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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO
DOC

COLLI BOLOGNESI CLASSICO PIGNOLETTO
D.M. 4/AGOSTO/1997
D.O.C.

Art 1
 La denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi” accompagnata dalla specificazione “Classico” e dal riferimento al nome del vitigno “Pignoletto”, in seguito denominata “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, è riservata al vino che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2
 Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi classico Pignoletto” deve essere ottenuto da uve prodotte nella zona di produzione delimitata dal successivo art. 3 e provenienti da vigneti costituiti dal vitigno:
Pignoletto minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve dei vitigni:
Pinot bianco, Riesling italico, Trebbiano romagnolo
Presenti nei vigneti in ambito aziendale, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%.
Art 3
La zona di produzione del vino a denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, comprende per intero il territorio amministrativo dei comuni di:
Monte San Pietro Monteveglio
In provincia di Bologna;
Ed in parte il territorio amministrativo dei comuni di:
Sasso Marconi Casalecchio di Reno Zola Pedrosa Crespellano
Bazzano Castello di Serravalle
In provincia di Bologna;
Savignano sul Panaro
In provincia di Modena
Tale zona è così delimitata:
partendo sulla strada statale n. 569 dal confine comunale tra Casalecchio di Reno e Zola Pedrosa segue verso ovest la stessa statale attraversando poi i centri abitati di Zola Pedrosa, Crespellano e Bazzano
Prosegue lungo la strada statale n. 569 in direzione sud – ovest sino ad intersecare il confine provinciale tra i comuni di Bazzano e Savignano sul Panaro.
Si inoltra sul territorio comunale di Savignano sul Panaro, percorre a sinistra la strada comunale via Ponticelli in direzione sud – ovest sino ad incontrare il rio Baldo.
Lo percorre in direzione ovest – sud – ovest sino ad incontrare il confine provinciale tra Savignano sul Panaro e Castello di Serravalle. Segue verso est il confine provinciale sino al punto in cui si incontrano i territori dei comuni di Savignano sul Panaro, Monteveglio, e Castello di Serravalle.
Segue il confine comunale in direzione sud – est tra Monteveglio e Castello di Serravalle fino ad incrociare la strada comunale via Rio Marcatore che viene seguita verso sud – ovest sino ad immettersi sulla strada vicinale via San Michele, imboccata e percorsa per intero raggiunge la strada provinciale n. 70 secondo tronco.
Percorrendo tale strada provinciale verso ovest raggiunge l’incrocio con via Farne sulla quale procede fino alla località La Piana dove lascia la strada per proseguire lungo il confine provinciale tra Bologna e Modena fino ad immettersi nella provinciale n. 70 in direzione est sino ad incrociare la strada comunale via Tiola per raggiungere l’incrocio con via Colline
nella quale si immette e percorre sino al suo termine per poi proseguire nel crinale della collina per incrociare via Parviano.
All’incrocio con via dei Calanchi, percorre quest’ultima in direzione sud – ovest congiungendosi con il confine comunale tra i comuni di Castello di Serravalle e Monteveglio; lungo tale confine in direzione sud in prossimità dell’incrocio tra via Ghirardini e via Barisella incontra il crinale delle colline sovrastanti la località Ducentola che segue sino a riscenderlo in località Canovetta.
Prosegue verso valle lungo via Canovetta che in parte la attraversa fino ad intersecare di nuovo il confine comunale, percorso il quale sino alla località Bersagliera si immette nuovamente sulla strada provinciale n. 70 che percorre in direzione sud – est .
Imbocca la strada provinciale n. 27 fino in località Zappolino per poi scendere lungo via Mulino, imbocca via S. Andrea, prosegue in direzione sud – ovest fino ad incrociare il confine comunale di Monte San Pietro.
Prosegue lungo il confine di detto comune sino a Calderino dove attraversato il torrente Lavino, in località Fontanelle, segue verso est il confine comunale di Zola Pedrosa sino ad incrociare via Monte Capra, prosegue per via Tingnano, includendo i vigneti inseriti nei fogli catastali numero 7, 18, 19 del comune di Sasso Marconi, gira a sinistra giungendo in località Mongardino.
Prosegue sulla strada provinciale Mongardino verso sud – est sino ad incrociare la strada statale n. 64 si percorre verso nord detta statale sino ad incontrare a sinistra la via Rosa che percorsa in direzione ovest giunge alla chiesa parrocchiale dell’Eremo di Tizzano, prosegue per la via Tizzanp sino ad incontrare il confine comunale di Zola Pedrosa.
Prosegue lungo detto confine verso nord sino ad incontrare la strada statale n. 569 da cui è iniziata la delimitazione.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto” devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve ed al vino le specifiche caratteristiche di qualità. Ai fini dell’iscrizione all’albo dei vigneti debbono, pertanto, venire esclusi, i vigneti ubicati in terreni molto umidi, di fondovalle.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli tradizionali della zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
E’ esclusa ogni pratica di forzatura, è ammessa l’irrigazione di soccorso per non più di due volte all’anno prima dell’invaiatura.
La densità minima di ceppi deve essere per i nuovi impianti di almeno
2.500 ceppi/ettaro.
La resa massima di uva in coltura specializzata per la produzione del vino a d.o.c. “Colli Bolognesi classico Pignoletto” deve essere di: 9,0 tonn./ettaro.
La resa massima di uva in coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie vitata.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uva ottenuti e da destinare alla produzione del vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi. L’uva destinata alla vinificazione deve assicurare al vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto” il titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
12,00% vol.
Art 5
Per il vino a denominazione di origine controllata “Collo Bolognesi classico Pignoletto”, le operazioni di vinificazione, imbottigliamento, affinamento in bottiglia, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata dalla DOC “Colli Bolognesi”.
Le resa massima dell’uva in vino finito per il vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto” non deve essere superiore al 65%. Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata ma non oltre il 70%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata; oltre tale limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Art 6
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, all’atto dell’immissione al consumo deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Colli Bolognesi classico Pignoletto:
colore: paglierino chiaro, con riflessi verdognoli;
profumo: delicato, caratteristico;
sapore: secco o morbido, tranquillo, fine;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00%
zuccheri residui massimo: 6,0 g/l;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco minimo: 16,0 g/l;
Il vino a denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, può essere immesso al consumo solo dopo il:
1° Aprile dell’anno successivo a quello di produzione delle uve.
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, di modificare con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
 Nella designazione del vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, sono consentite le specificazioni “secco o asciutto” soltanto se il tenore in zuccheri riduttori nn è superiore a 4 grammi/litro.
Nella designazione e presentazione del vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle espressamente previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi, extra, fine, scelto, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
Le indicazioni tendenti a qualificare l’attività dell’imbottigliatore, quali viticoltore, fattoria, podere, tenuta, cascina ed altri similari sono consentiti in osservanza della normativa vigente in materia.
Nella designazione del vino a DOC “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, può essere utilizzata la menzione “vigna”, a condizione che sia seguita dal corrispondente toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri di cantina che nei documenti di accompagnamento.
Art 8
 La denominazione di origine controllata “Colli Bolognesi classico Pignoletto”, deve essere immessa al consumo in bottiglia di vetro del tipo bordolese, di capacità non superiore a litri 1,500, con tappo di sughero raso bocca.
E’ obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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