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DISCIPLINARI DI PRODUZIONE
AVERSA
 DOC

AVERSA
D.M. 31/LUGLIO/1993
D.O.C.
Modificato D.D. 9/febbraio/1994
Modificato D.D. 2/febbraio/2000
Modificato D.D. 9/Gennaio/2002
Modificato D.D. 5/Luglio/2006


Art 1
 la denominazione di origine controllata “Aversa” seguita dal nome del vitigno “Asprinio” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Art 2
Il vino a DOC “Aversa Asprinio” deve essere ottenuto dalle uve provenienti da vigneti aventi, in ambito aziendale la seguente composizione ampelografica:
“Aversa Asprinio”
Asprinio minimo 85%
Possono concorrere alla produzione di detto vino le uve di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per le rispettive province di Caserta e di Napoli, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%.
“Aversa Asprinio spumante”
Asprinio al 100%.

Art 3
 Le uve destinate alla produzione del vino a DOC “Aversa Asprinio” devono essere prodotte nella zona che comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di:
Aversa Carinaro Casal di Principe
Casaluce Casapesenna Cesa
Frignano Gricignano di Aversa Lusciano
Orta di Atella Parete San Cipriano d’Aversa
San Marcellino Sant’Arpino Succivo
Teverola Trentola – Ducenta Villa di Briano
Villa Literno
In provincia di Caserta
Giugliano Qualiano Sant’Antimo
In provincia di Napoli

Art 4
 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a DOC “Aversa Asprinio” devono essere quelle tradizionali della zona e comunque atte a conferire alle uve ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche di qualità.
Sono pertanto da considerarsi idonei ai fini dell’iscrizione all’Albo dei vigneti unicamente quelli allevati in controspalliera con esclusione dei vigneti ubicati nei fondovalle e su terreni particolarmente umidi.
In deroga al paragrafo precedente, per salvaguardare la tipica forma di allevamento ad “alberata aversana”, da considerarsi bene ambientale e culturale della zona, sono consentiti gli impianti allevati in forma verticale e ubicati su terreni sciolti, leggeri, facilmente lavorabili, profondi, purché con adeguata sistemazione idraulica.
I sesti di impianto, le forme di allevamento ed io sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati nella zona e comunque atti a non modificare le caratteristiche dell’uva e dei vini.
E’ vietata ogni pratica di forzatura.
La resa massima, nel caso di impianti allevati ad alberata, non dovrà essere superiore ai:
4 kg di uva per metro quadrato di parete e i 240 kg per ceppo con un numero massimo di 50 ceppi/ettaro
Nel caso di vigneti specializzati allevati a controspalliera, la resa massima di uva per ettaro non deve essere superiore a:
12,00 tonn/ettaro
A tali limiti, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la produzione dovrà essere riportata, attraverso un’accurata cernita delle uve, purché la produzione non superi del 20% i limiti medesimi sopra stabiliti.
La regione Campania con proprio decreto, sentite le organizzazioni di categoria interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, tenuto conto delle condizioni ambientali climatiche, di coltivazione e di mercato, può stabilire un limite massimo di produzione di uva per ettaro inferiore a quello fissato dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata comunicazione al Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini e alle C.C.I.A.A. di Caserta e di Napoli.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a DOC “Aversa Asprinio” un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
10,50% vol.
Le uve destinate alla produzione del “vino spumante” oppure provenienti dalle “alberate” dovranno assicurare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di: 9,50% vol.
purché la destinazione ella spumantizzazione o la provenienza dall’alberata vengano espressamente indicate nella denuncia annuale delle uve presentata alle competenti C.C.I.A.A.

Art 5
Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione di cui all’art. 3.
E’ tuttavia facoltà del Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su conforme parere della regione Campania, consentire che le suddette operazioni di vinificazione siano effettuate in stabilimenti siti nel territorio amministrativo delle province di Caserta, Napoli e Benevento, a condizione che le ditte interessate che ne fanno richiesta, dimostrino di aver vinificato, nelle vendemmie precedenti a quella di entrata in vigore del presente disciplinare di produzione, vini del tipo di quelli qui regolamentati.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti o comunque atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche.
La resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%.
Gli eventuali superi sono da classificarsi, se ne hanno le caratteristiche, fra i vini da tavola, anche ad indicazione geografica tipica.
Le operazioni di elaborazione del vino a DOC “Aversa Asprinio spumante”, ossia le pratiche enologiche per la presa di spuma e la stabilizzazione, devono essere effettuate in stabilimenti situati nell’ambito del territorio delimitato nel precedente art. 3 o autorizzati ai sensi del secondo comma del presente articolo.
Per il solo tipo spumantizzato in autoclave è facoltà del Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di
origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su conforme parere della regione Campania, consentire per un periodo di anni dieci a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente disciplinare di produzione (31/07/1993), che le operazioni sopra indicate siano effettuate in stabilimenti siti al di fuori della zona delimitata nell’art. 3 o autorizzati ai sensi del secondo comma di questo stesso articolo.

Art 6
 I vini a DOC “Aversa Asprinio”, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
“Aversa Asprinio”
colore: giallo paglierino più o meno carico;
profumo: intenso, fruttato, caratteristico;
sapore: secco, fresco, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.;
acidità totale minima: 6,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l;
“Aversa Asprinio spumante”
spuma: fine e persistente;
colore: giallo paglierino più o meno intenso;
profumo: fine, fragrante, caratteristico;
sapore: secco, fresco, caratteristico;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidità totale minima: 7,00 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,00 g/l;
E’ facoltà del Ministero per le politiche agricole e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare, con proprio decreto, i limiti sopra indicati per l’acidità totale e l’estratto non riduttore minimo.

Art 7
 Nella designazione dei vini a DOC “Aversa” tranquillo e spumante, in deroga alle misure stabilite a titolo generale dagli articoli 1 e 6 del presente disciplinare può figurare il nome del vitigno “Asprinio” seguito dalla specificazione di origine “Aversa”, in caratteri della medesima ampiezza, colorimetria e forma grafica.
Per il vino a DOC “Aversa” ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti allevati ad “alberata” è obbligatorio indicare sulla denuncia di produzione delle uve, sui registri e sui documenti previsti dalla normativa vigente, nonché nell’etichettatura, la menzione aggiuntiva “alberata o vigneti ad alberata”.
Nella designazione tale menzione deve essere riportata immediatamente al di sotto della dicitura “denominazione di origine controllata”.
Nella designazione e presentazione del vino a DOC “Aversa” è vietata l’uso di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi: extra, fine, scelto, superiore, riserva, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l’attività agricola dell’imbottigliatore quali: viticoltore, fattoria, podere, tenuta, cascina ed altri termini similari, sono consentite in osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia.
E’ consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento ad unità amministrative, frazioni, aree, zone e località dalle quali
effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22/04/1992.
Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti vini a DOC “Aversa” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve, tale indicazione è facoltativa per il tipo “spumante”.

Art 8
 Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo con la DOC “Aversa” vini che non rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare è punito a norma degli articoli 28, 29, 30 e 31 della Legge 10/02/1992, n. 164.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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