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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CESANESE DI AFFILE
O AFFILE
D.O.C.

CESANESE DI AFFILE O AFFILE
D.O.C.
D.P.R. 29/MAGGIO/1973


Art 1
 La denominazione di origine controllata “Cesanese di Affile” è riservata al vino rosso che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2
 Il vino a DOC “Cesanese di Affile” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dai vitigni:
Cesanese di Affile e/o Cesanese comune minimo 90%;
possono concorrere alla produzione di detto vino da sole o congiuntamente le uve provenienti da altri vitigni:
Sangiovese, Montepulciano, Barbera, Trebbiano toscano (Passerana), Bombino bianco (Ottonese), presenti nei vigneti fino ad un massimo complessivo del 10%.

Art 3
 La zona di produzione delle uve ammesse per la vinificazione del vino a DOC “Cesanese di Affile” comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di:
Affile Roiate
e parte del territorio del comune di
Arcinazzo Romano
in provincia di Roma
Tale zona è così delimitata:
partendo dall’incrocio del confine comunale di Roiate con il confine provinciale tra Roma e Frosinone, in località la Morra Rossa, il limite segue il confine occidentale del comune di Roiate fino all’altezza del Colle della Grotta e quindi quello di Affile, prima in direzione nord e poi sud – est e sud – ovest, sino ad incontrare la strada tra Arcinazzo Romano ed Affile, in località Madonna del Giglio.
Segue questa strada in direzione di Arcinazzo Romano, supera il centro abitato e raggiunge, in prossimità del km. 84,000, la strada statale n. 411, prosegue verso ovest su tale strada per circa 250 metri e quindi lungo il sentiero, che in direzione sud, conduce alla Fontana del Cantoniere.
Su tale sentiero prima di giungere alla Fontana del Cantoniere incrocia la curva di livello a quota 725, la segue in direzione nord – ovest fino ad incrociare il confine comunale di Affile sul fosso di Valletorta.
Prosegue lungo il confine comunale di Affile verso sud fino ad incrociare quello di Roiate, segue questi nella stessa direzione fino ad incontrare il confine tra le province di Roma e Frosinone.
Prosegue quindi verso ovest, lungo il confine provinciale, sino alla località la Morra Rossa, chiudendo così la delimitazione.

Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Cesanese di Affile” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atti a conferire alle uve e al vino derivato le loro specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOC “Cesanese di Affile”, in vigneti a coltura specializzata non deve essere superiore alle:
12,50 tonnellate/ettaro
Fermo restando il limite sopra indicato la resa per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi.
La resa massima delle uve in vino non deve essere superiore al 65%.

Art 5
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’intero territorio comunale di
Arcinazzo Romano Affile Roiate Olevano Romano
Genazzano
in provincia di Roma;
Serrone del Frusinate Piglio Paliano
Acuto Anagni
in provincia di Frosinone.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOC “Cesanese di Affile” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
11,50% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.

Art 6
Il vino a DOC “Cesanese di Affile”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Cesanese di Affile secco:
colore: rosso rubino tendente al granata con l’invecchiamento;
profumo: delicato, caratteristico del vitigno;
sapore: asciutto, leggermente amarognolo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
zuccheri residui massimo: 10,00%g/l;
acidità totale minima: 5,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
Cesanese di Affile amabile:
colore: rosso rubino più o meno carico;
profumo: delicato, caratteristico del vitigno;
sapore: amabile, morbido, finale lievemente mandorlata, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
zuccheri residui minimo: 11,00 g/l;
zuccheri residui massimo: 35,00 g/l;
acidità totale minima: 5,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
Cesanese di Affile dolce:
colore: rosso rubino più o meno carico;
profumo: delicato, caratteristico del vitigno;
sapore: dolce, morbido, lievemente amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 10,00% vol.;
zuccheri residui minimo: 35,00 g/l;
acidità totale minima: 5,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 22,00 g/l;
Le qualifiche “secco o asciutto, amabile e dolce” sono consentite per il vino a DOC “Cesanese di Affile” che presenta le rispettive caratteristiche sopra citate.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7
 La DOC “Cesanese di Affile” può essere utilizzata per designare vini “spumanti naturali” e “frizzante naturale” ottenuti con mosti o vini che rispondono ai requisiti previsti dal presente disciplinare di produzione, seguendo le vigenti norme legislative, a condizione che le operazioni di elaborazione di detti mosti o vini per la produzione del vino spumante o frizzante siano effettuate in stabilimenti siti nell’ambito territoriale delle province di Roma e di Frosinone.

Art 8
 Alla DOC “Cesanese di Affile” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino, così qualificato, è stato ottenuto.

Art 9
 Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la DOC “Cesanese di Affile o Affile” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione è punito a norma dell’art 28 del D.P.R. n. 930 del 12/Luglio/1963.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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