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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CERVETERI
D.O.C.

CERVETERI
D.M. 4/GIUGNO/1996
D.O.C.

Art 1
La denominazione di origine controllata “Cerveteri” è riservata ai vini:
bianco secco
bianco amabile
bianco frizzante
rosso secco
rosso amabile
rosso novello
rosato
rosato frizzante
che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Art 2
 I vini a denominazione di origine controllata “Cerveteri” devono essere ottenuti esclusivamente mediante la vinificazione delle uve prodotte da vigneti situati nella zona di produzione indicata nel successivo art. 3 e che, nell’ambito aziendale, presentino la seguente composizione ampelografica:
“Cerveteri bianco” tutte le tipologie:
Trebbiano toscano (localmente detto Procanico) e Trebbiano giallo, da soli o congiuntamente minimo 50%
Malvasia di Candia e Malvasia del Lazio, da soli o congiuntamente massimo 35%
Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati (ad esclusione del Pinot grigio) per le province di Roma e di Viterbo, da soli o congiuntamente sino ad un massimo del 30%.
“Cerveteri rosso e rosato” tutte le tipologie:
Sangiovese e Montepulciano congiuntamente minimo 60% con un minimo di uno dei due vitigni di almeno il 25%
Cesanese comune massimo 25%
Possono concorrere alla produzione di detti vini, altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati per le province di Roma e di Viterbo, da soli o congiuntamente sino ad un massimo del 30%.

Art 3
La zona di produzione delle uve ammessa alla produzione dei vini a DOC “Cerveteri” è costituita, dagli interi territori amministrativi dei comuni di:
Cerveteri Ladispoli Santa Marinella
Civitavecchia
Parte dei territori amministrativi dei comuni di:
Roma Allumiere Tolfa
Tutti in provincia di Roma
E da parte del comune di:
Tarquinia
In provincia di Viterbo.
Tale zona è così delimitata:
a nord – ovest il limite segue dalla foce vero nord il Fiume Mignone sino alla località Pietrara, prende poi per la strada che porta a cascinale Lazi e prima di giungervi, piega verso
nord – est per la strada che costeggia il corso del Fiume Mignone passando per cascinale Gerini (quota 27), cascinale Corpaccio (quota 25) ed a sud della località Spalle di Santa Maria fino ad incrociare in prossimità della quota 27, il confine di provincia tra Roma e Viterbo.
Segue verso nord – est il confine provinciale lungo il corso del Mignone sino ad incontrare la strada ferrata, quindi lungo questa scende verso sud – ovest sino al confine di provincia, in prossimità di Poggio dell’Aretta, prosegue lungo questi nella stessa direzione sino ad incontrare il confine comunale di Civitavecchia presso Sterpeto.
Da qui segue il confine comunale tra Civitavecchia ed Allumiere prima e quello tra Santa Marinella e Allumiere poi sino in prossimità del Monte Quartaccio; prosegue verso sud lungo il confine tra Santa Marinella e Tolfa raggiungendo in località Le Frondacce la quota 48 da dove, lungo una retta immaginaria verso est, raggiunge il punto di confluenza del Fosso di Chiavaccio con il Rio Fiume, e sul proseguimento la strada per Santa Severa in prossimità del km. 3,500.
Il limite prosegue quindi verso est per la strada che porta alla quota 144 del Monte Fagiolano e ne discende per il sentiero che conduce a quota 61 in prossimità del Fosso Smeraldo.
Da quota 61 segue una linea retta in direzione sud – est fino a raggiungere la quota 97 sul sentiero che conduce alla Cava di Caolino, prosegue per tale sentiero passando a sud della quota 118 fino ad incontrare il segno convenzionale di muro a secco che delimita la riserva Pian Sultano e lungo la medesima prosegue passando per le quote 44, 116 e 129 in località Castellaccio.
Segue quindi il bordo della riserva Pian Sultano verso nord e quindi risale il Fosso del Moro fino a quota 186 per poi piegare verso nord – est, incrociando il confine comunale tra Cerveteri e Tolfa.
Prosegue quindi lungo il confine nord – orientale di Cerveteri, fino a raggiungere la strada per Palidoro in prossimità del km. 9,000 ( località Piano Trippone); percorre quindi tale strada verso il centro abitato di Palidoro e la strada statale Aurelia fino in prossimità del km. 34,000 dove incrocia il confine comunale di Ladispoli, che segue poi in direzione del mare sino alla costa; quindi seguendo la costa verso nord – ovest raggiunge la foce del Fiume Mignone da dove è iniziata la delimitazione.

Art 4
 Le caratteristiche naturali dell’ambiente, come i terreni, i microclimi, la giacitura e l’esposizione in cui si trovano i vigneti ammessi alla produzione dei vini a DOC “Cerveteri” devono essere atte a conferire a detti vini le specifiche caratteristiche di qualità previste dal presente disciplinare di produzione.
Non sono ammessi i vigneti dei fondovalle, umidi e quelli esposti su pendici ripide insufficientemente soleggiate.
La densità di impianto minima deve essere di 2.500 ceppi/ettaro, nei nuovi impianti e nei reimpianti.
La potatura deve assicurare le caratteristiche tradizionali delle uve e il rispetto delle rese massime consentite.
Nei nuovi impianti e nei reimpianti i sistemi di allevamento devono essere a controspalliera, o ad altro sistema che assicuri le caratteristiche tradizionali delle uve, con esclusione delle forme espanse tipo tendone.
E’ vietata ogni pratica di forzatura. E’ ammessa l’irrigazione di soccorso fino ad un massimo di due interventi prima dell’invaiatura.
La resa massima di uva per ettaro, in coltura specializzata, non deve essere superiore a:
“Cerveteri bianco” tutte le tipologie 14,00 tonn./ettaro
“Cerveteri rosso e rosato” tutte le tipologie 13,00 tonn./ettaro
Nella coltura promiscua la resa va calcolata, con gli stessi massimali, sulla superficie effettivamente impegnata dalla vite.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Cerveteri” devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti di resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le uve devono presentare un tenore zuccherino tale da assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Cerveteri bianco” tutte le tipologie 10,50% vol.;
“Cerveteri rosso e rosato” tutte le tipologie 11,00% vol.;
La regione Lazio, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali di coltivazione, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alle C.C.I.A.A. competenti per territorio.

Art 5
 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delle uve delimitata nel precedente art. 3 nonché nell’intero territorio comunale di Tarquinia.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito a DOC “Cerveteri”, pronto per il consumo, non deve superare il 70%.
Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
I prodotti utilizzati per la correzione dei mosti e dei vini dovranno provenire esclusivamente da uve prodotte nei vigneti iscritti all’Albo dei vigneti della d,o,c, “Cerveteri”, ad esclusine del mosto concentrato rettificato.

Art 6
I vini a DOC “Cerveteri”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Cerveteri bianco secco”
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: vinoso, gradevole, delicato;
sapore: secco, pieno, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Cerveteri bianco frizzante”
colore: giallo paglierino;
profumo: gradevole, delicato;
sapore: morbido talvolta abboccato, vinoso, frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,5 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Cerveteri bianco amabile”
colore: giallo paglierino;
profumo: fruttato, gradevole, delicato;
sapore: amabile, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Cerveteri rosso secco”
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso;
sapore: asciutto, sapido, armonico, di giusto corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Cerveteri rosso novello”
colore: rosso più o meno intenso;
profumo: vinoso, lievemente aromatico;
sapore: asciutto, fruttato, vinoso, armonico, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Cerveteri rosso amabile”
colore: rosso intenso;
profumo: vinoso, gradevole;
sapore: amabile, vinoso, vellutato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“Cerveteri rosato”
“Cerveteri rosato frizzante”
colore: rosa più o meno intenso;
profumo: fruttato, gradevole;
sapore: asciutto, fine, delicato, gradevole a volte frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i sopra indicati limiti di acidità totale e dell’estratto secco netto.

Art 7
 Alla DOC „Cerveteri“ è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, riserva, superiore, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non aventi significato laudativo e non suscettibili di indurre in errore l’acquirente circa la natura e l’origine del prodotto.
E’ consentito indicare nomi di unità amministrative o località dalle quali provengono le uve da cui il vino così designato è stato ottenuto.
E’ consentito indicare il termine “vigna” seguito dal corrispondente toponimo, purché in conformità alle norme dell’art. 6 della Legge n. 164 del 10/02/1992.

Art 8
I vini a DOC “Cerveteri” devono essere immessi al consumo esclusivamente in recipienti di capacità nominale sino a 60 litri, in conformità alle norme nazionali e comunitarie in materia di confezionamento dei vini di qualità prodotti in regioni determinate.
I recipienti fino alla capacità nominale di 5 litri, devono essere di vetro e di forma consona all’immagine di un vino di qualità.
I recipienti di capacità nominale da 0,500 a1,500 litri devono essere muniti di una chiusura con tappo di sughero o capsula o tappo a vite.
E’ obbligatorio riportare nella presentazione del prodotto il riferimento “amabile o secco”, qualora sussistano ambedue le tipologie per lo stesso vino.
Sui recipienti è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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