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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLI DI LUNI 
DOC

COLLI DI LUNI
D.M. 1/DICEMBRE/1995
Modificato D. D. 21/Aprile/2008
D.O.C.


Art 1
la denominazione di origine controllata “Colli di Luni” è riservata ai vini rossi e bianchi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Art 2
La denominazione di origine controllata “Colli di Luni” è riservata ai vini ottenuto dalle uve provenienti da vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
“Colli di Luni rosso”
Sangiovese dal 60 al 70%
Canaiolo e/o Pollera nera e/o Ciliegiolo nero, minimo 15%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati nelle province di La Spezia e di Massa Carrara, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 25%, con un limite massimo del 10% per i vitigni Cabernet.
“Colli di Luni bianco”
Vermentino minimo 35%
Trebbiano toscano dal 25 al 40%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per le province di La Spezia e di Massa Carrara, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 30%.
“Colli di Luni Vermentino”
Vermentino minimo 90%
Possono concorrere alla produzione di detto vino, altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati per le province di La Spezia e di Massa Carrara, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 10%.

Art 3
Le uve desinate alla produzione dei vini a d.o.c. “Colli di Luni” devono essere prodotte nella zona appresso indicata che interessa la provincia di La Spezia e quella di Massa Carrara, comprendente parte dei territori amministrativi dei seguenti comuni:
Ortonovo Castelnuovo Magra Sarzana
Santo Stefano di Magra Bolano Calice al Cornoviglio
Beverino Riccò del Golfo La Spezia
Vezzano Ligure Arcola Lerici
Ameglia
Tutti in provincia di La Spezia
Fosdinovo Aulla Podenzana
Tutti in provincia di Massa Carrara
Tale zona è così delimitata:
partendo dal confine sud della provincia di La Spezia, comune di Ortonovo, località Dogana, con la provincia di Massa Carrara, la linea di delimitazione segue il confine provinciale e
sale prima a nord – est, poi a nord, circoscrivendo i comuni di Ortonovo e Castelnuovo Magra poi, percorre la provinciale 446 che tocca le Foce del Cucco in comune di Fosdinovo fino ad incrociare la mulattiera per Giucano alle quote 485, 423 e 309: a Giucano prosegue, seguendo la mulattiera, toccando gli abitati di La Capana e Case Ambrosini fino ad incontrare il confine provinciale e prosegue seguendo questo confine e quello di Santo Stefano Magra fino ad incontrare la strada statale della Cisa dove si interrompe.
Sempre sulla strada Statale della Cisa riprende a quota 39 e da questo punto sale fino all’altezza della passerella sul Magra di Stadano; quindi la linea di delimitazione segue il percorso del Fiume Magra verso nord fino a quota 38 e sale per la mulattiera, sempre verso nord fino alla località Castello, passando per il sentiero sotto il Monte Cecchino e, sempre per mulattiera, fino alla località Laghi.
Da qui, la delimitazione segue la mulattiera per le quote 422, 463 e 400 e raggiunge il confine regionale toccando Montebello di Cima (comune di Bolano), poi seguendo sempre la stessa mulattiera si toccano le località Il Prato, Serra, Pianello e, passando a nord di Casa Toreni, si raggiunge il confine regionale; quindi la stessa mulattiera rientra nella provincia di La Spezia, comune di Calice al Cornoviglio toccando le frazioni di Pegui e Madrignano fino al Torrente Usurana, seguendo la vecchia mulattiera che da Pegui, Provedasco, Madrignano e Usurana arriva al Torrente Usurana.
Si sale quindi verso nord seguendo tale torrente fino a Ferdana, poi la linea ridiscende il torrente e raggiunge il confine comunale di Beverino, successivamente, sempre seguendo tale confine comunale, tocca la località Oltre Vara fino ad immettersi sull’Aurelia.
Da qui si sale, seguendo la stesa strada statale fino al Passo della Foce, da dove si imbocca la strada comunale per il Monte Parodi. Da qui si scende lungo la strada comunale che porta all’abitato di Sant’Anna dove, in prossimità della prima casa del nucleo abitato si prende a destra seguendo il valletto che porta all’abitato di Toracica Inferiore fino al raggiungimento della curva di livelli dei 200 metri s.l.m.; seguendo la curva di livello e passando subito sopra all’abitato di Toracica Superiore ci si ricongiunge alla strada statale n. 1 Aurelia.
Da qui, si scende lungo l’Aurelia fino all’abitato di La Spezia seguendo a nord la linea ferroviaria Genova – Roma fino al cimitero urbano, seguendo poi la ferrovia del porto fino alla costa in località Fossamastra.
Superata questa, la linea di delimitazione segue la costa fino a Punta Bianca e Bocca di Magra, poi seguendo la provinciale n. 432 tocca Romito Magra e prosegue fino ad incontrare l’Aurelia che segue fino a Fornola, e poi segue la strada della Ripa fino a Bottagna e la provinciale fino a Piana di Battola, proseguendo fino ad incontrare la mulattiera che scendendo verso sud si ricongiunge con la provinciale di Ceparana, seguendo la stessa provinciale fino ad Albiano e Ponte Caprigliola e quota 39.
Si segue quindi la strada statale n. 62 che tocca Santo Stefano Magra, Sarzana, riprende l’Aurelia fino a Dogana di Ortonovo chiudendo la perimetrazione.
Nella zona delimitata, va inoltre inclusa una collinetta costituita da terreni autoctoni di natura argillosa a spiccata vocazione viticola in comune di Santo Stefano Magra a confine strada della Cisa e delimitata a nord dal letto del Fiume Magra, ad est dalla strada statale della Cisa, che incrociando a sud – est il Fosso Ricciali lo segue fino ad incontrare Gora dei Molini che la delimita da ovest fino a ricongiungersi al letto del Fiume Magra.

Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a d.o.c. “Colli di Luni” devono essere quelle tradizionali della zona di produzione delimitata dall’art. 3, con caratteristiche collinari, a specifica vocazione viticola e con caratteristiche pedecollinari omogenee. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati nella zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini derivati.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui agli articoli 1 e 2 non deve essere superiore a:
10,00 tonn./ettaro in coltura specializzata
In caso di coltura promiscua la resa non dovrà essere superiore a kg. 3,000 per ceppo.
A detti limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
Le regioni Liguria e Toscana di concerto, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, ogni anno, prima della vendemmia, possono in relazione all’andamento climatico ed alle altre condizioni di coltivazione, stabilire un limite massimo di produzione di uve per ettaro inferiore a quello fissato, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alle C.C.I.A.A. competenti per territorio.

Art 5
Le uve destinate alla vinificazione dovranno essere sottoposte a preventiva cernita in modo da assicurare al vino un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Colli di Luni bianco” 10,50%
“Colli di Luni rosso” 11,00% vol.;
“Colli di Luni Vermentino” 11,00% vol.;
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata dall’art. 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche soltanto in parte compresi nella zona delimitata.
E’ consentito l’arricchimento alle condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Tale resa dovrà essere mantenuta anche nel caso di arricchimento così come specificato nei commi precedenti.
Qualora venga superato il suddetto limite del 70% ma non il 75% l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata; oltre tale limite decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.

Art 6
I vini di cui agli art. 1 e 2, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colli di Luni bianco”
colore: giallo paglierino;
profumo: delicato, gradevole;
sapore: asciutto, armonico, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 15,00 gr/l.;
“Colli di Luni Vermentino”
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: intenso, caratteristico, fruttato;
sapore: asciutto, armonico, delicatamente mandorlato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non rifuttore minimo: 15,00 gr/l.;
“Colli di Luni rosso”
colore: rosso rubino più o meno intenso, tendente al granata con
l’invecchiamento;
profumo: delicato, vinoso;
sapore: asciutto, fine, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 4,50 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 20,00 gr/l.;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la
valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei
vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto
secco netto.

Art 7
Il vino a d.o.c. “Colli di Luni rosso” prodotto con uve che assicurino:
titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 12,00% vol.;
che immesso al consumo con:
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,50%
estratto secco netto minimo: 22,0 g/l;
dopo un invecchiamento:
a partire: dal 1° Novembre dell’anno di vendemmia
di almeno: due anni alle condizioni di cui all’art. 5;
può portare in etichetta la menzione “riserva”.
Art 8 E’ vietato usare assieme alla denominazione di cui agli art. 1 e 2 , qualsiasi qualificazione aggiuntiva non prevista dal presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, tenute, zone e località comprese nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui i vini così qualificati sono stati ottenuti.
I vini a d.o.c. “Colli di Luni” debbono essere immessi al consumo in bottiglie o altri recipienti di vetro di capacità non superiore a litri cinque e, per ciò che concerne la presentazione, debbono essere consoni ai tradizionali caratteri di un vino di pregio, con l’esclusione del tappo a corona.
E’ tuttavia ammesso il tappo a vite per le confezioni di capacità inferiori od uguali a 0,250 litri e per le capacità superiori a 0,100 litri.
Per tutte le tipologie della d.o.c. “Colli di Luni” è obbligatoria l’indicazione, in etichetta, dell’annata di produzione delle uve.

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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