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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
BARDOLINO
D.O.C.

BARDOLINO
D.O.C.
26/GIUGNO/2001


Art 1
 La denominazione di origine controllata “Bardolino” è riservata ai vini della seguente tipologie:
Bardolino
Bardolino chiaretto
Bardolino novello
Bardolino classico
Bardolino chiaretto classico
Bardolino novello classico
Bardolino chiaretto spumante
Che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art 2
 I vini a DOC “Bardolino” devono essere ottenuti dalle uve dei vitigni, presenti nei vigneti in ambito aziendale, nella percentuale appresso indicata:
Corvina veronese (Cruina o Corvina) dal 35 al 65%
è tuttavia ammesso nella misura massima del 10% la presenza della varietà Corvinone in sostituzione di una pari percentuale di Corvina, purché il Corvinone sia coltivato in terreni ricchi di scheletro.
Rondinella dal 10 al 40%
Molinara, Rossignola (Rossetta), Barbera, Sangiovese, Marzemino, Merlot, Cabernet Sauvignon da soli o congiuntamente per un massimo del 20% con un limite massimo del 10% per singolo vitigno.
I vigneti già iscritti al relativo albo alla data di approvazione del presente disciplinare di produzione, sono idonei alla produzione dei vini a DOC “Bardolino”.
Art 3
 La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOC “Bardolino” comprende in tutto o in parte il territorio amministrativo dei seguenti comuni:
Bardolino Garda Lazise Affi
Costermano Cavaion Torri del Benaco Caprino
Rivoli Veronese Pastrengo Bussolengo Sona
Sommacampagna Peschiera Valeggio
tutti in provincia di Verona.
Tale zona è così delimitata:
partendo a nord di Bussolengo dal ponte sul canale della società Sima, nelle immediate vicinanze della centrale elettrica, segue per breve tratto la strada provinciale Verona – lago, percorre la strada detta del Gabanet toccando le località Casetta, Colombare sino all’incrocio della strada che scende dalla località Pigno.
Segue il tracciato di detta strada sino alla località Lughetto a quota 167, incontra e attraversa il limite di confine territoriale Bussolengo – Sona e prosegue in direzione di Palazzolo toccando località Santa Giustina, segue la strada denominata della Rotonda toccando località Pozzo del Ghetto sino a giungere al ponte sul canale del consorzio Alto Veronese.
Segue detto canale sino alla strada statale n. 11, risale a destra per breve tratto detta statale, imbocca la strada che porta a località Case Nuove, percorre la carrareccia della Rugola seguendo l’unghia di collina del monte Corno sino alla località scuole comunali di Sona.
Si inserisce nella strada comunale della Lova che segue sino ad intersecare il primo canale secondario del consorzio Alto Veronese; percorre detto canale toccando località Rainera e proseguendo fino alla stazione FF.SS. di Sommacampagna.
Dalla stazione segue la strada che porta all’abitato di Sommacampagna, che attraversa per inserirsi nella viabile che porta a Custoza, percorrendola sino alla località Staffalo, per deviare a sinistra lungo la strada che porta alla località Boscone sino al punto di intersecare il canale principale del consorzio Alto Veronese.
Seguendo il percorso del canale, passa nelle vicinanze delle località Fiozza e Ca’ del Magro sino a giungere a località Campanella.
In prossimità della località Campanella abbandona il canale consorziale per seguire la carrareccia che porta alle località Colombara e Fenili.
Da località Fenili dirotta a destra seguendo la strada che attraversa località Gardoni e successivamente si inserisce sulla strada Valeggio – Santa Lucia, che segue sino all’abitato di Valeggio da dove prosegue seguendo la viabile che porta verso Monzambano.
Percorre, verso Monzambano, la succitata strada sino ad incontrare il primo passaggio a livello in prossimità di quota 64.
Da questo imbocca la viabile che porta alla località Fornelletti e attraversando detta località prosegue sino ad intersecare la strada Valeggio – Salionze (quota99) che percorre sino alla località Salionze e proseguendo oltre arriva in prossimità di Peschiera sino a toccare la sponda orientale del lago di Garda nel punto in cui inizia il corso dell’estuario Mincio.
Dall’estuario Mincio risale la sponda orientale del lago di Garda toccando Lazise, Cisano, Bardolino, Garda, Punta San Virgilio, sino ad arrivare al centro abitato di Torri del Benaco.
Dirotta a destra imboccando la strada comunale panoramica che da detta località toccando le borgate di Costa ed Albisano sale sinuosamente con tornanti sino ad inserirsi sulla strada provinciale di San Zeno di Montagna.
Da questo punto la delimitazione nord della zona del Bardolino segue la curva di livello quota 500, lungo le pendici montuose in comune di Costermano, Caprino e Rivoli Veronese.
Più precisamente il percorso della linea di quota 500 è il seguente: segue per breve tratto il confine comunale di Costermano a nord di monte Pozzol, prosegue attraversando il vaio Boione e in prossimità della località Roncola raggiunge la linea di confine di Caprino.
Seguendo le pendici del monte di Pesina passa a nord della località Pianezze, le Banche e Ordenei, sino ad incontrare il vaio dei Lumini; attraversa detto vaio e passa a sud delle località Peagne, Ca’ Zerman, Casette delle Pozze per giungere a nord della frazione Vilmezzano sino ad incontrare il vaio delle Giare.
Attraversato il vaio delle Giare, percorre la strada che conduce alle località Renzone e Vezzane, attraversa il torrente Tasso e giunge in prossimità di Pozza Galletto, sino a toccare la linea di confine del comune di Rivoli Veronese a sud del monte Cordespino.
Da qui segue la linea di confine del comune di Rivoli Veronese sino alla località Canal.
Segue quindi la strada che da detta borgata porta alla località Dogana sulla riva destra dell’Adige e prosegue lungo la stessa riva sino al ponte sul canale della società Sima a nord – ovest di Bussolengo.
La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOC “Bardolino” designabili con la specificazione “classico”, già riconosciuta con D.P.R. 28/maggio/1968, comprende, in tutto o in parte il territorio amministrativo dei comuni di:
Bardolino Garda Lazise Affi
Costermano Cavaion
in provincia di Verona.
Tale zona è così delimitata:
a nord dal confine comunale del comune di Garda, fino a Val Tesina toccando quota 153 in prossimità del monte Berti. Segue l’ex confine di Castione lungo il monte Carpene a quota
277 a nord di località Tavernole, sino a toccare località Baia; risale per breve tratto la strada comunale che da detta località porta alla strada provinciale incrociandola a quota 234.
Da questo punto ha inizio il limite est.
La linea di confine discende lungo la strada prima detta e il terrapieno della ferrovia Affi – Caprino fino ai piedi del monte Moscal (quota 2oo).
Continua poi a discendere, per breve tratto con la detta ferrovia, poi con il torrente Tasso (o Ri), sino sotto casa Ragano (non lungi da Ponton) dove incontra il confine tra Rivoli Veronese e Cavaion.
Lascia poi subito questo confine, sale a monte Pincio e sempre per linea di cresta incontra Ca’ del Biso (quota 181) e, subito dopo il confine e in seguito quello tra Pastrengo e Cavaion presso casa Faino. Segue allora questo confine e in seguito quello tra Pastrengo e Bardolino e quello che il comune di Lazise ha in comune con Pastrengo, Bussolengo e Castelnuovo fin sotto quota 121, presso Sarnighe.
Abbandonato il confine comunale, tocca Sarnighe, quota 113 e 118, correndo lungo una carrareccia, fino a casa alle Croci alle porte di Colà.
Per altra carrareccia discende alla località Le Tende e prosegue in quota fino ad incontrare la strada comunale di Pacengo a case Frontanafredda.
Segue per breve tratto questa strada, poi la carrareccia che, toccando quota 107, passa sotto il paese di Pacengo e giunge al lago subito sotto il porto.
Art 4
Le condizioni ambientali e di coltivazione dei vigneti destinati alla produzione dei vini a DOC “Bardolino” devono essere quelle tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve e ai vini derivati le loro specifiche caratteristiche.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati e, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
Per i vigneti piantati dopo l’approvazione del presente disciplinare di produzione sono ammesse solo le forme di allevamento a spalliera semplice e doppia e la tradizionale pergoletta inclinata unilaterale aperta.
La densità minima di impianto per ettaro di vigneto in coltura specializzata non deve essere inferiore a: 3.300 ceppi/ettaro.
Per i vigneti piantati prima dell’approvazione del presente disciplinare e allevati con pergole veronesi a tetto orizzontale è fatto obbligo della tradizionale potatura a secco ed in verde, che assicuri l’apertura della vegetazione nell’interfila e una carica massima di 80.000 gemme/ettaro.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
E’ consentita l’irrigazio0ne di soccorso.
La resa massima di uva ammessa per la produzione dei vini di cui all’art 1 non deve essere superiore a: 13,00 tonnellate/ettaro
di vigneto in coltura specializzata.
In annate eccezionalmente favorevoli, la resa dovrà essere riportata a detto limite purché la produzione globale non superi del 20% il limite medesimo.
Fermo restando il limite sopraindicato, la resa per ettaro nella coltura promiscua deve essere calcolata rapportando la effettiva superficie coperta dalla vite.
La regione Veneto con proprio decreto, su proposta del comitato vitivinicolo regionale, istituito con legge regionale n. 55 dell’8 maggio 1985, sentite le organizzazioni di categoria interessate, prima della vendemmia, può stabilire un limite massimo di utilizzazione di uva per ettaro per la produzione dei vini a DOC “Bardolino” inferiore a quello fissato dal presente disciplinare dandone immediata comunicazione al Ministero delle politiche agricole – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
La facoltà di cui al comma precedente si esercita in aggiunta al disposto dell’art 10, lettera c), della legge n. 164/1992 e senza eccedere il limite massimo previsto.
Le uve destinate alla vinificazione del vino a DOC “Bardolino” devono assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 9,50% vol.
I vigneti iscritti agli albi della DOCG “Bardolino superiore” sono idonei anche per produrre vini a DOC “Bardolino” alle condizioni stabilite dal presente disciplinare di produzione.
Le unità vitate omogenee coltivate con le varietà “Corvina, Marzemino, Barbera, Merlot e Cabernet Sauvignon”, iscritti all’albo dei vini a DOC “Bardolino” e “Bardolino classico”, sono utilizzabili anche per produrre i corrispondenti vini designati con la DOC “Garda” alle condizioni previste dal relativo disciplinare di produzione.
Entro i termini previsti dalla normativa vigente successivi alle operazioni di scelta vendemmiale di cui sopra. Si deve provvedere ad annotare nei registri ufficiali di cantina le partite di uve e la collocazione dei mosti ottenuti e darne comunicazione all’Ispettorato repressione frodi competente per territorio e alla C.C.I.A.A. di Verona.
Art 5
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata nel precedente art . 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’ambito del territorio della provincia di Verona.
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, previa istruttoria della regione Veneto, qualora la situazione di produzione o di mercato lo richieda, di consentire, stabilendo le opportune modalità di controllo, che le operazioni di vinificazione siano effettuate nei comuni limitrofi, alla zona delimitata dall’art. 3 (anche quelli della provincia di Brescia e di Mantova).
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti, atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
Qualora le uve di cui all’art 2, vengano vinificate con la metodologia tradizionale a parziale contatto con la buccia, è concesso al vino, ottenuto, in considerazione del suo colore, l’uso in etichetta della specificazione “chiaretto”.
Il vino a DOC “Bardolino superiore” prima dell’immissione al consumo può essere designato come vino a DOC “Bardolino” sempreché il vino abbia i requisiti previsti per detta denominazione di origine controllata.
Entro i termini previsti dalla normativa vigente successivi alla variazione di designazione di cui sopra, si deve provvedere ad annotare nei registri ufficiali di cantina le partite dei mosti e dei vini di cui trattasi e la loro collocazione e darne comunicazione all’Ispettorato repressione frodi competente per territorio e alla C.C.I.A.A. di Verona.
L’uso della specificazione “classico” in aggiunta alla DOC “Bardolino”, è riservato al prodotto ottenuto da uve raccolte e vinificate all’interno del territorio delimitato della zona di origine più antica, indicata al precedente art. 3.
Tuttavia tali operazioni sono consentite se autorizzate dal Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su richiesta degli interessati e previa istruttoria della regione Veneto, anche in cantine situate al di fuori della predetta zona ma comunque all’interno della zona di produzione dei vini a DOC “Bardolino” a condizione che:
a) dette cantine siano di pertinenza delle rispettive aziende agricole e, come tali, al servizio delle stesse.
b) In dette cantine le aziende interessate vinifichino, per quanto riguarda la DOC di cui al presente disciplinare, soltanto le uve prodotte nei propri terreni vitati, debitamente iscritti all’albo dei vigneti.
La resa massima di uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa superi detto limite, ma non il 75%, l’eccedenza non avrà diritto alla denominazione di origine controllata.
Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.
La DOC “Bardolino” può essere utilizzata per designare il vino “spumante chiaretto” ottenuto con mosti o vini che rispondono alle condizioni previste dal presente disciplinare di produzione ed utilizzando metodi di spumantizzazione e fermentazione naturale atti a produrre la tipologia “Brut”.
Le operazioni di spumantizzazione debbono avvenire nell’ambito del territorio delle province di Verona, Treviso, Brescia e Asti.
Il vino a DOC “Bardolino”, imbottigliato entro il
31/Dicembre dell’annata di produzione delle uve
può essere designato in etichetta con il termine “novello” purché prodotto con
85% di uva a macerazione carbonica.
E’ ammessa la correzione con mosti concentrati ottenuti, da uve provenienti dalla zona di produzione o con mosti concentrati e rettificati.
Art 6
I vini a DOC “Bardolino” all’atto dell’immissione al consumo devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Bardolino”
“Bardolino classico”:
colore: rosso rubino tendente al cerasuolo che si trasforma in
granata con l’invecchiamento;
profumo: caratteristico, delicato;
sapore: asciutto, sapido, leggermente amarognolo, armonico,
sottile, talvolta leggermente frizzante e vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
zuccheri riduttori residui massimo: 6,00 g/l;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 17,00 g/l;
“Bardolino chiaretto”
“Bardolino chiaretto classico”:
colore: rosa tendente al granata con l’invecchiamento;
profumo: caratteristico, fruttato, delicato;
sapore: asciutto, morbido, sapido, leggermente amarognolo,
talvolta leggermente vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
zuccheri riduttori residui massimo: 9,00 g/l;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 16,00 g/l;
“Bardolino chiaretto spumante”:
spuma: sottile con grana fine e persistente;
colore: rosa tendente al granata con l’invecchiamento;
profumo: caratteristico, delicato;
sapore: secco, morbido, sapido, leggermente acidulo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol.;
zuccheri riduttori residui massimo: 15,00 g/l;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 15,00 g/l;
“Bardolino novello”
“Bardolino novello classico”:
colore: rosso rubino chiaro;
profumo: caratteristico, intenso, fruttato;
sapore: asciutto, morbido, sapido, leggermente acidulo, fresco,
talvolta leggermente frizzante e vivace;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
zuccheri riduttori residui massimo: 2,00 g/l;
acidità totale minima: 5,00 g/l;
estratto secco netto minimo: 17,00 g/l;
E’ in facoltà del Ministero delle politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto secco netto.
Art 7
Alla DOC “Bardolino” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compreso gli aggettivi extra, fine, scelto, riserva, selezionato e similari.
Sulle bottiglie, fiaschi ed altri recipienti contenenti vino a DOC “Bardolino” può figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve purché veritiera e documentabile.
Per il vino a DOC “Bardolino” designato in etichetta con una delle seguenti menzioni aggiuntive previste dal presente disciplinare di produzione: “classico, chiaretto, chiaretto classico, novello e novello classico”, deve essere obbligatoriamente indicata l’annata di produzione delle uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento ai nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
I vini a DOC “Bardolino” immessi al consumo in recipienti di capacità fino a 5,000 litri, devono utilizzare unicamente contenitori di vetro tradizionali con abbigliamento consono al loro carattere di pregio.
Per il vino a DOC “Bardolino” designato in etichetta con una delle menzioni aggiuntive previste dal presente disciplinare di produzione “classico, chiaretto classico, novello e novello classico” è obbligatorio l’uso delle tradizionali bottiglie e fiaschi fino a 5,000 litri chiuse con tappo raso bocca in sughero o altri materiali consentiti; tuttavia per le bottiglie fino a litri 0,375 è consentito l’uso del tappo a vite.
Per i vini a DOC “Bardolino” immessi al consumo in bottiglie chiuse con tappo di sughero raso bocca o altri materiali consentiti, è autorizzato l’uso di indicazioni che facciano riferimento a comuni, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art 3 e dalle quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, in conformità a quanto disposto dal decreto ministeriale 22/Aprile/1992.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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