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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
CAGNINA DI ROMAGNA
DOC

CAGNINA DI ROMAGNA
D.O.C.
D. D. 01/AGOSTO/2008

Art 1
La denominazione di origine controllata “Cagnina di Romagna” è riservata al vino rosso
che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
Art 2
 Il vino a DOC “Cagnina di Romagna” deve essere ottenuto dal seguente vitigno:
Refosco (Terrano) minimo 85%
possono concorrere alla produzione di detto vino le uve a bacca rossa dei vitigni idonei alla coltivazione per la regione Emilia Romagna, presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%.
Art 3
 La zona di produzione delle uve comprende l’intero territorio amministrativo dei seguenti comuni:
In provincia di Ravenna:
Brisighella Casola Valsenio Castelbolognese Faenza
Riolo Terme
In provincia di Forlì:
Bertinoro Castrocaro-Terra del Sole Cesena
Forlì Forlimpopoli Longiano Montiano
Modigliana Dovadola Predappio Mercato Saraceno
Meldola Roncofreddo Savignano sul Rubicone
Gatteo San Mauro Pascoli
Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Cagnina di Romagna” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e, comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
Per i nuovi impianti la densità di piante per ettaro non deve essere inferiore a:
3.300 ceppi/ettaro
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ ammessa l’irrigazione di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a DOC “Cagnina di Romagna”, di vigneto in coltura specializzata, non deve essere superiore a:
13,00 t/Ha.
A tale limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Fermo restando il limite massimo sopra indicato, la resa per ettaro in coltura promiscua deve essere calcolata in rapporto alla effettiva superficie coperta dalla vite.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 70%
Qualora la resa uva/vino superi il limite sopra indicato, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
La regione Emilia e Romagna, con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle situazioni ambientali e di coltivazione, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al
Ministero dell’Agricoltura e delle foreste ed al Comitato nazionale per la tutela delle denominazione di origine dei vini.
Art 5
 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delle uve delimitata dal precedente art 3, secondo gli usi tradizionali della zona stessa.
Tuttavia tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’ambito dell’intero territorio delle province di Forlì-Cesena e Ravenna.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOC “Cagnina di Romagna” devono assicurare al vino un
titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 10,50% vol.
Il vino a DOC “Cagnina di Romagna” non può essere immesso al consumo in data anteriore al
Secondo giovedì del mese di Ottobre dell’anno di produzione delle uve
Art 6
Il vino a DOC “Cagnina di Romagna”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: rosso violaceo;
profumo: vinoso, caratteristico;
sapore: dolce, di corpo, un po’ tannico, leggermente acidulo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50%
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 8,50% vol.
acidità totale minima: 5,00 gr/l.;
estratto non riduttore minimo: 17,00 gr/l.;
E’ in facoltà del Ministero dell’Agricoltura e delle foreste di modificare con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
Nella presentazione e designazione del vino a DOC “Cagnina di Romagna” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi: scelto, extra, superiore, fine, riserva, vecchio, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali o marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Nella designazione dei vini a DOC “Cagnina di Romagna”può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo o nome, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di accompagnamento.
La menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome, deve essere riportata in etichetta in caratteri e dimensioni uguali o inferiori al carattere utilizzato per la denominazione di origine.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali: fattoria, viticoltore, cascina, tenuta, podere ed altri termini similari sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a fattorie e vigneti dai quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni stabilite dal DM 22/Aprile 1992.
Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti vino a DOC “Cagnina di Romagna” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione, veritiera e documentabile.
Può anche figurare la menzione “dolce”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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