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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CASTELLI ROMANI
D.O.C.

CASTELLI ROMANI
D.M. 4/NOVEMBRE/1996
D.O.C.


Art 1
 La denominazione di origine controllata “Castelli Romani” è riservata ai vini bianco, rosso e rosato, nelle tipologie secco, amabile, frizzante e limitativamente al rosso, anche nella tipologia novello, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Art 2
 Il vino a denominazione di origine controllata “Castelli Romani bianco” nelle tipologie:
secco
amabile
frizzante
deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, dai seguenti vitigni:
Malvasia bianca di Candia e/o puntinata, Trebbiano toscano, romagnolo, di Soave, verde e giallo, da soli o congiuntamente minimo 70%
Possono concorre alla produzione di detti vini, altri vitigni a bacca bianca, raccomandati e/o autorizzati, rispettivamente per le Province di Roma e di Latina, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 30%.
Il vino a DOC “Castelli Romani rosso” nelle tipologie:
secco
amabile
frizzante
novello
deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, dai seguenti vitigni:
Cesanese, Merlot, Montepulciano, Nero buono, Sangiovese, da soli o congiuntamente minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detti vini, altri vitigni a bacca rossa, raccomandato e/p autorizzati per le province di Roma e di Latina, da soli o congiuntamente, sino ad un massimo del 15%.
Il vino a DOC “Castelli Romani rosato” nelle tipologie:
secco
amabile
frizzante
deve essere ottenuto dall’uvaggio tra uve a bacca bianca ed uve a bacca rossa o dalla lavorazione in rosato delle uve a bacca rossa provenienti dai vigneti di cui ai precedenti commi.

Art 3
 Le uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Castelli Romani” devono essere prodotte nella zona indicata che comprende gli interi territori amministrativi dei seguenti comuni:
Albano Laziale Ariccia Castel Gandolfo
Ciampino Colonna Frascati
Genzano di Roma Grottaferrata Lanuvio
Lariano Marino Monteporzio Catone
Nemi Rocca di Papa Rocca Priora
Velletri Zagarolo San Cesareo
E parte dei territori amministrativi dei seguenti comuni:
Ardea Artena Montecompatri
Pomezia Roma
Tutti in provincia di Roma
L’intero territorio amministrativo del comune di:
Cori
E parte dei territori amministrativi dei comuni di:
Cisterna di Latina Aprilia
In provincia di Latina.
La delimitazione della zona stessa viene di seguito descritta:
partendo in senso antiorario, in comune di Roma dall’incrocio della via Casilina con il G.R.A., segue in direzione sud – ovest il percorso di quest’ultimo sino all’incrocio con la via Laurentina, deviando verso sud, segue la via Laurentina sino al punto d’incrocio (km. 28,500 circa) di quest’ultima con la strada statale n. 148 Pontina in comune di Ardea e prosegue verso sud – est costeggiando la medesima sino al punto d’incrocio con la via Nettunense dal quale, seguendo la stessa via Nettunense, in direzione nord, raggiunge il confine provinciale di Roma – Latina, che segue verso sud sino al ponte Guardapassi in comune di Aprilia.
La linea di demarcazione segue tale confine verso sud, sino ad incrociare il Fosso Leschione che percorre verso sud fino alla confluenza con il Fosso di Carano, risalendo verso est fino al confine delle province di Roma e di Latina.
Continua in direzione est lungo il confine provinciale sino a raggiungere il Fosso della Crocetta, segue verso sud lungo la strada provinciale che costeggia il sopraccitato fosso e lungo la stessa scavalca la strada statale n. 148, circoscrive il perimetro dell’impianto enologico Co.Pro.Vi. e a ritroso rifacendo lo stesso percorso si ricongiunge alla Crocetta con il confine provinciale.
Continua verso est sino a raggiungere la ferrovia Roma – Napoli in località Colle dei Marchigiani in comune di Cisterna di Latina e prosegue lungo la stessa in direzione sud – est fino all’incrocio con il Fosso di Cisterna.
Risale lungo il Fosso di Cisterna in direzione nord sino all’incrocio con la strada Cisterna – Cori, segue tale strada in direzione nord – est sino all’incrocio con il confine comunale di Cori in località Ponte Teppia dal quale, proseguendo lungo il confine del territorio del comune di Cori, dapprima in direzione sud, poi sud – est, fino a raggiungere la strada ferrata della linea Velletri – Terracina, procede lungo tale ferrovia in direzione sud sino ad incontrare il Fosso Morillo, segue quest’ultimo fino alla confluenza con il Fosso Teppia, scende lungo lo stesso fino a raggiungere il canale delle acque alte, che segue verso est fino allo stradone, segue tale stradone sino a congiungersi con la strada vicinale Pezze di Ninfa, segue la stessa strada vicinale verso nord sino ad incontrare il confine comunale di Cori.
Prosegue lungo lo stesso confine comunale verso nord – est, quindi verso nord – ovest, raggiunge il confine provinciale in prossimità della strada Giulianello – Artena.
Segue il confine provinciale in direzione ovest sino a raggiungere il confine tra i comuni di Artena e Lariano nei pressi della Fontana Mastrangelo.
Prosegue poi lungo i confini comunali di Lariano, Rocca di Papa, Rocca Priora sino alla località Colle di Fuori.
Procede, quindi verso nord sulla strada Valle dei Gocchi, dalla quale prosegue lungo il confine del territorio comunale di Zagarolo, dapprima in direzione nord – est, poi in direzione nord – ovest, quindi, in località Corzanello, in direzione sud sino alla località Casella.
Da tale località lascia il confine del comune di Zagarolo per discendere verso sud – ovest sulla via dell’Acquafelice sino al ponte di Pantano dove si raccorda con la via Casilina al km. 21,000. Percorre la via Casilina in direzione Roma sino ad incrociare il G.R.A.

Art 4
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Castelli Romani” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ ammessa l’irrigazione di soccorso in annate particolarmente secche.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini a DOC “Castelli Romani” è di:
“Castelli Romani bianco” 16,50 tonn./ettaro
“Castelli Romani rosso e rosato” 16,00 tonn./ettaro.
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Castelli Romani” devono essere riportati nei limiti di cui opra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
La regione Lazio, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, può stabilire, con proprio decreto un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alle C.C.I.A.A. competenti per territorio.
Per i vigneti di nuovo impianto, od oggetto di reimpianto successivo alla data di entrata in vigore del presente disciplinare, il numero dei ceppi ad ettaro non dovrà essere inferiore a 1.100, calcolati sul sesto di impianto e come forme di allevamento dovranno essere utilizzate quelle tradizionali: Guyot, Cordone speronato, Cortina pendente, C.D.G., Tendone e Cortina semplice.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare ai vini della d.o.c. “Castelli Romani” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
“Castelli Romani bianco” 10,00% vol.
“Castelli Romani rosso e rosato” 10,00% vol.

Art 5
 Le operazioni di vinificazione dei vini a DOC “Castelli Romani”, ivi compresa la elaborazione dei vini “frizzanti”, devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art. 3, secondo gli usi locali, leali e costanti e tradizionali della zona e comunque atti a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Tuttavia il Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su domanda degli interessati, può autorizzare l’effettuazione di tali operazioni in impianti vinicoli situati al di fuori della zona di produzione di cui all’art. 3 del presente disciplinare di produzione, purché detti impianti siano ubicati in comuni compresi solo in parte nella zona di produzione medesima e venga dimostrata l’utilizzazione della indicazione geografica “Castelli Romani” da almeno tre anni prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al:
“Castelli Romani bianco” 73%
“Castelli Romani rosso e rosato” 70%
Qualora tali rese superino le percentuali sopra indicate, ma non oltre, rispettivamente, il 78% e il 75% le eccedenze non hanno diritto alla denominazione di origine controllata;
oltre dette percentuali, decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.

Art 6
I vini a DOC “Castelli Romani”, all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Castelli Romani bianco”
“Castelli Romani bianco frizzante”
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: fruttato, intenso, ricorda l’uva ammostata;
sapore: secco e/o amabile, fresco, armonico, talvolta frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 14,0 g/l;
“Castelli Romani rosato”
“Castelli Romani rosato frizzante”
colore: rosa più o meno intenso, talvolta con tonalità rubino;
profumo: fruttato, intenso, vinoso;
sapore: secco e/o amabile, fresco, armonico, talvolta frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,0 g/l;
“Castelli Romani rosso”
“Castelli Romani rosso frizzante”
colore: rosso rubino più o meno intenso;
profumo: vinoso, persistente, caratteristico;
sapore: asciutto e/o amabile, fresco, armonico, talvolta frizzante; titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
“castelli romani rosso novello”
colore: rosso rubino con riflessi violacei;
profumo: fresco, fruttato;
sapore: asciutto, rotondo, fragrante, talvolta vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.

Art 7
 Alla denominazione di origine controllata “Castelli Romani” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione, diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito, altresì, l’impiego di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree. Zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3.
Nella designazione del vino a DOC “Castelli Romani” può essere utilizzata la menzione “vigna”, a condizione che sia seguita dal corrispondente toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’Albo dei vigneti, che la vinificazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri che nei documenti di accompagnamento.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività dell’imbottigliatore quali: viticoltore, fattoria, tenuta, feudo, podere, cascina ed altri similari, sono consentite in osservanza delle vigenti disposizioni comunitarie e nazionali in materia.

Art 8
 I vini a DOC “Castelli Romani”, qualora confezionati in recipienti di capacità uguale o inferiore a litri cinque, devono essere imbottigliati in recipienti di vetro di forma consona all’immagine di un vino di qualità e aventi le capacità previste dalle normative comunitarie e nazionali vigenti in materia.
I recipienti di capacità da 0,500 a 1,500 litri devono essere muniti di una chiusura con tappo di sughero o a vite; per tutti i recipienti è esclusa la tappatura con tappo a corona.
E’ consentita la capsula a strappo per i recipienti fino a litri 0,375.

 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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