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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
BIANCO DELLA VALDINIEVOLE
D.O.C.

BIANCO DELLA VALDINIEVOLE
D.O.C.
D.P.R. 9 GENNAIO 1976
Modificato D.D. 14/Maggio/2007

Art 1
 La denominazione di origine controllata “Bianco della Valdinievole” è riservata al vino bianco che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2
 Il vino a DOC “Bianco della Valdinievole” deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dal vitigno:
Trebbiano toscano minimo 70%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve dei vitigni:
Malvasia del Chianti, Canaiolo bianco e Vermentino presenti nei vigneti, da soli o congiuntamente, nella misura massima del 25% e le uve di altri vitigni a bacca bianca raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Pistoia, fino ad un massimo del 5% del totale delle viti esistenti.
Art 3
 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Bianco della Valdinievole” debbono provenire dalla zona di produzione che comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di:
Buggiano Montecatini Terme Uzzano
ed in parte quello dei comuni di:
Larciano Marliana Massa e Cozzile
Monsummano Terme Pescia Pieve a Nievole
tutti in provincia di Pistoia.
Tale zona è così delimitata:
dall’incrocio del confine provinciale Pistoia – Firenze con la strada statale n. 436 Francesca – Fucecchio, nei pressi di Cerbaia del comune di Lamporecchio, il limite segue in direzione nord – est il confine comunale tra Lamporecchio e Larciano fino ad incontrare la strada per la Colonna e Bruciannese; segue quindi detta strada fino a giungere ad ovest di San Rocco di Larciano, ripiega poi sulla strada per Biccimurri e, superato l’incrocio di quota 31, poco prima di Camaggiore, volge a nord – est sulla strada per Cècina.
Il limite segue questa strada fino al bivio posto ad est di Podere Galeotti; di qui devia a nord – est sulla carreggiabile per Pozzarello passando da quota 46, 51 e 56; dopo Pozzarello prosegue sul rio Gerbi e al quadrivio di quota 38.
Prosegue verso nord per la strada statale Francesca costeggiando ad est il centro abitato di Monsummano Terme e prosegue, sempre verso nord, per la strada che costeggia ad ovest viale Renatico e Croce dove piegando verso nord – ovest attraversa il fiume Nievole e raggiunge a Colonna la strada statale Lucchese che segue verso nord – est fino ad incrociare il confine di Serravalle Pistoiese (quota 34).
Da qui segue verso nord il confine di Serravalle Pistoiese sino a raggiungere la quota 366, dopo aver di poco superato il C. Biglio risale quindi verso nord lungo il torrente Bolognole ed in prossimità della quota 477 piega verso sud – ovest per il sentiero che conduce a Casore del Monte.
Da Casore del Monte passando per quota 480 giunge a quota 238 in prossimità del torrente Rimaggio, segue il corso d’acqua verso nord fino in prossimità di quota 612, indi verso nord – ovest lungo la mulattiera per C. Giovannino, prosegue lungo la stessa per le quote 438, 495, 228, 549, fino a raggiungere la strada per Morni a quota 604, percorre ancora verso nord – ovest quest’ultima, indi riprende la mulattiera che attraversando il fosso Acquaviva a
quota 513 riscende verso sud per le località Bozzolo, Caldaro, Poverina, Giove, Cari Mezzano giunge a Marliana.
Da questa località percorre la strada provinciale fino al km. 13,000 indi volge ad ovest per una mulattiera che tocca le quote 486, 658, 656, 496, attraversando il torrente Borra scende verso sud per la carrareccia che attraverso le quote 448 e 397, costeggia a sud Poggio Mazzalucchio e segue in direzione ovest la strada che passa per le quote 432, 526, 531, 523, quest’ultima sul confine di Buggiano.
Percorre tale confine a quota 533 in corrispondenza del rio Framigno che percorre verso est fino ad incontrare la mulattiera che porta a Casa Treserre, indi per la stessa attraverso le quote 602, 530, 572, 573 (casa Bubbiana), 574 e 496 e poi verso nord – ovest lungo la strada raggiunge l’abitato di Vellano.
Lasciato a nord l’abitato riprende la mulattiera che per le quote 480, 328, 299, si immette sulla strada provinciale Pescia – Lanciole in località di Ponte Sorana sotto, prosegue per il rio Torbola fino all’innesto sulla strada comunale Pescia – San Quirico a quota 129, da qui volge a sud percorrendo la mulattiera che per le quote 450 e 425 giunge a Fibbialla, verso sud – ovest segue quindi il sentiero che passa per le quote 472, 514 raggiungendo Medicina.
A sud di Medicina sin incontra con il rio Pezzana che percorre fino a quota 396¸ prosegue per una retta immaginaria in direzione sud fino a quota 419 di Poggio Ponzano quindi segue verso ovest una retta spezzata passante per le quote 582 (Monte Cupola), 609 e 591 quest’ultima sul confine di provincia (Cascinale Rimorticino).
Percorre verso sud il confine provinciale fino ad incontrare la linea ferroviaria Pescia – Lucca, che segue verso nord fino al ponte Squarciabocconi sul torrente Pescia di Collodi.
Da dette località percorre verso est la strada che conduce ad Alberghi e da qui la provinciale fino alla località Molinaccio, da qui segue il limite comunale fra i comuni di Uzzano e Chiesina Uzzanese sino alla località Molino Nuovo e prosegue seguendo il confine tra i comuni di Buggiano e Ponte Buggianese, indi segue il confine fra il suddetto comune ed il comune di Massa e Cozzile e poi Montecatini Terme percorrendo il rio Pedicino fino alla confluenza con il rio S. Antonio; volgendo verso nord segue quest’ultimo fino ad incontrare la strada interpoderale in prossimità di Casa Frugoni.
Seguendo verso sud – est detta strada incontra il fosso del Porrione e prosegue fino alla quota 20, indi per la strada poderale giunge a Casa Tonini ed al fiume Nievole che segue verso sud fino al ponte del Porto.
Da qui volge a nord – est e segue la strada che da detta località conduce alle Case, per la strada che da le Case segue quella che passa attraverso le quote 18, 17, 20, 21 e 22 innestandosi sulla strada statale n. 436, raggiunge per la medesima il rio Cecina, lo segue verso sud – ovest e superata Casa dei Pescatori, segue in direzione sud – est la strada che superata la quota 26 e Casa Borgiani, costeggia il bivio di Chiusi in prossimità della quota 15, attraversa la Paduletta di Ramone ne costeggia il lato sud – est e per la strada al bordo del bosco raggiunge il canale che segue verso sud fino ad incrociare il limite di provincia in prossimità di Casa Faini. Percorre poi verso est il limite di provincia fino ad incontrare la località di Cerbaia da dove è iniziata la delimitazione.
Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Bianco della Valdinievole” devono essere quelle tradizionali della zona di produzione e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le loro specifiche caratteristiche di qualità. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e del vino.
La resa massima di uva ammessa alla produzione del vino a DOC “Bianco della Valdinievole”, in vigneti a coltura specializzata, non deve essere superiore a:
13,00 tonnellate/ettaro
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
La resa massima dell’uva in vino non deve essere superiore al 58%.
Art 5
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione di cui all’articolo 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche solo in parte compresi nella zona di produzione delle uve ed in quello dei comuni di:
Pistoia Serravalle Pistoiese
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
10,50% vol.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari caratteristiche.
Art 6
 Il vino a DOC “Bianco della Valdinievole”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: giallo dorato chiaro, tendente al paglierino;
profumo: lievemente vinoso, gradevole;
sapore: secco, vivace, armonico, talvolta tendente al frizzante;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 4,80 g/l;
estratto secco netto minimo: 17,50 g/l;
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
Le uve idonee alla produzione del vino a DOC “Bianco della Valdinievole” possono essere destinate alla produzione della tipologia “Vin Santo” seguendo il tradizionale metodo di vinificazione che prevede in particolare quanto segue:
 l’uva dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale;
 l’appassimento delle uve destinate alla vinificazione, nei limiti consentiti dalle vigenti disposizioni, deve avvenire in locali idonei e deve essere protratto fino a raggiungere un contenuto zuccherino minimo di:
28,00%
 la resa massima di uva fresca in vino non deve essere superiore al 35%;
 la conservazione e l’invecchiamento del vino deve avvenire in appositi locali (Vinsantai) ed in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiori a 200 litri;
 l’immissione al consumo del vino a DOC “Bianco della Valdinievole Vin Santo” non può avvenire prima del
1° Dicembre del terzo anno successivo a quello di produzione delle uve;
 al termine del periodo di invecchiamento il prodotto deve avere un titolo alcolometrico volumico totale minimo di:
17,00% vol.;
 l’invecchiamento deve avvenire nell’interno della zona di vinificazione delle uve di cui all’articolo 5
Il vino a DOC “Bianco di Valdinievole Vin Santo”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: dal giallo paglierino all’ambrato più o meno fulvo;
profumo: intenso, etereo, tipico;
sapore: dal secco al dolce, armonico, morbido, con retrogusto amarognolo, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 17,00% vol.;
tipo secco:
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 14,00% vol.;
titolo alcolometrico da svolgere massimo: 3,00% vol.;
tipo semisecco:
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 13,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico da svolgere massimo: 4,00% vol.;
tipo dolce:
titolo alcolometrico volumico effettivo minimo: 12,00% vol.;
titolo alcolometrico volumico da svolgere massimo: 5,00% vol.;
acidità totale minima: 4,50 g/l;
acidità volatile massimo: 1,50 g/l;
estratto secco netto minimo: 20,00 g/l;
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini di modificare, con proprio decreto i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 8
Alla DOC “Bianco della Valdinievole” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona di produzione e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino, così qualificato, è stato ottenuto.
Sulle bottiglie ed altri recipienti contenenti il vino a DOC “Bianco della Valdinievole Vin Santo”di cui al presente disciplinare deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, purché veritiera e documentabile.
Art 9
Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce con la DOC “Bianco della Valdinievole” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione è punito a norma dell’articolo 28 del D.P.R. 12/Luglio/1963 n. 930.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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