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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLINE LUCCHESI
D.O.C.

COLLINE LUCCHESI
D.M. 8/LUGLIO/1997
D.O.C.


Art 1
 La denominazione di origine controllata “Colline Lucchesi” è riservata ai vini bianchi e rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Tali vini sono i seguenti:
“Colline Lucchesi rosso” anche nella tipologia riserva
“Colline Lucchesi Sangiovese” anche nella tipologia riserva
“Colline Lucchesi Merlot” anche nella tipologia riserva
“Colline Lucchesi bianco”
“Colline Lucchesi Vermentino”
“Colline Lucchesi Sauvignon”
“Colline Lucchesi Vin Santo”
“Colline Lucesi Vin Santo occhio di pernice”
Art 2
 La denominazione di origine controllata “Colline Lucchesi” (anche nelle tipologie riserva)
Accompagnata facoltativamente dal riferimento al colore rosso o bianco, ed obbligatoriamente da una delle specificazioni di cui appresso, è riservata ai vini ottenuti da uve di vitigni, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Lucca, provenienti da vigneti, aventi nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
“Colline Lucchesi rosso”
Sangiovese dal 45 al 70%
Canaiolo e/o Ciliegiolo fino ad un massimo del 30%
Merlot fino ad un massimo del 15%
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca rossa, presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Lucca, fino ad un massimo del 15%, ad eccezione di Aleatico e Moscato che possono concorrere fino ad un massimo del 5%.
“Colline Lucchesi Merlot”
Merlot minimo 85%
“Colline Lucchesi Sangiovese”
Sangiovese minimo 85%
Possono concorre alla produzione di detti vini sia per la tipologia Merlot che Sangiovese altri vitigni a bacca rossa, presenti in ambito aziendale, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Lucca fino ad un massimo del 15%, con esclusione dell’Aleatico e del Moscato.
“Colline Lucchesi bianco”
Trebbiano Toscano dal 45 al 70%
Greco, Grechetto, Vermentino bianco, Malvasia del Chianti, da soli o congiuntamente fino ad un massimo del 45%
Chardonnay e/o Sauvignon fino ad un massimo del 30%
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca, presenti in ambito aziendale, autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Lucca, fino ad un massimo del 15%.
“Colline Lucchesi Sauvignon”
Sauvignon minimo 85%
“Colline Lucchesi Vermentino”
Vermentino minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detti vini sia il Sauvignon che il Vermentino, altri vitigni a bacca bianca, presenti in ambito aziendale, autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Lucca, fino ad un massimo del 15%,
Art 3
 La zona di produzione del vino a DOC “Colline Lucchesi” si estende nei territori dei comuni di
Lucca Capannoni Porcari
In provincia di Lucca.
Tale zona è così delimitata:
partendo da nord presso il Serchio nel paese di Sesto, scende a sud, segue per poco la strada comunale che allaccia quel paese alla strada provinciale sulla destra del Serchio, passa per Ponte a Moriano e prosegue fiancheggiando le colline di San Michele di Moriano, San Lorenzo, San Quirico di Moriano e San Arlascio fino a Villa Boccella.
Da questa località il confine piega a ponente verso quota 65 e segue poi la strada che passa per Villa Barsanti, sotto il seminario arcivescovile e volgendo a sud va in prossimità di Villa Sardi per giungere sopra la quota 24 al trivio Tre Cancelli.
Di qui la delimitazione segue per breve tratto la strada Lucca – Camaiore per deviare da questa nella via comunale pedecollinare che passa in località al Pino e che si ricongiunge alla strada Lucca – Camaiore preso il Ponte del Giglio e su questa prosegue per un tratto e cioè fino al bivio per la Fornace, quote 51 e50 località Frantoio, Villa Fonna, e per la strada che conduce a Mutigliano, presso quote 33 e 31 e Villa Orsetti; di qui la delimitazione segue la strada che da Monte San Quirico conduce a Sant’Alesio che segue per breve tratto, poi risale per la strada che da questo paese segue le colline passando sotto Corte Pistelli, sotto Villa Albertini, sotto Corte Buchignani, Boscherecci, Casa Santini, Casa Lanizzi, sotto la fornace, quota 46 fino a poco prima di Ospedaletto.
Da questa località con strada e sentieri, il confine volge a nord passando per quota 121, Vecoli, presso quota 337, presso le quote 354 e 324, del C. del Colle, presso quota 299 e poi la strada per Castagnori, dalla quale devia per comprendere una zona vitata di pregio, ma nella quale ritorna in breve per proseguire in essa sotto quota 198, casa Montecchio, presso quota 78, Cave e l’Osteria.
Di qui con linea irregolare, che delimita il coltivato dal boschivo, si va sotto casa Sorbo, quota 400, quota 292, sopra Gugliano, casa Barsotti, sotto Molinaccio, rio della Spèsina e poi con linea retta sotto quota 188, Villa ed oltre per arrivare presso quota 204 e di qui con linea quasi retta a Sesto di Poriano punto di partenza.
Da Sesto, traversando il fiume Serchio col breve tratto dei terreni in golena e precisamente nei pressi del ponte ferroviario si passa dall’altra parte delle colline lucchesi dove la prima parte del confine settentrionale è in linea quasi retta che passa sotto quota 204, sopra le località Frantoio, sotto quota 348, sopra il colle di Matraia, casa Mivesto, quota 336 e sotto quota 282.
Di qui la delimitazione segue la strada comunale che da Matraia conduce a Valgiano fino al bivio del cimitero, dove segue per strada secondaria presso quota 262 e una linea
leggermente curva che passa sotto quota 530, sotto Campo Grande e sopra quota 385 raggiunge il confine con la provincia di Pistoia di fronte a Colle di Sotto.
La linea di delimitazione segue poi il confine fra le due province, fino a poco dopo la fornace di Laterizi (S.A.L.L.A.) proseguendo con la strada provinciale Lucca – Pescia, fino all’incrocio delle Quattro Mura. Qui il confine, lasciata la strada provinciale di Lucca – Pescia, volge a sud seguendo la strada che si snoda parallelamente a rio Leccio, costeggiando le colline conduce a Porcari, attraversa il paese per rientrare a quota 20 sulla strada secondaria che passa presso Palazzo Rossi, casa Matteoni, a levante di Villa Bottini; il confine segue il viale della villa stessa, taglia la via provinciale e con andamento che segue le pendici collinari entra per breve tratto nella strada Borgonuovo – Gragnano seguendo poi il corso del rio Ralla fino sotto casa Maionchi; di qui volgendo a ponente sotto casa Cesaretti raggiunge a quota 30 la strada Borgonuopvo – Camigliano e la segue fino a quota 55; discende e poi volge a ponente costeggiando le colline fino a quota 39 e da qui segue la strada che porta a Rimortoli proseguendo verso nord per breve tratto lungo la carrozzabile Rimortoli – Segromigno fino a quota 41.
Qui il confine segue l’andamento collinare sotto quota 38, Paradiso. La strada sotto quota 48 che prosegue per Marlia, costeggia il parco della Villa Reale e l’ingresso alla stessa e prosegue per San Pancrazio sotto casa Ballarano, la chiesa di san Gemignano, per congiungersi al punto di partenza di fronte a Sesto di Moriano.
Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Colline Lucchesi” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura debbono essere quelli generalmente usati, e comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino. E’ elusa ogni pratica di forzatura. E’ consentita l’irrigazione di soccorso per non più di due volte all’anno prima dell’invaiatura.
I nuovi impianti ed i reimpianti debbono prevedere un numero minimo di
3.500 ceppi/ettaro.
La resa massima di uva ad ettaro ammessa per la produzione dei vini a DOC “Colline Lucchesi”, con o senza l’indicazione del vitigno, non deve essere superiore a
10,00 tonn./ettaro in coltura specializzata
La produzione massima per ceppo non deve essere superiore in media a 4,000 kg./ceppo.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la produzione massima per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolato in rapporto all’effettiva superficie coperta dalla vite.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Colline Lucchesi” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, fermi restando i limiti di resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
Art 5
 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno dell’intero territorio amministrativo dei comuni compresi in tutto o in parte nella zona di produzione di cui all’art. 3.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Colline Lucchesi rosso” 10,50% vol.;
“Colline Lucchesi Merlot” 11,00% vol.;
“Colline Lucchesi Sangiovese” 11,00% vol.;
“Colline Lucchesi bianco” 10,00% vol.;
“Colline Lucchesi Vermentino” 10,50% vol.;
“Colline Lucchesi Sauvignon” 10,50% vol.;
I vini a DOC “Colline Lucchesi rosso”, “Colline Lucchesi Merlot” “Colline Lucchesi Sangiovese” sottoposti ad un periodo di invecchiamento non inferiore a
Due anni
Ed ottenuti da uve con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
11,50% vol.
può portare in etichetta la specificazione “Riserva”
Il periodo di invecchiamento decorre dal
1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve
La resa massima dell’uva in vino finito non deve superare il 70%.
Qualora superi questo limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire ai vini le proprio caratteristiche.
Per l’elaborazione del vino a DOC “Colline Lucchesi rosso” è consentita la pratica del governo toscano purché sia rispettata la resa massima uva/vino.
Art 6
 I vini a DOC “Colline Lucchesi” all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colline Lucchesi rosso”
colore: rosso rubino brillante, tendente al granato se vecchio;
profumo: gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, armonico, morbido, vivace solo dell’annata;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colline Lucchesi rosso riserva”
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
“Colline Lucchesi bianco”
colore: paglierino più o meno intenso;
profumo: delicato, gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, delicato, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto seco netto minimo: 14,0 g/l;
“Colline Lucchesi Sangiovese”
colore: rosso rubino, granata se invecchiato;
profumo: caratteristico, gradevole;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colline Lucchesi Sangiovese riserva”
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
“Colline Lucchesi Merlot”
colore: rosso rubino, con tendenza al granato se invecchiato;
profumo: gradevole, caratteristico;
sapore: asciutto, pieno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Colline Lucchesi Merlot riserva”
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
“Colline Lucchesi Sauvignon”
colore: dal paglierino al dorato chiaro;
profumo: delicato quasi aromatico;
sapore: asciutto, vellutato, gradevole;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Colline Lucchesi Vermentino”
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: intenso e delicato;
sapore: asciutto, morbido e fruttato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
La tipologia “Colline Lucchesi Vin Santo” è ottenuta da uve provenienti dai vitigni a bacca bianca iscritti all’Albo.
La tipologia “Colline Lucchesi Vin Santo occhio di pernice” è ottenuta da uve provenienti dai vitigni a bacca rossa iscritti all’Albo.
I vini a DOC “Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice” dovranno essere ottenuti da uve che, dopo aver subito un’accurata cernita, siano sottoposte ad appassimento naturale e siano state ammostate non prima del
1° dicembre dell’anno di produzione delle uve
e non oltre il
31 marzo dell’anno successivo.
L’appassimento delle uve deve avvenire in locali idonei e deve raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore a
27,00%
E’ ammessa una parziale disidratazione con aria ventilata.
La resa di uva fresca in vin Santo finito non deve essere superiore al 35%.
La vinificazione, la conservazione e l’invecchiamento dei vini a DOC “Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice” debbono avvenire in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiore a 500 litri; dopo il periodo di invecchiamento obbligatorio può essere contenuto in altri recipienti:
L’immissione al consumo dei vini a DOC “Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice” non può avvenire prima del
1° novembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve
Al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico totale minimo di:
16,00 vol.
All’atto dell’immissione al consumo i vini a DOC “Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice” devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colline Lucchesi Vin Santo”
colore: giallo dorato intenso tendente all’ambrato;
profumo: gradevole, armonico, caratteristico;
sapore: piacevolmente dolce di passito nel tipo amabile, asciutto
vellutato, armonico il tipo secco:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol.;
acidità totale minima per il tipo secco: 4,5 g/l;
acidità totale minima per il tipo amabile: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 26,0 g/l;
“Colline Lucchesi Vin Santo occhio di pernice”
colore: dal rosa pallido al rosa intenso con riflessi granati;
profumo: intenso, caratteristico;
sapore: dolce, morbido, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 16,00% vol.;
acidità totale minima: 4,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 26,0 g/l;
Art 7
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini a DOC “Colline Lucchesi”, deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Nella designazione e presentazione del vino a DOC “Colline Lucchesi” è vietato l’uso di qualificazioni aggiuntive diverse da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, vecchio, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchio privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento ad unità amministrative, frazioni, aree, zone, località, dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, purché comprese nella zona di produzione delimitata nel precedente art. 3. nell’osservanza delle norme comunitarie e nazionali in vigore.
E’ consentito riportare in etichetta le qualificazioni secco, abboccato, amabile e dolce nel rispetto della normativa comunitaria in materia di etichettatura dei prodotti.
I vini a DOC “Colline Lucchesi” di cui al presente disciplinare, se immessi al consumo in contenitori di capacità non superiore a litri 5,000 per quanto riguarda l’abbigliamento e la tipologia, devono essere confacenti ai tradizionali caratteri di un vino di pregio.
I vini a DOC “Colline Lucchesi” tipologia “Vin Santo e Vin Santo occhio di pernice” possono essere commercializzati solo in recipienti di capacità non superiore a litri 5,000 e chiusi con tappatura consona alla qualità del prodotto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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