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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CARSO

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL VINO A
DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA
«CARSO»

Art. 1.
La denominazione di origine controllata «Carso» è riservata ai vini che rispondono a!le condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare.
Art. 2.
La denominazione di origine controllata «Carso», con la specificazione di uno dei seguenti vitigni:
Chardonnay;
Malvasia (da Malvasia Istriana);
Pinot grigio;
Sauvignon;
Traminer;
Vitovska;
Cabernet franc;
Cabernet sauvignon;
Merlot;
Refosco dal peduncolo rosso;
Terrano,
è riservata ai vini ottenuti dalle uve dei vigenti composti nell'ambito aziendale per almeno l’85% dai corrispondenti vitigni.
Possono concorrere alla produzione di detti vini, da sole o congiuntamente, anche le uve provenienti dai vitigni rispettivamente a bacca bianca e a bacca rossa rispettivamente «raccomandati» e/o «autorizzati» rispettivamente in provincia dì Trieste e Gorizia, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15%.
La denominazione di origine controllata «Carso», senza altra qualificazione, è riservata al vino rosso ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti per almeno il 70% dal vitigno Terrano.
Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve provenienti dai vitigni a bacca rossa «raccomandati» e/o «autorizzati» rispettivamente in provincia di Trieste e di Gorizia, da soli o congiuntamente, presenti nei vigneti fino ad un massimo del 30%.
Art. 3.
Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Carso» devonoessere quelle prodotte nella zona che comprende in provincia di Trieste l'intero territorio amministrativo dei comuni di Trieste, Duino-Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico ed in provincia di Gorizia l'intero territorio del comune di Doberdò del Lago ed in parte quello dei comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Fogliano-Redipuglia, Sagrado e Savogna.
Tale zona e cosi delimitata:
partendo dalle foci del fiume Timavo, segue la costa verso est e verso sud fino al confine di Stato in prossimità di S. Bartolomeo di Muggia. Da qui il limite procede lungo tale confine verso est e poi nord-ovest fino all'intersezione con il corso del fiume Vipacco, in provincia di Gorizia.
Da questo punto discende il corso del fiume fino ad incrociare la linea ferroviaria Udine-Trieste in prossimità di Castel Rubbia per proseguire lungo questa, in direzione di Trieste, fino ad incontrare l'autostrada A4 Venezia-Trieste e proseguire lungo questa sino ad incrociare il fiume Timavo.
Segue il corso dello stesso fino alla foce da dove è iniziata la delimitazione.
Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione di origine controllata «Carso» Terrano devono essere quelle prodotte nella zona che comprende in parte il territorio amministrativo dei comuni di Trieste, Aurisina, Sgonico e Monrupino, in provincia di Trieste.
Tale zona è cosi delimitata:
partendo dal confine italo-sloveno sulla strada che dalla stazione di Poggioreale Campagna porta oltre confine (Km 4,100 circa), il limite segue il confine di Stato verso nord-ovest fino a raggiungere, superato il monte Sambuco, la strada per Ceroglie dell'Ermada in prossimità di q. 174; segue tale strada verso sud fino all'incrocio con quella Ceroglie-Medeazza (q. 171); risale verso nord lungo questa per circa 100 metri per prendere poi il sentiero che in direzione sud raggiunge la strada Coregliefalde di Monte Cocco, prosegue lungo quest'ultima verso nord-ovest per circa 500 metri ed a q. 161 nella stessa direzione, segue il sentiero fino ad incrociare dopo breve tratto il tracciato dell'oleodotto Transalpino, prosegue lungo questo in direzione nord-est fino ad incontrare la strada S. Pelagio-Aurisina per proseguire lungo questa verso sud-est fino a raggiungere la linea ferroviaria
(q. 169).
Prosegue lungo questa in direzione sud-est e poco dopo la stazione di Poggioreale Campagna,incrocia la strada che da Poggioreale del Carso porta oltre confine e a tal punto prosegue lungo questa in direzione nord-est fino a raggiungere il confine di Stato. laddove è iniziala la delimitazione.
Art. 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all’art. 2, debbono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le loro determinate e specifiche caratteristiche.
Per il vino a denominazione di origine controllata «Carso» Terrano sono da considerarsi idonei unicamente i vigneti ubicati su suoli costituiti da terra rossa autoctona, derivata dalla degradazione delle rocce calcaree; anche i fattori climatici ed altimetrici debbono essere quelli caratteristici, atti aconferire le peculiari specificità organolettiche del vino «Carso» Terrano.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
La produzione massima di uva ammessa per la produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Carso», non deve essere superiore a t 10 per ettaro di superficie vitata in vigneto in coltura specializzata.
Nelle annate favorevoli, i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Carso» devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i
quantitativi di cui trattasi.
È vietata ogni pratica di forzatura, è tuttavia ammessa l'irrigazione come mezzo di soccorso.
Art. 5.
Le operazioni di vinificazione dei vini a denominazione di origine controllata «Carso» debbono essere effettuate nel territorio amministrativo di tutti i comuni compresi in tutto o, in parte, nelle rispettive zone di produzione delle uve delimitate nel precedente art. 3.
Le uve destinate alla vinificazione debbono assicurare ai vini a denominazione di origine controllata «Carso» un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di almeno il 9,5%.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Sono consentite le pratiche enologiche finalizzate all'aumento delle gradazioni alcoliche, alle condizioni stabilite dalle norme comunitarie e nazionali, fermi restando i limiti massimi di resa delle uve in vino di cui al successivo comma.
La resa massima dell'uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Qualora tale resa superi la percentuale sopra indicata, ma non oltre il 75%, l'eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata; oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Art. 6.
I vini a denominazione di origine controllala «Carso», all'atto dell'immissione al consumo, devono
rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Carso» Chardonnay:
colore: paglierino;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: asciutto, pieno, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo; 15 per mille;
«Carso» Malvasia:
colore: paglierino più o meno intenso;
odore; aromatico caratteristico o fruttato, armonico;
sapore: asciutto, gradevole;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille.
«Carso» Pinot grigio:
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
odore: caratteristico;
sapore; asciutto, pieno, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille.
«Carso» Sauvignon:
colore: paglierino più o meno intenso;
odore: delicato, caratteristico;
sapore; asciutto, fresco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille
«Carso» Tramminer:
colore: paglierino più o meno intenso;
odore: delicato, con aroma caratteristico;
sapore: asciutto, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille.
«Carso» Vitovska:
colore: paglierino;
odore: delicato, fine;
sapore: asciutto, fresco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille.
«Carso» tipologia rosso:
colore: rubino intenso;
odore: vinoso, caratteristico;
sapore: asciutto, di corpo e armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille.
«Carso» Cabernet/franc:
colore: rubino, abbastanza intenso;
odore: caratteristico, erbaceo, gradevole;
sapore: asciutto, erbaceo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille.
«Carso» Cabernet sauvignon:
colore: rubino, anche con riflessi granati;
odore: caratteristico, gradevole, intenso;
sapore: asciutto, rotondo, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10.5%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille.
«Carso» Merlot:
colore: rubino, abbastanza intenso;
odore: caratteristico, gradevole;
sapore: asciutto, rotondo, erbaceo, armonico;
titolo, alcoiomctrico. volumico. totale minimo: 10,5%;
acidità totale minima: 4,5 per mille
estraitto secco netto minimo: 18 per mille.
«Carso» Refosco dal peduncolo rosso
colore: rubino, abbastanza intenso;
odore: caratteristico, gradevole, fruttato;
sapore: asciutto, caratteristico, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10.5%;
acidità totale minima: 5 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille.
«Carso» Terrano:
colore: rubino intenso;
odore: vinoso, profumo caratteristico;
sapore: asciutto, gradevole acidulo, di corpo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10%;
acidità totale minima: 6 per mille;
estratto secco netto minimo: 18 per mille

I vini di cui al presente, articolo, qualora, affinati in fusti di legno, potranno presentare i peculiari caratteri organolettici derivanti dal sistema di produzione, che dovranno tuttavia prevalere su quelli derivanti dal vitigno.
È in facoltà del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali -.Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l'acidità totale e l'estratto secco netto minimo
Art. 7
In etichetta, oltre alla denominazione di origine controllata «Carso» e le relative specificazioni di colore o di vitigno di cui sopra, in lingua italiana potrà comparire con caratteri inferiori la traduzione letterale in lingua slovena.
Alla denominazione di cui all'art. 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quellepreviste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto», «selezionato»,
«superiore», «vecchio» e simili.
È consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purché abbiano significato laudativo e non traggano in inganno il consumatore.
È consentito altresì l'uso di indicazioni che facciano riferimento a c omuni, frazioni o localitàc ompresi nella zona delimitata nel precedente art. 3 e dalle quali effettivamente provengano le uve da cui i vini così ottenuti.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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