughero di capacità: 0,375, 0,750, 1,500, 3,000, 5,000 litri.
I vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Gutturnio riserva” deve essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro, tipo bordolese, con tappo raso di sughero di capacità: 0,375, 0,750, 1,500, 3,000, 5,000 litri, dopo almeno
24 mesi di invecchiamento (di cui almeno 3 mesi in legno)
e affinamento a partire dal:
1° settembre dell’annata di produzione delle uve.
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Gutturnio classico” può essere immesso al consumo solo esclusivamente in bottiglia bordolese ad esclusione di quella di capacità di 1,500 litri.
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini novello” deve essere imbottigliato nel territorio della provincia di Piacenza entro il
31 dicembre dell’annata di produzione delle uve
e può essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro con tappo raso di sughero e far tempo dalla data prevista dal decreto ministeriale.
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Vin Santo” deve essere immesso al consumo solo in bottiglie di vetro di capacità 0,375, 0,500, 0,750 litri e con tappo raso di sughero.
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno” deve essere immesso al consumo esclusivamente nella bottiglia denominata “renana” di capacità 0,375, 0,500, 0,750 litri, con tappo raso di sughero.
Per tutti i vini a denominazione di origine controllata “Colli Piacentini” è obbligatorio apporre sull’etichetta l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Per i vini “Colli Piacentini” possono essere utilizzati solo tappi di sughero.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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