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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CANAVESE
 DOC

Disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata e garantita del Piemonte
D.M. 12 settembre 1996.
Riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino
"Canavese"

Articolo 1.
La denominazione di origine controllata "Canavese" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.

Articolo 2.
La denominazione "Canavese" senza alcuna specificazione è riservata al vino bianco ottenuto da uve provenienti da vigneti composti al 100% dal vitigno Erbaluce. La denominazione di origine controllata "Canavese" senza alcuna specificazione è riservata ai vini rosso e rosato ottenuti da uve provenienti da vigneti aventi la seguente composizione ampelografica: Nebbiolo, Barbera, Bonarda, Freisa, Neretto, da soli o congiuntamente minimo 60%. Possono concorrere alla produzione di detti vini altri vitigni non aromatici autorizzati o raccomandati per le province di Torino, Biella e Vercelli fino ad un massimo del 40%.
La denominazione di origine controllata "Canavese" seguita da una delle specificazioni di cui appresso è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti aventi, rispettivamente, la seguente composizione:
Nebbiolo: almeno l'85% Nebbiolo; per il complessivo rimanente possono concorrere i vitigni a bacca di colore analogo raccomandati o autorizzati per le province di Torino, Biella e Vercelli;
Barbera: almeno l'85% Barbera; per il complessivo rimanente possono concorrere i vitigni a bacca di colore analogo raccomandati o autorizzati per le province di Torino, Biella e Vercelli.
Fanno parte dell'albo dei vigneti a D.O.C. "Canavese" senza altra specificazione, i vigneti iscritti agli albi dei vini a D.O.C. "Canavese" Nebbiolo, "Canavese" Barbera e "Caluso".
Fanno parte dell'albo dei vigneti a D.O.C. "Canavese" Nebbiolo i vigneti iscritti all'albo del vino a D.O.C. "Carema".

Articolo 3.
La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini atti ad essere designati con la denominazione di origine controllata "Canavese" comprende l'intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Torino: Agliè, Albiano d'Ivrea; Alice Superiore, Andrate, Azeglio, Bairo, Baldissero Canavese, Balangero, Banchette, Barbania, Barone, Bollengo, Borgiafio, Borgofranco d'Ivrea, Borgomasino, Burolo, Busano, Cafasse, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Carema, Cascinette d'Ivrea, Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Chiaverano, Chiesanuova, Ciconio, Cintano, Cofieretto Castelnuovo, Colleretto Giacosa, Corio, Coassolo, Cossano Canavese, Cuceglio, Cuorgnè, Favria, Feletto, Fiorano Canavese, Forno Canavese, Front, Germagnano, Ivrea, Lanzo Torinese, Lessolo, Levone, Loranzè, Lugnacco, Lusigliè, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Montaldo Dora, Nomaglio, Oglianico, Orio Canavese, Ozegna, Palazzo Canavese, Parella, Pavone Canavese, Pecco, Perosa Canavese, Pertusio, Piverone, Pont Canavese, Prascorsano, Pratiglione, Quagliuzzo, Quassolo, Quincinetto, Rivara, Rivarolo Canavese, Romano Canavese, Salassa, Salerano, Sarnone, San Carlo Canavese, San Colombano Belmonte, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese, San Martino Canavese, San Ponso, Scarmagno, Settitno Rottaro, Settirno Vittone, Strambinello, Strambino, Tavagnasco, Torre Canavese, Valperga, Vauda Canavese, Vestignè, Vialfrè, Vidracco, Villareggia, Vische, Vistrorio l'intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Biella: Alice Castello, Cavaglià, Dorzano, Roppolo, Salussola, Viverone, Zimone
e l'intero territorio del seguente comune in provincia di Vercelli: Moncrivello.

Articolo 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui all'art. 2 devono essere quelle tradizionali delle zone di produzione e, comunque, atte a conferire alle uve le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerare idonei i vigneti collinari di giacitura ed esposizione adatti. Sono esclusi i terreni di fondovalle, umidi o non sufficientemente soleggiati.
1 sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e/o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l'irrigazione di soccorso fino all'invaiatura per un massimo di due volte.
Le rese massime di uva ad ettaro di vigneto in coltura specializzata per la produzione dei vini di cui all'art. 2 ed i titoli alcolometrici volumici minimi naturali delle relative uve destinate alla vinificazione, devono essere rispettivamente le seguenti:

Titolo
Resa uva alcolometrico
Vini tonn./Ha VOL. min. naturale

"Canavese" rosso 11 10,00
"Canavese" rosato 11 10,00
"Canavese" bianco 12 9,5
"Canavese" Nebbiolo 10 10,50
"Canavese" Barbera 11 10,00 (1)

Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata "Canavese" devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermi restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.

Articolo 5.
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all'interno della zona delimitata dall'art. 3. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche atte a conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche.
Per i vini di cui all'art. 2 la resa massima dell'uva in vino non deve essere superiore al 70%. Le eventuali eccedenze entro il limite del 5% non hanno diritto alla denominazione di origine "Canavese"; qualora le rese superino tale ultimo limite tutto il prodotto non ha diritto alla denominazione di origine controllata "Canavese".

Articolo 6.
I vini di cui all'art. 2 all'atto dell'immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
"Canavese" rosso:, armonico; titolo alcolometrico volumico comp. min.: 10,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto: 19 per mille.
"Canavese" rosato: colore: dal rosato al rubino chiaro; odore: delicato, gradevole, vinoso; sapore: asciutto-armonico; titolo alcolometrico volumico comp. min.: 10,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto: 17 per mille.
"Canavese" bianco: colore: giallo paglierino; odore: caratteristico, fruttato, intenso, gradevole; sapore: asciutto armonico; titolo alcolometrico volumico comp.
min.: 10%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto: 17 per mille.
"Canavese" Nebbiolo: colore: rosso rubino o granato, talvolta riflessi aranciati; odore: caratteristico, delicato, leggermente fioreale; sapore: secco asciutto di buon corpo, leggermente tannico; titolo alcolometrico volumico comp. min.: 11%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto: 20 per mille.
"Canavese" Barbera: colore: rosso rubino più o meno intenso, talora con riflessi violacei; odore: vinoso caratteristico, leggermente fruttato; sapore: asciutto, armonico, di buon corpo; titolo alcolometrico volumico comp. min.: 10,5%; acidità totale minima: 5 per mille; estratto secco netto: 20 per mille.\

Articolo 7.
Alla denominazione di cui all'art. 1 è vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione, ivi compresi gli aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore, riserva' vecchio e similari.
E’ consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati, purchè non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente.
Per i vini di cui all'art. 2 le specificazioni dei vitigni Nebbiolo e Barbera dovranno essere riportate in etichetta con caratteri di dimensioni inferiori o uguali a quelli utilizzati per indicare la denominazione di origine controllata "Canavese" e con lo stesso colore.
Nell'etichettatura dei vini di cui all'art. 2 la denominazione "Canavese" immediatamente seguita dalla dizione "Denominazione di origine controllata" precede immediatamente la specificazione di vitigno.
Il vino a denominazione di origine controllata "Canavese" tipologia rosso può utilizzare in etichetta l'indicazione "novello" secondo la vigente normativa per i vini novelli.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino a D.O.C. "Canavese", deve sempre figurare l'indicazione dell'annata di produzione delle uve.
I vini di cui all'art. 2, qualora confezionati in recipienti di capacità uguale o inferiore a 5 litri devono essere immessi al consumo in bottiglie di vetro di forma tradizionale dalle capacità previste dalle norme vigenti. Le bottiglie di capacità 0,750 litri debbono essere chiuse con tappo di sughero; per le altre capacità di cui sopra sono consentiti altri tipi di tappatura ad esclusione del tappo a corona.
Le operazioni di imbottigliamento devono essere effettuate nell'ambito dell'intero territorio della regione Piemonte.


 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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