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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CAPRIANO DEL COLLE
DOC

CAPRIANO DEL COLLE
D.M. 3/GIUGNO/1998
D.O.C.


Art 1 :
La denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” è riservata ai vini, di seguito elencati, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione:
“Capriano del Colle bianco o Trebbiano” tranquillo
“Capriano del Colle bianco o trebbiano” frizzante
“Capriano del Colle rosso”
“Capriano del Colle rosso” novello
“Capriano del Colle rosso” riserva
Art 2:
I vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle rosso – novello – riserva” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Sangiovese: minimo 40%
Marzemino (localmente detto Berzamino): minimo 35%
Barbera: minimo 3%
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve provenienti da vitigni Merlot e Incrocio Terzi n. 1 presenti nei vigneti fino ad un massimo del 15% del totale.
I vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle bianco o Trebbiano – tranquillo – frizzante” devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell’ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica:
Trebbiano di Soave (localmente detto Trebbiano Veronese o di Lugana) e/ o Trebbiano di Toscana: minimo 85%
Possono concorrere, da sole o congiuntamente, per un massimo del 15% del totale, anche le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Brescia.
Art 3:
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” comprende l’area collinare idonea alla coltura della vite dei comuni di:
Capriano del Colle Poncarale in provincia di Brescia
Tale zona è così delimitata: partendo dalla strada statale Brescia – Quinzano in località Fenili Belasi, il limite segue la strada, in direzione sud – ovest fino a quota 98 (Km 10,1 circa) dove devia verso sud lungo la strada provinciale per Capriano del Colle; costeggiando cascina Braga, cascina Santus, attraversa il centro abitato di Capriano del Colle e in direzione sud – est prosegue lungo la strada per Ferramonde a quota 87: Da Ferramonde segue verso nord la strada per Poncarale, attraversa tale centro abitato per incrociare a quota 95 il confine comunale di Poncarale – Flero. Lungo questi in direzione nord – est, raggiunge, superata cascina Monte Santo, la carrareccia pedecollinare e lungo questa prosegue nella stessa direzione lambendo cascina Ortigara e attraversando le quote 102 e 102 fino a
raggiungere cascina Gilli. Da cascina Gilli prosegue verso nord – ovest lungo la strada che attraversa la località La Santissima fino a raggiungere quota 100 la strada statale Brescia – Quinzano da dove è iniziata la delimitazione.
Art 4:
Le condizioni ambientali di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” di cui all’art 1 devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’albo di cui all’art 15 della legge 10 febbraio 1992 n. 164, unicamente i vigneti collinari e pedecollinari di buona esposizione su terreni prevalentemente argillosi generalmente poveri di calcare.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura (corti, medi e lunghi) devono essere quelli di tipo tradizionale e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Fermi restando i vigneti esistenti, i nuovi impianti ed i reimpianti devono essere composti da un numero di ceppi ad ettaro non inferiore a 3.000 calcolati sul sesto d’impianto.
E’ vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l’irrigazione di soccorso effettuata non oltre il periodo dell’invaiatura per un massimo di due interventi all’anno.
La produzione massima di uva per ettaro, in coltura specializzata, non deve essere superiore a: 12,50 tonnellate/ettaro
per tutte le tipologie “bianco o trebbiano tranquillo – frizzante – rosso” dei vini a DOC “Capriano del Colle”
10,00 tonnellate/ettaro
per la tipologia “Capriano del Colle rosso riserva”
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a DOC “Capriano del Colle” devono essere riportati nei limiti di cui sopra, purché la produzione globale non superi il 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
Le eccedenze delle uve, nel limite del 20%, non hanno diritto alla dnominazione di origine controllata.
Oltre detto limite percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutti il prodotto.
Fermi restando i limiti di sopra indicati, la produzione massima per ettaro di vigneto in coltura promiscua deve essere calcolata, rispetto a quella specializzata, in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
Le uve destinate alla vinificazione dei vini a DOC “Capriano del Colle bianco o Trebbiano” – “Capriano del Colle bianco o Trebbiano frizzante” - “Capriano del Colle rosso” – “Capriano del Colle rosso novello” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di
10,50% vol.
quelle destinate alla vinificazione del vino a DOC “Capriano del Colle riserva” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di
11,50$ vol.
La regione Lombardia, annualmente, prima della vendemmia, sentite le organizzazioni professionali di categoria, tenuto conto delle condizioni ambientali e di coltura che nell’anno si sono verificate, può stabilire con decreto un limite massimo di produzione inferiore a quello fissato dal presente disciplinare in rapporto agli ettolitri di vino ottenibile, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alla C.C.I.A.A. di Brescia.
Art 5:
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio amministrativo dei comuni di Capriano del Colle, Poncarale e Flero, in provincia di Brescia.
E’ tuttavia in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazione geografiche dei vini, sentita la regione Lombardia, consentire alle ditte interessate che ne facciano richiesta, e che già effettuavano dette operazioni prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, l’effettuazione di tali operazioni anche nell’intero territorio amministrativo dei comuni limitrofi a quelli indicati nel comma precedente a condizione che sia dimostrata la tradizionalità delle stesse.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti tradizionali della zona, atte a conferire al vino le proprie peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al:
70% per tutte le tipologie
Qualora superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
Il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” può ssere designato con la qualificazione “Novello” a condizione che la vinificazione venga fatta mediante macerazione carbonica ad acini interi per una percentuale non inferiore al 60% e che nella produzione e commercializzazione siano rispettate le altre disposizioni previste dalla normativa vigente per questa tipologia di vino.
Il vino “Capriano del Colle riserva” deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno
24 mesi, anche in botti di legno
detto periodo decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve.
Per i vini a DOC “Capriano del Colle rosso – novello – riserva” è ammessa la vinificazione congiunta o disgiunta delle uve che concorrono alla denominazione di origine.
Nel caso della vinificazione disgiunta, il coacervo dei vini deve avvenire nella cantina del vinificatore.
Art 6:
 I vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” all’atto dell’immissione al consumo, devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Capriano del Colle bianco o Trebbiano” tranquillo:
colore: giallo paglierino anche con tenui riflessi verdognoli;
profumo: delicato, gradevole, caratteristico;
sapore: secco, fresco, armonico, con eventuale percezione di legno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Capriano del Colle bianco o Trebbiano” frizzante:
colore: giallo paglierino anche con tenui riflessi verdognoli;
profumo: delicato, gradevole, caratteristico;
sapore: fresco, armonico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0g/l;
estratto secco netto minimo: 16,0 g/l;
“Capriano del Colle rosso”:
colore: rosso rubino;
profumo: vinoso, gradevole, caratteristico;
sapore: sapido, asciutto, armonico, con eventuale percezione di
legno;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,0 g/l;
“Capriano del Colle Novello”:
colore: rosso con riflessi violacei;
profumo: fruttato e in particolare di piccoli frutti di bosco;
sapore: fresco, rotondo, equilibrato;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto secco netto minimo: 18,0 g/l.;
“Capriano del Colle riserva”:
colore: rosso rubino intenso, tendente al granato con
l’invecchiamento;
profumo: etereo leggermente vinoso, ampio e caratteristico;
sapore: fine, asciutto, vellutato eventualmente con percezione di
legno derivante dall’affinamento in botte;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,00% vol.;
acidità totale minima: 5,0 g/l;
estratto seco netto minimo: 22,0 g/l;
E’ in facoltà del Ministero per le politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e per l’estratto secco netto.
Art 7:
 Nella designazione e presentazione dei vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle espressamente previste dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, selezionato, scelto e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, purché non siano tali da trarre in inganno il consumatore.
E’ consentito altresì l’uso della indicazione aggiuntiva “vigna” seguita immediatamente dal relativo toponimo purché le uve provengano totalmente dai corrispondenti vigneti e siano rivendicate annualmente ed iscritte nell’apposito albo dei vigneti previsto dalla legge 10 febbraio 1992 n. 164, tenuto presso la C.C.I.A.A. di Brescia.
In sede di designazione del vino a DOC “Capriano del Colle” l’indicazione bianco o Trebbiano è facoltativa.
I vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colla” frizzante, novello e riserva devono indicare in etichetta le suddette tipologie al di sotto della dicitura “denominazione di origine controllata” e pertanto esse non possono essere intercalate tra quest’ultima dicitura e il nome di “Capriano del Colle”. In ogni caso tale specificazione di tipologia deve figurare in caratteri di dimensioni non superiori a quelle dei caratteri utilizzati per la DOC “Capriano del Colle” ma non inferiori alla metà della stessa.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini a DOC “Capriano del Colle” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
Art 8:
 Per i vini a DOC “Capriano del Colle”è vietato l’uso del tappo a corona.
Il vino a DOC “Capriano del Colle riserva” deve essere immesso al consumo in recipienti di vetro, con tappo di sughero, di capacità compresa tra 0,375 litri e 3,000 litri.
Le bottiglie con capacità inferiore a 0,375 litri, per specifiche esigenze commerciali, possono avere la chiusura a vite.
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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