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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLI DI LUNI DOC

COLLINE DI LEVANTO
D.M. 11/AGOSTO/1995
D.O.C.


Art 1
La denominazione di origine controllata “Colline di Levanto”, è riservata ai vini bianchi e rossi ottenuti dai vigneti dell’omonima zona di produzione delimitata dall’art. 3 che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Art 2
La denominazione di origine controllata “Colline di Levanto” è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
“Colline di Levanto bianco”
Vermentino minimo 40%
Albarola minimo 20%
Bosco minimo 5%
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca bianca, autorizzati e/o raccomandati per la provincia di La Spezia, da soli o congiuntamente, sino ad un massimo del 35%
“Colline di Levanto rosso”
Sangiovese minimo 40%
Ciliegiolo minimo 20%
Possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di La Spezia, da soli o congiuntamente, dal 20 al 40%
Il vino a d.o.c. “Colline di Levanto rosso” è prodotto anche nella tipologia “novello”.

Art 3
Le uve destinate alla produzione dei vini a d.o.c. “Colline di Levanto” devono essere prodotte nella zona appresso indicata che comprende in parte i territori amministrativi dei seguenti comuni:
Levanto Bonassola Framura
Deiva Marina
In provincia di La Spezia.
Tale zona è così delimitata:
a partire dal mare in prossimità della Punta Mesco si segue il confine che delimita il comune di Levanto con quello di Monterosso al Mare fino al raggiungimento della curva di livello dei 400 metri s.l.m. che viene seguita fin sotto la Cima Colletto a nord dell’abitato di Lavaggiorosso dove si scende alla quota di 300 metri s.l.m. che viene seguita fino ad incrociare il bivio per San Giorgio sulla provinciale 332.
Da qui si segue la stessa provinciale 332 per un piccolo tratto per poi risalire alla curva di livello dei 400 metri s.l.m. in corrispondenza di RCA Gaibana che viene poi seguita fino al ricongiungimento della provinciale 332 in corrispondenza del bivio per Reggimonti; da qui si segue la stessa provinciale 332 fino ad incrociare la curva di livello di 500 metri s.l.m. che viene seguita fino alla località La Fuganella ove, scendendo lungo l’impluvio, si raggiunge la curva di livello dei 400 metri s.l.m. che viene seguita fino al fosso a nord dell’abitato Chiappa.
Da qui si scende, seguendo il fosso, fino in corrispondenza dell’abitato di Piazza in corrispondenza del raccordo autostradale che viene seguito fino ad incrociare la curva di livello dei 300 metri s.l.m.
Quest’ultima viene seguita fino al congiungimento con il confine di provincia di Genova che viene seguito fino al mare.

Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a d.o.c. “Colline di Levanto” devono essere quelle tradizionali della zona di produzione delimitata dall’art. 3, con caratteristiche collinari, a specifica vocazione viticola e con caratteristiche pedoclimatiche omogenee.
Il terreno è di natura siliceo – argillosa e presenta reazione sub – acida.
Le forme di allevamento sono quelle a pergoletta ligure e a controspalliera con potatura ad archetto o capovolto.
La densità di piantagione è di minimo 5.000 ceppi/ettaro nell’allevamento a controspalliera, mentre per l’allevamento a pergoletta è di minimo 6.000 ceppi/ettaro.
I sistemi di potatura sono quelli tradizionali della zona.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui agli art. 1 e 2, in coltura specializzata, non deve essere superiore a:
“Colline di Levanto bianco” 9,00 tonn./ettaro
“Colline di Levanto rosso” 9,00 tonn./ettaro
La resa in vino finito per ettaro è pari a: 63,0 hl/ettaro
In caso di coltura promiscua la resa media non dovrà essere superiore a kg. 2,500/ceppo.
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
Qualora la resa superi tali limiti tutta la produzione non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La regione Liguria, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, ogni anno prima della vendemmia, può, in relazione all’andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione, stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alla C.C.I.A.A. di La Spezia.

Art 5
le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Colline di Levanto bianco” 10,50% vol.;
“Colline di Levanto rosso” anche novello 10,50% vol.;
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata dall’art. 3.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%. Le eventuali eccedenze purché fino ad un massimo del 5% non hanno diritto alla denominazione di origine controllata; qualora la resa superi quest’ultimo limite tutto il prodotto perde il diritto alla denominazione di origine controllata.
Tale resa dovrà essere mantenuta anche in caso di arricchimento, così come specificato nei commi precedenti.
La vinificazione della citata tipologia di vino a d.o.c. “Colline di Levanto rosso novello” deve avvenire nel rispetto della normativa che disciplina i vini novelli.
E’ consentito l’arricchimento dei mosti destinati alla produzione dei vini a d.o.c. “Colline di Levanto” alle condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali in materia e, nel caso di uso di mosti concentrati è consentito il solo impiego di rettificati.
E’ comunque consentita l’autoconcentrazione.
L’arricchimento non dà diritto ad un aumento delle rese massime precedentemente indicate.

Art 6
I vini di cui agli articoli 1 e 2 all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colline di Levanto bianco”
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: delicato, persistente, tendente al fruttato, caratteristico;
sapore: secco, sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Colline di Levanto rosso”
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: delicato, persistente, tenue vinosità;
sapore: asciutto, delicato, armonico, di medio corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 19,0 g/l;
“Colline di Levanto rosso novello”
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso, intenso, fruttato;
sapore: asciutto o leggermente abboccato, sapido, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
zuccheri riduttori residui massimo: 10,0 g/l;
acidità totale minima: 5.0 g/l;
estratto secco netto minimo: 19,0 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicatio per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7
E’ vietato usare assieme alla d.o.c. “Colli di Levanto” di cui agli art. 1 e 2 qualsiasi qualificazione aggiuntiva, non prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a frazioni, aree, località dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino, così qualificato, è stato ottenuto, purché in conformità alle norme vigenti in materia.

Art 8
I vini a d.o.c. “colline di Levanto” debbono essere immessi al consumo confezionati in bottiglie di vetro di forma bordolese della capacità massima di 0,750 litri.
Per ciò che concerne la presentazione, deve essere consona ai tradizionali caratteri di un vino di pregio.
Solo per le capacità di 0,187 litri è consentita la chiusura con tappo metallico a vite, per le altre capacità è consentita esclusivamente la chiusura con tappo di sughero o composto di sughero, raso bocca.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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